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Castello Libero, i ragazzi siciliani combattono la mafia con l’informazione

In un comune turbolento come Castellammare del Golfo, i ragazzi di Libera animano un blog intitolato Castello Libero con cui riescono ad animare la politica locale, fare informazione, lanciare progetti fortemente simbolici come richiedere di intitolare una via a Peppino Impastato e gestire persino un bene sequestrato alla mafia. AgoraVox ne ha parlato con l'avvocato Domenico Grassa, uno dei responsabili del blog e referente del presidio “P. Mattarella” di Libera.

Come e quando è nata l’idea di un progetto come questo che poi ha dato il via anche alla nascita di Libera a Castellammare del Golfo?

L'idea di aprire un blog è nata nel periodo in cui il Comune di Castellammare del Golfo è stato commissariato per infiltrazioni mafiose. Il blog è nato per cercare di creare un luogo di incontro dove discutere di politica, di mafia, di cultura, insomma per cercare di stimolare la società castellammarese a parlare di argomenti, anche in maniera anonima, di cui gli stessi concittadini non hanno mai voluto parlare, vuoi per paura o spesso per indifferenza. L’iniziativa ha avuto un buon successo, tanto che è stato in grado di accentrare un nutrito gruppo di cittadini che un giorno ha deciso, a mio ricordo per la prima volta nella storia della mia città, di scendere in piazza per protestare contro cosa nostra che aveva raso al suolo un azienda operante nel mercato dell'edilizia. Successivamente vi è stato l'incontro con l'associazione di Don Luigi Ciotti e con Margherita Asta, persona meravigliosa che ha saputo trasformare il dolore per la perdita della famiglia in impegno. E così, grazie al suo input, è nato il Presidio di Libera che recentemente è stato intitolato al nostro concittadino Mattarella.

Quante persone lavorano dentro il sito?

Al blog lavorano volontari dell'associazione Castello Libero e non esiste un numero ben definito, il suo accesso è libero e aperto a chiunque abbia voglia di manifestare il proprio pensiero sia su argomenti avente carattere locale che nazionale.

Avete presentato anche delle proposte interessanti, come intitolare una via a Peppino Impastato.

Intitolare il presidio a Mattarella, illustre esponente della DC siciliana, e proporre l'intitolazione di una via a Peppino Impastato non fa altro che dimostrare la nostra trasversalità negli argomenti che trattiamo. La mafia è trasversale, sta a destra quanto a sinistra, ma anche l'antimafia non guarda i colori della politica, o per lo meno dovrebbe essere sempre così. La nostra iniziativa era stata accolta con esito positivo da parte dell'amministrazione comunale, tanto che era stata individuata già la via da intitolare a Peppino. Tuttavia, la delibera e il procedimento amministrativo riguardante la suddetta istanza prevedeva l'intitolazione di altre vie e, poiché esso era deficitario di alcuna documentazione attinente le altre richieste (ma non la nostra), non ha ottenuto il nulla osta da parte del competente ufficio della prefettura.
Alcuni giorni fa abbiamo reiterato la nostra istanza in quanto l'unica in possesso dei requisiti di legge per il buon esito del procedimento di intitolazione. Aspettiamo fiduciosi.

Sul Venerdì di Repubblica si legge che Totò Riina riceve in carcere lettere di sostegno e su Facebook qualcuno ha attivato ben 12 profili a lui dedicati, più una pagina pubblica che supera i 10mila fan. Lo scrittore Bufalino scriveva “ci vorrebbe un esercito di maestri elementari: loro sì, potrebbero sconfiggere l’ignoranza che fa di Totò Riina un modello”. Ma è davvero così difficile sconfiggere la cultura mafiosa?

La mafia, prima di essere una organizzazione criminale, è un fenomeno culturale che sarà difficile estirpare dalla società italiana. Lo scrittore Bufalino aveva ragione, e proprio in questa direzione vanno le maggiori iniziative di Libera. Ed infatti il primo nostro interlocutore è la scuola, poi vengono gli altri senza escluderne l'importanza. Non saremo noi a sconfiggere la mafia, ma sono fiducioso che la prossima generazione sarà molto più determinata. I fan di Totò Riina su Facebook sono il frutto del modello di società che purtroppo ci offre la televisione italiana, ove emerge un modello di persona basato sull'idea che il migliore è colui che la fa franca, il furbo, e non chi rispetta il prossimo e si impegna a vivere da persona onesta. La soluzione migliore sarebbe di evitare di guardare certe fiction che hanno carattere più celebrativo che altro. In sostanza, se spegnessimo ogni tanto la tv e uscissimo per una passeggiata, per andare a teatro o assistere ad un concerto faremmo un favore alla nostra salute mentale.

Affrontare tutti i giorni con un blog e un’associazione un tema così delicato e importante come l’antimafia vi ha mai procurato dei fastidi? Tentativi di censura, ritorsioni, minacce, insulti?

Se ne sentono tante, le nostre costituzioni nei processi credo che non facciano molto piacere ai mafiosi e ai politici che li favoriscono. Poi vi sono i matti che ci denunciano per il modo in cui gestiamo il blog, denunce che naturalmente non seguono il loro corso per insussistenza dei fatti. Tutto ciò non ci intimidisce, anzi ci sprona nel continuare nel nostro lavoro con maggior determinazione.

Intanto nel comune siciliano dove opera Castello Libero ci si appresta ad affrontare le elezioni. Che panorama politico offre il golfo?

Le future elezioni amministrative ci destano molte preoccupazioni. La paura è quella che la mafia si riorganizzi per partecipare con ancor più influenza in questa tornata elettorale, visto e considerato che pioveranno milioni di euro di finanziamenti per la ripresa dei lavori del porto, il depuratore etc.... Questa volta chiediamo ai cittadini di votare con coscienza e speriamo che i giovani si rendano parte attiva nel processo democratico del paese, e ciò al fine di evitare di trovarci di nuovo nella situazione in cui ci siamo trovati alcuni anni fa.

Adesso con Libera vi apprestate a gestire un bene confiscato alla mafia. Cosa ne farete?

La gestione del bene è affidata all'Associazione Castello Libero in partnership con Libera, l’Agesci “Gruppo Castellammare 1” e “Antiracket e antiusura” di Castellammare del Golfo. Sarà un bell’impegno, cercheremo di farlo diventare un centro di aggregazione giovanile, uno sportello antiracket gestito dalla locale associazione e un centro educativo del gruppo scout degli Agesci. Abbiamo voluto partecipare in partneship proprio per dare il messaggio che questa sarà la casa di tutte le associazioni e di tutti i cittadini che vorranno usufruire dei servizi che offriremo.

Prossimi appuntamenti che vi riguardano?

Il nostro prossimo obiettivo sarà quello di promuovere la costituzione di una cooperativa che andrà a gestire alcuni beni (terreni e fabbricati) confiscati al boss Matteo Messina Denaro. In questo senso l'impegno di Libera è presente da anni, e speriamo che quei beni tolti a cosa nostra tornino nelle mani dei giovani siciliani, per un corretto riutilizzo sociale. Ricordo che la scadenza del bando è previsto per il 24 gennaio e per qualsiasi informazione potete cliccare sul seguente link.

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