Aut aut: “Grosse Koalition” o “mandiamoli tutti a casa”?
Dopo aver dimostrato, per lungo tempo, in modo incontrovertibile, la propria incapacità a gestire lo Stato, la politica ha delegato il compito di governare ad un gruppuscolo di tecnici, riducendosi a quasi puro osservatore per quanto riguarda le decisioni, ma non la propria sopravvivenza. È sempre più lapalissiano per tutti che con questa gente, che ha gestito l'Italia per 17 anni e passa, non si andrà da nessuna parte. Eppure loro continuano come se niente fosse i loro inciuci e le loro stupide quanto inutili e ipotetiche alleanze per poter tentare di sopravvivere. Che fare?
A questa domanda risponderò alla fine di questo breve articolo con un efficace 'diktat'. Diciamo innanzitutto - anche se si è già capito da un pezzo - che la nostra politica, in modo bipartisan non brilla né per intelligenza né per lungimiranza né per compassione né per responsabilità, come ha dimostrato l'insediamento dell'entourage di Monti.
Lo sanno anche le formiche che a questi ridicoli omuncoli non importa nulla che il Paese vada verso seri problemi futuri, alcuni già presenti ma destinati ad aggravarsi. Ne cito alcuni: crescente oppressione fiscale e abbandono del territorio nazionale di grandi aziende con conseguente perdita, non solo di posti di lavoro, ma quanto anche di PIL; crescente invecchiamento della popolazione con futuri enormi disagi derivanti da ciò; nessuna politica familiare che tuteli o favorisca la creazione di famiglie nonché il loro sostentamento con conseguente calo delle nascite; tagli e restrizioni ad una scuola che langue e che produce sempre più giovani poco competitivi o inadatti a competere sul mercato globale con loro possibile emarginazione a vantaggio di giovani che vengono da paesi dove sulla scuola si investe.
Ce ne sarebbero altre, ma queste bastano a dimostrare l'incapacità della classe politica che ha perfino applaudito alla propria débâcle quando il professor Monti è stato insediato. A quest'ultimo, poi, qualcuno lo ha definito “podestà straniero”. Straniero forse alla politica nazionale non al sistema. Insomma, mentre il governo tecnico porta avanti la sua strategia di “ripristino del sistema”, la classe politica ancora al proprio posto che fa? Cerca forse di presentare proposte efficienti per rivoluzionare il sistema elettorale attuale per far sì che né gente eletta per più di due mandati né personaggi con conflitti d'interessi né loschi individui condannati siano eletti? Ma neanche per sogno! Da Bersani passando per Casini a Berlusconi, nessuno tenta realmente di rinnovare le fila del proprio partito anzi, continuano tutti imperterriti come se niente fosse a coltivare il loro orticello guardandosi bene di parlare di rinnovamento della politica tout court, perché questo significherebbe l'automatica esclusione della loro figura dalla scena politica del Paese.
E allora ecco che si assiste ad appassionate incursioni di Bersani a Servizio Pubblico – la trasmissione internet di Santoro – per difendere le scelte del governo su una questione che ha chiaramente del controverso e dell'inspegabile, ossia la 'Tav', forse per non andare contro un governo che potrebbe perder punti e far quindi precipitare le cose.
Casini sempre più pronto a trovare accomodamenti e alleanze forse per poter reinsediare un'ipotetica DC 'rediviva' alla guida della nazione. Gli piacerebbe! E poi, quello che fino a poco tempo fa era il maggior partito italiano, ossia il PdL. Che dire? Ah beh, il nome è sempre stato un programma. L'unica cosa che salta all'occhio è la “libertà” - per restare in tema con il nome- del suo leader di insediare chi vuole lui alla guida del suo partito. In queste ultime ore poi abbiamo assistito alla sua sconclusionata difesa di Angelino Alfano come suo delfino designato e come persona valida. Di ciò non me ne importa nulla, ma quello che mi colpisce è la continua invasione della scena da parte di B.; continua come se niente fosse ad imperversare su spazi che non gli dovrebbero più appartenere, ed invece designa, assicura, profetizza, lancia idee rivoluzionarie pseudo-democratiche, ma è sempre lui l'ago della bilancia. Per dirla in gergo “ce lo sanno anche i pidocchi che quando B. farà il fatidico passo indietro, il suo partito di 'plastica' si disgregherà!”
Dunque, è chiaro che con questa gente, parlando bipartisan, non si andrà da nessuna parte; la politica dei prossimi anni non deve e non può appartenere a gente che in politica c'è stata per decenni creando disastri; la parola d'ordine di tutti gli elettori sia “fuori il vecchio dalla politica”. Qualcuno potrà dire in che modo ciò potrà avvenire, visto che questi tergiversano sul varo di una nuova legge elettorale. In realtà, fermo restando che i cittadini si devono attivare, come nel caso Tav, anche per una contestazione pacifica e democratica quanto efficace contro l'attuale governo per un urgente varo di una nuova legge elettorale partecipativa e che metta i paletti per certe tipologie di personaggi, una soluzione pro tempore ci sarebbe.
In tutti i partiti verranno sicuramente presentate delle figure nuove: i cittadini si volgano solo verso quelle, ed escludano a priori chi è stato eletto per più di due volte, in più escludano chi è stato coinvolto in situazioni giudiziarie serie con conseguente condanna o in attesa di giudizio o chi abbia conflitti di interesse. La chiave è la responsabilità e l'interesse dell'elettorato nell'escludere chi è indegno della politica. Se quanto detto non può avvenire ci si rivolga a partiti dove il nuovo è di casa. Uno su tutti è il Movimento 5 Stelle. Ma ce ne sono altri. Non sono la panacea di tutti i mali, per nulla, ma è un buon esperimento.
Ricordate bene quanto sto per dire: meglio esser governati da partiti nuovi o rinnovati e gente nuova ed incensurata - anche se inesperta, ma non so fino a che punto – anziché da questa gente che finora ha fatto solo disastri e si è arricchita a discapito del pubblico. In tutto ciò il vero errore sarebbe non andare a votare o lasciare scheda bianca, facendo così si farebbe solo il gioco dei potenti e della casta in questione, nonché verrebbe altresì dissacrato il sacrificio degli eroi che hanno lottato perché si arrivasse al diritto al voto per tutti e alla democrazia partecipativa.
In più la rete sta producendo esperimenti interessanti tra cui anche il fenomeno delle “doparie”, nonché spazi di aggregazione e dialogo extrapolitico. Urge spodestare la casta, creando un modello alternativo di democrazia seriamente partecipativa, altro che “Grosse Koalition”!
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