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 Home page > Attualità > Cultura > Breaking Bad e Hitler? Il Nazismo e l’uso delle droghe

Breaking Bad e Hitler? Il Nazismo e l’uso delle droghe

"Breaking Bad nella Germania nazista", il quotidiano spagnolo El País ha scelto un titolo piuttosto funky per un articolo che racconta un aspetto del Nazismo ancora poco conosciuto: le droghe consumate dagli ufficiali tedeschi (e da tutto il Paese) durante la seconda guerra mondiale. Questo riportando alcuni estratti del libro di Norman Ohler, "Drogen im Dritten Reich" ( “La totale euforia. Droghe nel Terzo Reich"). 

La Temmler Werke GmbH fu un'industria farmaceutica tedesca nata all'inizio del secolo scorso (1917) e che oggi, in realtà dal 2012, fa parte del gruppo Aenova, uno dei più grandi a livello europeo. La Temmler fu fondata da Hermann Temmler ed è nota soprattutto per il Pervitin, un farmaco a base di metanfetamine che ebbe un grande successo tra il 1938 e il 1988 e che durante la Seconda Guerra mondiale fu abbondantemente fatto usare ai soldati tedeschi. Tra gli effetti quello di permettere al consumatore di rimanere sveglio fino a 22 ore consecutive. 

Tutto questo viene raccontato in un libro scritto da Norman Ohler che si chiama, nella sua versione originale, “Der totale Rausch. Drogen im Dritten Reich”ed è edito in Germania da Kiepenheuer & Witsch. In Italiano il titolo suona all'incirca “La totale euforia. Droghe nel Terzo Reich". Il testo dimostrebbe come la Germania nazista non fosse un impero sostenuto solo da una potentissima ideologia e da un'altrettanto forte disciplina, ma anche dalla droga

Il Pervitin fu sviluppato dal dottor Fritz Hauschild, capo del dipartimento di Farmacologia dell'azienda tra il 1937 e il 1941: lo scopo era quello di ottenere una sostanza che "aumentasse il rendimento". Il suo laboratorio, dice El País, fu la cucina delle droghe del Terzo Reich, il luogo in cui si produceva la metanfetamina. 

Secondo le ricerche di Ohler il farmaco fu distribuito alle truppe tedesche della Wehrmacht fin dall'inizio della guerra e, durante l'invasione della Polonia (e nelle operazioni successive), venne dato alle truppe quotidianamente, insieme alle razioni di cibo. Il segreto della "guerra lampo" nazista fu (anche) la droga. 

 Il testo si appoggia sul lavoro dell'autore negli archivi di Friburgo, Coblenza e in altri negli Stati Uniti. Fondamentali, per il lavoro di Ohler le trascrizioni degli interrogatori di Theodor Morell, medico personale di Hitler, conservati dalla Cia. Si scopre quindi che lo stesso Hitler usava regolarmente metanfetamine, oppiacei e steroidi, tra le altre cose. 

Il libro mostra, oltre al livello di diffusione delle droga nell'esercito, come il Pervitin fosse un farmaco il cui consumo era massiccio in tutta la società tedesca. «Si parla di un'epoca in cui sembrava che lo sforzo meritasse la pena, ma anche di un'epoca di grandi bisogni sociali: non bisognva mostrare sfiducia. Allo stesso tempo c'era, sottesa, la paura di non essere in grado di mantenere questo ritmo. Il cambiamento del lavoro, che vedeva ciascuno come un ingranaggio, mostrava nuove esigenze. Qualsiasi aiuto, incluso quello della chimica, era ben accetto», dice El Pais, riportando alcuni stralci del testo di Norman Ohler. 

Nel clima di "massima prestazione" e forte pressione nel quale si ritrova il paese secondo Ohler la «pervitina divenne una sorta di bene di prima necessità per mantenere "sveglia" la Germania. Il fenomeno andò ben oltre l'esercito: le donne incinte usavano il "Pervitin" come antidepressivo, chi lavorava la usava per stare sveglio. Non c'era, dice il quotidiano spagnolo, un limite nelle indicazioni terapeutiche per le quali si poteva usare: parto, giramenti di testa, vertigini, allergie, schizzofrenia, ansia, depressione (... ) Qualunque cosa facesse male i tedeschi usavano questo piccolo tubo azzurro, bianco e rosso di Pervitin». 

Alla fine dell'autunno del 1939 il Servizio di Salute del Reich decise di reagire a questa tendenza che ormai era evidente: Leonardo Conti, che all'epoca era il Ministro della Salute, cercò di impedire il consumo massivo del Pervitin in collaborazione con il ministero della Giustiza. «Conti fece notare che se non si mettevano limiti legali all'uso del farmaco una grossa parte della popolazione avrebbe potuto avere dei danni. "Cui usa il Pervitin per combattere la stanchezza deve essere informato del fatto che questo porta, in maniera irreversibile a una lenta disintegrazione perché aumenta il rendimento fisico, ma porta al collasso».

Per questo, nel novembre del 1939, Conti ordinò che la pervitina fosse distribuita solo con ricetta medica e poche settimane dopo pronunciò un discorso a Berlino di fronte al Collegio Nazionale tedesco dei medici, per avvertire del «nuovo grande pericolo di tutti gli effetti secondari del farmaco legati alla dipendenza, che sicuramente non potremo evitare». Questo discorso non servì a nulla perché il consumo del Pervitin non solo non diminuì ma addirittura aumentò: molte farmacie erano molto "generose" nella distribuzione, dando diverse fiale o diverse pastille su richiesta dei "pazienti". 

"La totale euforia" non era nato come libro storico, ma come romanzo: la quantità di materiale trovato ha fatto cambiare al suo autore il progetto in corso di redazione. Secondo il Corriere della Sera il lavoro di Ohler non cambia certo gli studi sul Nazismo ma gli dà un'altra prospettiva. Il quotidiano riporta le parole dello storico Hans Mommsen, esperto del tema e consulente scientico dell'opera: «la storia del nazionalsocialismo non dev’essere riscritta, ma questo libro cambia il quadro generale». 

 

(Chiedo scusa per l'uso eccessivo di meme presenti in questo pezzo)

Commenti all'articolo

  • Di Marina Serafini (---.---.---.177) 7 ottobre 2016 23:25
    Marina Serafini

    Qualche tempo fa, sul sito della OMS fu pubblicato un articolo che presentava la documentazione relativa ai fatti qui citati, ma addirittura ad un fenomeno ancora più drammatico: veniva riferito di come Hitler fosse un fantoccio in mano a due psichiatri affetti diciamo da "DELIRIO RAZZISTA E DI ONNIPOTENZA", che lo manipolavano anche attraverso costante somministrazione di droghe. Insomma, un uomo ufficialmente non sano, che guidava una intera nazione su indicazione di assassini non sani occultati dietro l’etichetta di medici. Eppure la popolazione lo acclamava. E non era solo per paura...

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