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È stata bollinata dalla giunta capitolina la delibera annunciata qualche settimana dall’assessore alla mobilità Patané avente oggetto l’istituzione del permesso ZTL per le auto elettriche. In particolare i possessori di auto full electric, che finora avevano potuto circolare senza limitazioni, saranno tenuti al pagamento di un ticket di 1.000€ all’anno per entrare nella ZTL Centro Storico.
È rimandata per necessità di “ulteriori approfondimenti giuridici” la delibera concernente il pagamento delle strisce blu per le macchine mild hybrid, attualmente esenti. Il richiamo, sembrerebbe da parte del Sindaco, servirebbe per blindare la deliberazione e renderla a prova di ricorso: il codice della strada, infatti, non fa differenza tra categorie di ibrido, considerando uguali mild, plug-in e full hybrid.
L’obiettivo è quello di fluidificare il traffico nel centro storico, migliorando le prestazioni delle linee autobus e del trasporto pubblico locale.
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Dopo le necessarie verifiche tecniche, alle 7:30 il servizio è stato ripristinato.
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Le imprese in raggruppamento, infatti, hanno la possibilità di esercitare il diritto prelazione per la progettazione, la costruzione e la gestione dell’intera linea per i successivi 20 anni, come da gara vinta nel lontano 2006.
Il project financing prevedeva, infatti, lo sviluppo di un progetto preliminare corredato dal piano economico finanziario contenente, tempi di progettazione costruzione, gestione e i relativi costi, compreso l’impegno a finanziare una quota di costruzione della metropolitana: il vincitore di questa gara, il RTI Condotte/Pizzarotti, divenne il “Promotore” della metro D.
Nel 2010 venne bandita la seconda gara per la scelta del concessionario che si sarebbe affiancato al Promotore per avviare il project financing e la costruzione della quarta metropolitana, che fu ritirata poco dopo su indicazione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, oggi ANAC.
In tempi recenti Roma Capitale ha effettuato nuove verifiche sul tracciato originario, arrivando all’attuale configurazione dopo alcuni aggiustamenti richiesti in seno all’amministrazione stessa (es: l’abbandono di Spagna, la modifica del tracciato sud, l’allungamento del ramo nord sino al GRA).
Secondo la legislazione all’epoca vigente, tutt’oggi confermata con il nuovo codice dei contratti, oggi il Comune dovrebbe indire una gara per chiedere offerte migliorative sul progetto del ‘”Promotore’’, aggiornato riguardo al nuovo tracciato e alle normative nel frattempo intervenute, per la scelta del Concessionario. Condotte e Pizzarotti hanno già dichiarato la facoltà di esercitare il diritto di prelazione adeguando la sua offerta a quella eventualmente risultata migliore.
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Proseguono di proroga in proroga i lavori al parco del Celio. Per questa ragione da lunedì 2 a venerdì 6 marzo il servizio delle linee 3 e 8 è così modificato:
Dopo la disattivazione attive linee bus 3NAV Porta Maggiore-Trastevere e 8NAV Casaletto-Venezia.
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L’emendamento prevede, infatti, la possibilità da parte dello Stato di concedere “funzioni più ampie” a comuni capoluogo di provincia e città metropolitane che ne facciano richiesta. Un’ingerenza secondo Gualtieri che rischierebbe di minare lo status “speciale” di Roma Capitale e che avvantaggerebbe altre città sollevandole dall’onere del lungo iter legislativo in corso.
Neanche l’intervento della premier Meloni, che aveva invitato le parti al dialogo, sembra aver ripristinato la pace istituzionale: il rischio che la riforma di Roma Capitale si fermi è dietro l’angolo.
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