Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.
Sono un’ ex fumatrice che si è guadagnata sul campo un’invalidità per asma bronchiale e questa è la premessa. Da anni ho smesso dopo tentativi anche lunghi ma miseramente falliti, anzi fumando ancora di più anche se capivo che stavo "ammazzandomi". Io ce l’ho fatta con un corso di 6 ore della Easyway http://www.easywayitalia.com/ , le sedi sono in tutta Italia. Sicuramente chi annuncia ad esempio su Facebook che ce la sta mettendo tutta per uscirne, può essere supportato dalle persone amiche sia pure virtualmente, è molto importante. Per me è ancora più importante la gioia che ho avuto nell’ essermi LIBERATA da questa oppressione fisica e mentale, dal giogo delle multinazionali, dalla dipendenza che dopo 48 ore non è più fisica ma solo mentale...Altri commenti sul costo e contro gli aumenti del costo o a vantaggio,li trovo del tutto sterili. Buona Liberazione e internet può darci una mano, come ogni rete di supporto e non per finirci dentro come un povero pesce che ha abboccato a un vuoto sfruttamento, che oltretutto, puzza. n.b. io ho un nome e cognome reali e scrivo anche per questo sito, credo quindi di non poter essere accusata di favorire nessuno, se non chi ci sta male e vorrebbe uscirne. Buona Fortuna, fatta da noi Doriana Goracci
Aggiorno con estrema tristezza ed è il caso di dire "desolazione":
Torna in servizio Antonino Schimizzi, l’agente che era stato destituito dalla Polizia di Stato, dopo l’inchiesta “Ricatto” che portò all’arresto di un branco di presunti stupratori di una ragazzina residente a Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria.
Lo ha deciso il Tar Lombardia che ha accolto il ricorso dell’agente di
polizia. A darne notizia è “Il Giornale”, in un articolo a firma di Luca
Fazzo.Antonino Schimizzi è il fratello di Davide, quello che la giovane
vedeva come suo fidanzatino e che invece, stando a quanto raccolto dagli
investigatori, si tramutò nell’uomo che diede inizio al suo incubo
durato diverso tempo. Perché furono vari giovani ad abusare di lei, ad
approfittare di quella condizione di ragazzina ormai vessata, che la
fece precipitare in un vortice tremendo da cui, fra grandi difficoltà, è
riuscita a venire fuori.Anche Antonino Schimizzi ebbe un rapporto con la giovane. Fu
lei stessa a rivelarlo. Ma si trattò di un atto consenziente, come disse
la stessa ragazza. «C’è stato però non faceva parte di questo
ricatto. Però ci siamo sentiti, così messaggiato e poi ci siamo visti»,
mise la giovane a verbale. «È stata una cosa… voluta da me e in parte
anche da lui nel senso da me in base al fatto che… dopo questi ricatti,
queste cose che erano successe io non avevo più stima in me stessa.
Diciamo sempre sono una merda, sono cose così».Di certo c’è che il racconto della giovane, sebbene non fece scattare
l’accusa per l’uomo, però provocò comunque una valutazione netta da
parte del gip Bennato, che emise l’ordinanza di custodia cautelare nei
confronti delle persone indagate: «La giovane parla di consenso, ma la
sua volontà già acerba ed incompleta per età e condizione evolutiva, era
fortemente viziata e mutilata da una condizione di disistima e di
disprezzo per la propria persona e di totale svilimento del proprio
corpo che, invece di prepararsi gioiosamente e correttamente a vivere in
pieno la propria femminilità era stato ridotto (non da lei, ma da un
manipolo di balordi) ad oggetto da usare al soddisfacimento dei propri
brutali e patologici istinti sessuali. Se tuttavia non vi sono elementi
per collocare il rapporto sessuale quando la ragazza era
infraquattordicenne, né per ritenere che la stessa fosse stata comunque
costretta a consumarlo, non vi è dubbio che Antonino Schimizzi,
vi è più a cagione della professione di poliziotto, fosse pienamente a
conoscenza degli abusi subiti dalla minore».Ma il ruolo di Antonino Schimizzi venne fuori, invece, quanto
ai consigli dati al fratello Davide, che temeva di essere coinvolto
nella vicenda dello stupro. Questi, infatti, chiese lumi al
fratello poliziotto sul comportamento da tenere nel caso in cui fosse
stato chiamato in caserma dai carabinieri, dopo le parole della ragazza.
«Si vabbè, può andare avanti con quello che vuole. Allora tu – disse il
poliziotto al fratello – in ogni qualsiasi caso ti chiamano, tu vai e
dici io non mi ricordo niente! Perché no! Gli devi dire che quando mi
chiamate in giudizio poi ne parliamo, adesso a titolo informativo non vi
dico niente! E scrivete quello che volete! Non ho nulla da dichiarare!
