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Carcere | Olanda, super-prigioni inumane per i sospettati di terrorismo

Si chiamano Terroristenafdeling, sono conosciute con l’acronimo TA e possiamo tradurle in “sezioni per terroristi”.

Sono le due strutture detentive di massima sicurezza dell’Olanda. Quella della prigione di Vught è stata aperta nel 2006, l’altra – nel penitenziario De Schie di Rotterdam – l’anno successivo. Complessivamente possono ospitare 48 detenuti. In poco più di 10 anni ve ne sono passati oltre 160.

Un rapporto di Amnesty International Olanda e Open Society Justice initiative ha esaminato la situazione delle TA alla luce delle norme del diritto internazionale, attraverso interviste a 50 persone tra le quali 19 ex detenuti.

I principali problemi sono due.

Il primo è che chiunque sia sospettato di aver commesso un reato collegato al terrorismo viene automaticamente trasferito in una TA, senza che sia fatta una valutazione sulla pericolosità del soggetto e senza che questi possa ricorrere contro tale decisione e contro le successive misure previste dal regime delle TA.

In altre parola, nelle TA convivono persone già condannate per terrorismo e altre sulle quali le indagini sono ancora in corso. Non esattamente un’applicazione del principio della presunzione d’innocenza.

Il regime delle TA, inoltre, prevede dalle 19 alle 22 ore al giorno di isolamento e rigide limitazioni ai contatti con gli altri detenuti nelle poche ore che vengono trascorse fuori dalla cella. Gli agenti penitenziari sottopongono i detenuti a regolari perquisizioni corporali, invasive e umilianti.

Gli stessi funzionari intervistati nel rapporto affermano che le TA vanno ben oltre lo scopo di proteggere la sicurezza pubblica. Addirittura, alcuni procuratori hanno rinunciato a incriminare per terrorismo per evitare che il soggetto venisse trasferito in una TA.

Non necessarie da un lato, inumano dall’altro. C’è bisogno, secondo gli autori del rapporto, di profonde riforme nel sistema delle TA, in particolare attraverso l’ammorbidimento di alcune misure, una maggiore supervisione dall’esterno e la previsione di ispezioni da parte degli organismi di monitoraggio sulle carceri.

Le autorità olandesi si sono impegnate a migliorare il sistema.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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