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Attilio Runello

Giornalista pubblicista dal 1995 ha collaborato negli anni novanta con le pagine culturali di Avvenire, Eco di Bergamo, e con le riviste Millelibri, Vita e Pensiero.
Dal 2008 si occupa di moda per testate online e ha un suo blog "Fashionrunways" con molte visite.
Per Agoravox scrive di attualità.
Collabora anche con Freeskipper, corrierepl, sololibri.net

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  • Primo articolo venerdì 11 Novembre 2019
  • Moderatore da sabato 11 Novembre 2019
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Ultimi commenti

  • Di Attilio Runello (---.---.---.228) 1 novembre 2025 22:21

    Condivido. Anche se si tratta di recriminazioni che si trovano più nei media e nei social che nella vita di tutti i giorni Nella vita di tutti i giorni ci sono tante coppie che si vogliono bene, che discutono, che spesso si lasciano e in caso di divorzio sono guai seri. Una legge che andrebbe rivista.

  • Di Attilio Runello (---.---.---.135) 29 ottobre 2025 20:38

    La crisi della Juventus è iniziata con l’acquisto di Ronaldo e il passaggio di Marotta all’Inter. Il Giornalismo spesso loda le squadre di calcio che hanno il coraggio di cambiare la vecchia guardia e ricominciare dai giovani. E a volte riesce. Come è avvenuto con il PSG che comunque era già uno squadrone. La Juve veniva da otto scudetti di fila. Diverse coppe Italia e supercoppe. E anche da due finali in Champions. Pensava che inserendo Ronaldo e un allenatore votato all’ attacco poteva vincere la Champions. E invece iniziò il declino sia come squadra sia come finanze. Con Sarri ha ottenuto un altro scudetto grazie ai trenta goal di Ronaldo. Con Pirlo è arrivata a fatica quarta, ma vinse la coppa Italia e la supercoppa grazie ai trenta goal di Ronaldo. A questo punto iniziò il tracollo finanziario. Ci si rese conto che gli stipendi dei giocatori erano altissimi. E si iniziò a mandare via giocatori bravi a parametro zero per sostituirli con giocatori con stipendi al di sotto dei cinque milioni. Allegri , ritornato, riusci’ a gestire una situazione difficilissima in cui venne smantellata la squadra e per un anno subi un processo sportivo con campionato in corso. Giuntoli doveva ricostruirla ma non era all’altezza. E adesso si continua a cambiare allenatore senza riuscire a prenderne uno di alto livello

  • Di Attilio Runello (---.---.---.241) 26 ottobre 2025 09:23

    Purtroppo quando un paese è povero e l’economia va male bisogna fare sacrifici. Con i diritti non si riempie la pancia. In Italia possiamo permetterci il lusso di chiedere diritti perché abbiamo la pancia piena.

  • Di Attilio Runello (---.---.---.211) 22 ottobre 2025 01:52

    Non sono cacciatore e non ho mai posseduto o usato armi di nessun genere. Tuttavia conoscendo cacciatori e frequentando zone di montagna dove i ristoranti sono spesso riforniti da cacciatori vorrei spezzare una lancia in loro favore. La fauna selvatica in Italia è regolata da leggi che prevedono la caccia e adoperano i cacciatori per ridurre gli animali che in base ai rilievi delle istituzioni risultano in soprannumero. L’Italia è un territorio densamente antropizzato con ottomila comuni. Un terzo del territorio è coltivato. Più di un terzo è ricoperto fa boschi Le istituzioni hanno il compito di evitare che la crescita eccessiva di una specie crei problemi alla vegetazione, ad altri animali, all’uomo. Il periodo di caccia dura tre mesi l’anno. E avviene con criteri ben precisi. Si possono abbattere un certo numero di animali. La carne di questo animali la mangiamo e serve a dare anche la possibilità a persone che non hanno i soldi per mangiare carne, oltre che a rifornire i ristoranti, che prendono quella più prelibata.

  • Di Attilio Runello (---.---.---.211) 21 ottobre 2025 18:32

    Il mondo sino a solo settanta anni fa era un pianeta con un impero sovietico che arrivava sino a Berlino, un impero inglese che occupava mezza Africa, parte dell’Asia e altri territori. La Francia occupava l’altra metà dell’Africa, alcuni territori asiatici e altri territori. Colonie avevano ancora Spagna, Portogallo, Belgio. Gli Stati Uniti conducevano una politica imperialista economicamente e con basi militari. La decolonizzazione è avvenuta in po’ alla volta negli anni sessanta e settanta. l’Unione sovietica è crollata nel 1991. Tutt’oggi la Cina occupa il Tibet e il territorio degli iuguri che non sono cinesi. Ogni tanto minaccia di invadere Taiwan. A Hong Kong ha messo in carcere tutti i manifestanti di cinque anni fa. La Russia ha invaso l’Ucraina. I genocidi? Ci sono sempre stati. Soltanto che i libri di storia non ne parlano oppure lo fanno superficialmente. Storicamente si parla solo della schoa. E siamo invitati a ricordarlo perché non si ripeta. Ma il mondo non è per niente in pace. Solo che la comunità internazionale non è pronta nemmeno per parlarne Noi europei siamo stati colonizzatori sino a sessanta anni fa e ci erigiamo a proclamatori dei diritti umani e della pace. Siamo credibili? Abbiamo dovuto affrontare un problema più grande persino dei tanti genocidi - si potrebbe anche chiamarli massacri. Quale? Quello di una possibile terza guerra mondiale con le armi atomiche di cui nel mondo ne esistono ancora più di dieci milà testate, abbastanza per distruggere il pianeta. Il pericolo è finito con la caduta dell’Unione sovietica. E speriamo che sia finito. La storia è piena di popoli che hanno fatto conquiste massacrando intere popolazioni. Di Stalin si dice che abbia uccisi decine di milioni di persone in Siberia, nei gulag, in Ucraina cento anni fa. In Cambogia nel secolo scorso gli kmer rossi uccisero tre milioni e mezzo di cambogiani. Fa bene la scrittrice a denunciare le tante guerre che ci sono nel mondo. Perché non se ne parla? Perché sono sempre avvenuti e l’Occidente non è pronto per sentirselo dire. È tutta colpa dell’Occidente? Assolutamente no. Anzi il contrario. Ma che cosa ci può fare? Non è più colonizzatore e alla fine delle colonie in Africa sono andati al potere dittatori che hanno fatto cose peggiori delle colonie. E gli africani lo sanno benissimo. Si parla solo di Gaza? Solo per ragioni politiche si parla di Gaza. Per ragioni politiche Fra qualche mese ci saremo dimenticati dei palestinesi come ci siamo dimenticati di tante altre cose. l’Occidente di oggi non vuole più uccidere nessuno. Ma vuole occuparsi del proprio lusso, benessere o della propria povertà. E se uccide a volte è solo per difendere se stesso e il proprio sistema di vita. Siamo minacciati? Certo che lo siamo. Di solito con il terrorismo. E in altro modo? In altro modo no solo perché la Nato è forte militarmente ed è in grado di difenderci.

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