Esattamente così! Così gli devi dire! Davide non fare u stortu, così gli
devi dire, perché altrimenti ti fanno fare, ehm ti danno un’altra cosa,
tu non gli dire niente, perché se gli dici qualcosa fanno un’altra cosa
loro, capito? E poi rompono i coglioni!».Parole che costarono a Schimizzi, nel gennaio di un anno fa, la
destituzione dal servizio perché, secondo la polizia di Stato, con i
suggerimenti al fratello «ha denotato l’assenza dei valori di
lealtà, rettitudine e abnegazione che devono rappresentare il patrimonio
genetico di ogni appartenente alla polizia di Stato». Una
decisione dura a cui Schimizzi non si è rassegnato. Ed il Tar della
Lombardia gli ha dato ragione. Perché? Per i giudici amministrativi,
quando ebbe quei rapporti sessuali con la ragazzina, non era in polizia
ma nell’esercito. Mentre sul versante dei consigli dati al fratello, la
decisione del Tar sembra non affrontare direttamente la questione.
Mentre il branco oggi si trova a processo davanti al Tribunale di Reggio
Calabria, Schimizzi può tornare a fare il poliziotto. Almeno in attesa
di una decisione definitiva.Consolato Minniti
leggo solo ora il tuo messaggio Maryanne e non mi è possibile perchè siamo molto distanti, materialmente e geograficamente distanti...Grazie per avermi dato un segno di affetto come fossi della famiglia, anche usando il tu...Riporto subito quanto trovato in rete: Oggi,
giovedì 11 gennaio, al cimitero Monumentale di Torino, ci saranno i funerali di Carla
Gobetti, fondSaranno celebrati domani pomeriggio,
giovedì 11 gennaio, al cimitero Monumentale, i funerali di Carla
Gobetti, fondatrice e presidente onorario del centro studi Piero
Gobetti, scomparsa a 88 anni venerdì
scorso a Lucca. A comunicarlo sono Marco Revelli e Pietro Polito,
presidente e direttore del centro dedicato all’intellettuale
antifascista che fondò “La rivoluzione liberale”: “Insieme ai familiari
Andrea, Giuliana, Marianna e Stefano Gobetti, esprimiamo il nostro
dolore per la scomparsa della cara Carla – scrivono in un comunicato -
Sua fondatrice, infaticabile animatrice e presidente onorario. Carla
Gobetti rimane un esempio e un patrimonio di grande valore umano e
civile, per la cultura e la storia del nostro Paese e della nostra
città”atrice e presidente onorario del centro studi Piero
Gobetti, scomparsa a 88 anni venerdì
scorso a Lucca. A comunicarlo sono Marco Revelli e Pietro Polito,
presidente e direttore del centro dedicato all’intellettuale
antifascista che fondò “La rivoluzione liberale”: “Insieme ai familiari
Andrea, Giuliana, Marianna e Stefano Gobetti, esprimiamo il nostro
dolore per la scomparsa della cara Carla – scrivono in un comunicato -
Sua fondatrice, infaticabile animatrice e presidente onorario. Carla
Gobetti rimane un esempio e un patrimonio di grande valore umano e
civile, per la cultura e la storia del nostro Paese e della nostra
città”
gentile Di Paola, evidentemente mi conosce poco, intendo per quel che scrivo da anni e su FB...ma io non ho la patente e ho sempre usato fin da piccola i mezzi pubblici, così come conosco anche se in pensione l’uso della ferrovia Roma Viterbo, per la quale ho scritto ad autorità e associazioni molte volte...anche usando video, ho l’abbonnamento annuale che mi costa quasi 500 euro. L’avrei fatto anche questa volta con il ricchissimo e notissimo Fedez, se avessi fatto in tempo a mettere il suo video https://www.youtube.com/watch?v=8f9... "L’intero ricavato della canzone verrà donato all’associazione "NOI PER GLI ANIMALI ONLUS" pur di dare attenzione e visibilità al tema Animali con noi...I comuni cittadini viaggiano in macchina ma ce ne sono altri che non lo fanno e prendono il treno o l’aereo. E’ stato a modo mio, certo non pagata dalle Ferrovie, ricordare quanto siano indispensabili i nostri amici. Le suggerisco pure che se prenota presto frecce e intercity, li può acquistare a prezzi straordinari come i voli delle compagnie a basso costo che pure portano animali...Le auguro giornate serene, perchè le nubi e i temporali non mancano e i treni ritardano.Lo so.
Mi auguravo che non trovasse pace chi tolse la vita a Valerio Verri, figurarsi la famiglia...e dopo 8 mesi l’hanno trovato, dopo che ha compiuto altri omicidi, e seminato terrore e morte. E c’è anche chi nei mesi scorsi aveva minimizzato. "E’ stato arrestato in Spagna ’Igor il russo’, al termine di un conflitto a fuoco nel quale sono morte tre persone
(due uomini della Gardia Civil). Igor, alias Norbert Feher alias Igor
Vaclavic, è ritenuto responsabile di due omicidi in Emilia-Romagna lo
scorso maggio.L’arresto di Norbert Feher è avvenuto durante una
sparatoria nella zona di El Ventorillo, nella quale sono morte tre
persone, tra cui due uomini della guardia civil Al momento della cattura, ’Igor il russo’ era "vestito in uniforme e
pesantemente armato" con le armi rubate agli agenti della Guardia Civil
uccisi ieri sera in una sparatoria. Secondo fonti dell’inchiesta citate
da El Mundo online, Igor "sapeva dove sparare perché ha ferito
mortalmente le due guardie nonostante indossassero giubbotti
antiproiettile. Gli agenti non hanno avuto il tempo di sparare".la notizia è tratta dall’ Ansa