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 Home page > Tribuna Libera > Gestione della Cosa pubblica: necessarie competenza e qualità

Gestione della Cosa pubblica: necessarie competenza e qualità

Per gestire in modo soddisfacente un'amministrazione pubblica bisogna avere un minimo di formazione autorevole e delle conoscenze acquisite sulle normative che la regolano. 
Improvvisarsi significa creare ulteriori disagi e problemi alla popolazione che si intende governare.

Considerare che una persona ignorante e incapace sia automaticamente più onesta di una persona competente ed esperta è quindi del tutto fuori luogo, perché l'onestà non dipende affatto da queste differenze di capacità e conoscenze. 
 
Quindi, i disastri compiuti da una pessima gestione pubblica (che sono una costante nel nostro Paese) non possono essere imputabili soltanto alla disonestà di alcuni amministratori, ma dipendono anche (e soprattutto) da una carenza diffusa di senso civico dei cittadini che sono sempre pronti a chiedere ma fanno in definitiva ben poco perché il comune venga effettivamente gestito bene, limitandosi di conseguenza unicamente a delegare in toto l'amministrazione dello stesso e a lamentarsi costantemente senza però fare granché perché nulla cambi davvero in meglio. 
 
Si è avuta la dimostrazione palese in questi anni del degrado amministrativo ulteriore generalizzato dovuto non soltanto ad una carenza di risorse quanto ad una manifesta mancanza di preparazione e capacità della nuova classe dirigente che si improvvisa tale senza averne i requisiti. 
 
E sono non pochi i casi di comuni gestiti male da personale onesto, ma non all'altezza dei compiti amministrativi conferiti. Ad esempio, quanti di questi amministratori improvvisati conoscono l'esistenza dei fondi europei (di cui l'Italia usa solo il 30% di quelli messi a sua disposizione) a cui ricorrere per migliorare considerevolmente il territorio e le infrastrutture locali?! 
 
All'estero, a cominciare dall'altro mio paese di origine (la Svizzera), nessun cittadino si sognerebbe mai di amministrare un comune senza averne le competenze e un minimo di esperienza gestionale, tanto è vero che gli stessi partiti ammettono come candidati unicamente individui che possono dimostrare di avere questo tipo di caratteristiche. 
Ma direi di più. 
 
Nessun cittadino si sognerebbe mai di eleggere un candidato privo di competenze e conoscenze adeguate in ambito politico e amministrativo. Questo aspetto fondamentale del senso civico unito ad un forte senso delle istituzioni fa sì che i comuni vengano effettivamente gestiti piuttosto bene e non da amministratori improvvisati che purtroppo spesso e volentieri approfittano di tale posizione acquisita in modo immeritato per crearsi un posto al sole.
 
Yvan Rettore
Foto: Pixabay
Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 22 gennaio 11:07
    Enzo Salvà

    Ha ragione, mancano senso civico e partecipazione almeno per quanto riguarda un minimo di informazione di base e sulle norme che regolano un Municipio. Questo si riflette poi sui soggetti che vengono eletti e che, pur essendo candidati ed avendo partecipato alla campagna elettorale, non sanno cosa sia (non dico averlo letto semplicemente che c’è) il Testo Unico Enti Locali (T.U.E.L.). 

    Però qui si entra in un campo delicato: non tutti i partiti o le Liste civiche sono così, alcuni, specialmente le vecchie centriste o di sinistra, questo lavoro lo fanno. Sono ben pochi i personaggi improbabili.

    Oggi funzionano meglio i personaggi spregiudicati, così funziona ora.

    Un Saluto

    Es.

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