Beh, che cosa vuole che le dica Lualdi ? Se io ho la "fissa" della Chiesa, la Chiesa di "fisse" ne ha a bizzeffe. Vogliamo fare l’elenco ?.... Lasciamo stare le polemicucce. Sono lieto per lei (si fa per dire) che in Russia la figura del Cristo sia in espansione. Lo sono meno per i russi, ma in fondo sono affari loro. E sono lieto (per me) che qui da noi abbia perso molti fedeli, così qualcuno la smetterà di dire che "NOI" siamo cristiani e fine di ogni possibile discussione. Su Dawkins la leggerò volentieri, come ho già detto.
Ringrazio il commentatore 103 che spiega con esattezza anche giuridica quello che io malamente dico con quello che mi pare, semplicemente, normale buon senso. Ma Persio Flacco è noto per essere un "troll in giacca e cravatta" come fu definito altrove. Cioè uno che si arroga il diritto di sostenere cose insostenibili con il solo obiettivo di sostituirsi all’articolista. Questo suo narcisismo da prima donna, anonimo da sempre, non arriva mai o quasi mai a redigere articoli (che poi si esporrebbero ovviamente a serrate critiche e al trollismo altrui) ma si realizza nel più comodo e molto meno rischioso atteggiamento di chi se ne sta nell’ombra ad aspettare per poi aggredire chi espone le sue idee. Su qualsiasi argomento, Persio Flacco, il fustigatore dei costumi (e già lo pseudonimo la dice lunga sull’arrogante e saccente presunzione del nostro), vuole l’ultima parola dopo aver dirottato la discussione con argomentazioni del tutto inconsistenti e fuori tema. Un esempio lo si ha anche qui: si parla di spazi istituzionali e lui finisce con il buttarti fuori strada parlando di "spazi pubblici" e delle libertà violate da chi, da sempre, è il violentatore della libertà altrui...
Una risposta cialtrona che nasconde malamente la realtà di una sopraffazione di secoli. Prova a inchiodare stabilmente una menorah accanto al crocefisso in un’aula di tribunale o in quella di un consiglio comunale, e vediamo che succede. Poi riparliamo di imparzialità (sul serio).
Tipico: la prevaricazione continuata e
aggravata di una maggioranza religiosa che impone negli spazi
istituzionali (che sono altra cosa da quelli "pubblici") la presenza dei suoi simboli, accusa chi contesta questa
prevaricazione di essere...prevaricante !
Per cui si accusa la minoranza, che deve continuamente subire l’arroganza della
cultura dominante, di minare "la convivenza civile, la reciproca
tolleranza, la sostenibilità della convivenza tra identità culturali e
religiose diverse in società complesse e percorse da tensioni". In altri
termini la tolleranza consisterebbe nel lasciare alla maggioranza il diritto di
fare quello che gli pare di uno Stato che, a parole, si dichiara stato di tutti
"a prescindere dalle scelte religiose". La minoranza invece deve
stare zitta sennò diventa "intollerante".
Per cui se io mi limito a
difendere l’operato di un preside che, sacrosantemente, si è rifiutato di fare
di una scuola pubblica la succursale di una parrocchia, vengo accusato (io)
di fomentare un clima di intolleranza.
Se non fosse drammatica sarebbe comica. In realtà è roba da manuale dei totalitarismi
o da manuale di psicopatologia. Scelga lei.
«un talebano laicista che ha proibito il presepe in nome di una balzana interpretazione della laicità dello stato. Io non ho notizia di musulmani o di buddisti o di ebrei o altro che
hanno protestato per qualche processione al santo patrono in qualche
paese d’Italia»...
non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ci mancherebbe anche che qualcuno protestasse per una processione (ma se fosse una processione islamica scommettiamo che qualcuno protesterebbe ?). Una processione si tiene in posto aperto e nessuno la può impedire se non violando i diritti delle persone che vogliono manifestare la propria fede. Così come nessuno nega il diritto di fare un presepe in piazza, sul sagrato di una chiesa, in una sacrestia, in un circolo, in case provate, nei giardini o ovunque...ma gli ambienti istituzionali sono altra cosa.
Quindi tutt’altra cosa è la decisione di un preside che nega il diritto di manifestare una fede, attraverso una manifestazione di ritualità molto esplicita, ALL’INTERNO DI UNO SPAZIO ISTITUZIONALE. E che le minoranze non hanno o manifestino fastidio è la sua arroganza che glielo fa dire. Io sono minoranza e sto manifestando fastidio, non le basta ? E centinaia di volte (solo queste quattro righe che ho scritto hanno raccolto alcune centinaia di approvazioni) è stato chiesto di desacralizzare gli spazi pubblici, come è stato fatto in Francia, in Belgio, in Svizzera, negli Stati Uniti e in altri paesi che hanno una loro chiarissima identità senza dover ricorrere ai simboli religiosi in ogni dove.
«Chi manifesta fastidio per le diversità altrui: sia che appartenga alla
maggioranza sia che appartenga a qualche minoranza, è un intollerante
che farebbe bene a stare al suo posto». Esatto, quindi togliete dai piedi quei crocefissi dagli spazi pubblici e smettetela di infastidire la mia diversità !