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A cosa serve una riforma, se la scuola ha smesso di insegnare

Ci sono sentimenti, incomprensibili ed inconsapevoli, che talvolta capita che guidino centinaia, migliaia e centinaia di migliaia di persone.

Sono gli stessi che spingono ad esempio, migliaia di tifosi di squadre diverse ad urlarsi contro in uno stadio, e gli stessi che guidano gli stessi tifosi, insieme, per un giorno, allo sciopero contro la tessera del tifoso.
 
Sono gli stessi che spingono centinaia di migliaia di studenti in giro per le strade, ad occupare e ad autogestire scuole, a presidiare ed a manifestare, senza avere un motivo, o avendone dieci, cento o mille diversi per farlo.
 
Che sia chiaro: chi parla non è uno che l'ha fatto senza avere un motivo, avendone cento o non avendone proprio. Avevo 14 anni quando occupai per la prima volta il mio liceo, 15 quando mi chiesero se volevo fare il rappresentante d'istituto, 16, 17 e 18 quando ero sempre tra i primi e non gli ultimi, nell'organizzazione di collettivi e cortei studenteschi.
 
Ora, siccome la scuola non l'ho lasciata il secolo scorso, ma 7-8 anni fa, la sensazione che già avevo all'epoca, e che oggi ho ancora di più, è la mancanza della cognizione principale, che manca alla classe dirigente del nostro Paese e del nostro Comune, che manca a milioni di genitori, e che manca soprattutto a migliaia di professori e di studenti: e cioè che la scuola ha smesso di insegnare.

Che ha smesso di insegnare, te ne accorgi quando giri per strada e vedi la fila da Louis Vuitton e da Fendi, il caos nelle ricevitorie del lotto, e le salumerie vuote.
 
Che ha smesso di insegnare, te ne accorgi quando a Natale tuo figlio, tuo nipote o tuo cugino, ti chiede i Power Rangers, Barbie o Cicciobello, e porca miseria mai un libro, che sia anche uno di fiabe di Gianni Rodari.
 
Che ha smesso di insegnare te ne accorgi in Rete, quando milioni di persone parlano di Internet solo come Facebook, Skype o Msn, e mai di Wikipedia.
 
Che ha smesso di insegnare te ne accorgi alla fine, quando compili per la prima volta il tuo curriculum vitae, con la crudele sensazione di compilare il tuo curriculum mortae.
 
Insomma, che la scuola ha smesso di insegnare, te ne accorgi quando ogni riforma è quella sbagliata, ogni tentativo di cambiarla è vano, ogni ragione è quella giusta ma è quella inutile.

Trovo illuminante la filosofia dei supereroi di Kill Bill:



Clark Kent non è l'identità segreta o l'alter ego di Superman. Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede. Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana.

Sarà anche da supereroi il manifestare, scioperare, lottare per provare a cambiare. Dieci anni dopo ho capito che studiare è il vero atto rivoluzionario, e l'ignoranza è l'unica terra fertile sulla quale edificano gli egoarchi.

Riformare la scuola oggi come oggi ha la stessa efficacia di rianimare un cadavere. Ma un vero dramma non sarebbe se la scuola smettesse di insegnare, e di conseguenza gli studenti non smetterebbero mai di studiare.

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