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C’è un luogo, a Berkeley, che per i Primus non è mai stato solo un palco. Era un’entità vivente, un crogiolo di energie storte e leggende metropolitane. Quel luogo si chiamava Barrington Hall, e oggi, a distanza di decenni, la band guidata dall’inconfondibile Les Claypool ha deciso di raccontare la sua vera storia.
I Primus hanno annunciato una nuova graphic novel dal titolo “Frizzle Fry: Phantoms of Barrington Hall”, realizzata in collaborazione con Z2 Comics. L’uscita è prevista per il prossimo 10 ottobre, e promette di essere molto più di un semplice gadget per fan: è un’espansione ufficiale del folclore della band.
Descritto come un “libro illustrato intriso di acidi per adulti”, il volume esplora e amplifica la mitologia surreale che da sempre avvolge i Primus. Scritto dallo stesso Les Claypool, il fumetto vede la matita del figlio Cage Claypool insieme a quella di Abimael Hernandez. Insieme, danno forma a una storia che si presenta come il racconto delle esperienze più incredibili (e presumibilmente vere) vissute dalla band agli esordi, quando suonava tra Berkeley e la East Bay.

La sinossi ufficiale non lascia spazio a fraintendimenti: ci troviamo di fronte a un’esplosione dell’universo di “Frizzle Fry”. Se l’album del 1990 è una pietra miliare del funk-metal, questa graphic novel ne scompone i pezzi per ricostruirli in una nuova forma di vita psichedelica, pagina dopo pagina. Un modo per catturare quello spirito sghembo che i fan conoscono bene, ma che solo i Primus sanno raccontare.
Per Claypool, Barrington Hall non era solo un posto dove suonare. In una delle dichiarazioni che accompagnano l’annuncio, il bassista/cantante sottolinea la natura quasi mistica del luogo:
“La cosa di Barrington è… l’ho detto molte volte negli anni e ci ho scritto un paio di canzoni… Barrington era come un’entità vivente. Era come un essere vivente. Entravi e lo sentivi. Ecco perché ho cercato di sottolineare l’idea che questo posto avesse un polso, perché sembrava davvero un’entità vivente.”
Parole che trovano eco in quelle di Rantz A. Hoseley, caporedattore di Z2, che definisce il lavoro su questo progetto “un’estensione logica di una gioventù sconsiderata passata a fare trip psichedelici tra le pareti affrescate del dormitorio della mia scuola d’arte.” Per Hoseley, da sempre fan della band e estimatore di “Frizzle Fry” come uno dei più grandi album di tutti i tempi, dare forma alla visione di Claypool è stato un piacere e una continua fonte di sorpresa.
E per vedere la band all’opera, l’estate offre diverse occasioni. I Primus si imbarcheranno nel Claypool Gold Tour, condividendo il palco con due progetti paralleli di Les: The Claypool Lennon Delirium e la Les Claypool’s Fearless Flying Frog Brigade. Tra le tappe, spicca la data del 13 giugno ad Asbury Park, nel New Jersey, al Stone Pony Summer Stage. Info qui
Ma soprattutto la band sarà anche in Italia! Dopo undici anni i Primus tornano con un’unica data: 31 luglio 2026 al Circolo Magnolia di Milano.
Biglietti disponibili su Ticketone. Posto unico in piedi: € 45,00 + prev. / € 50,00 in cassa la sera del concerto.
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Dopo aver plasmato il suono dell’elettronica pià sperimentale, per oltre un decennio, Flying Lotus compie un ritorno carico di significato. Il produttore visionario ha infatti annunciato “BIG MAMA”, un nuovo EP in uscita oggi 6 marzo, che viene presentato come pietra miliare nella sua carriera: si tratta del primo progetto ufficiale pubblicato attraverso Brainfeeder, l’etichetta da lui stesso fondata nel 2008.
“E’ il momento giusto per uscire allo scoperto”, dichiara FlyLo con un tono che unisce orgoglio e consapevolezza. “Lavorare più da vicino con il team che ho costruito, con l’etichetta che ho creato… Siamo riusciti a competere con dischi di major, siamo stati ai Grammy più volte. Perché no? È ora”.
L’EP nasce da un bisogno catartico. FlyLo ha forgiato “BIG MAMA” in due mesi frenetici, subito dopo il completamento della colonna sonora per il suo film Ash. Un’esperienza che descrive come una “camera iperbolica del tempo”, un lavoro solitario e intenso. Al termine, la necessità era opposta: “Volevo fare qualsiasi cosa, tranne quello che avevo appena fatto. Questo progetto è stato una liberazione, un posto dove sfogare il mio caos interiore”.
Sebbene non sia ancora stato rilasciato un singolo, le parole di Flying Lotus sul sound dell’EP sono un vero e proprio manifesto artistico. Immagina “essere sparati da un cannone”, un’energia esplosiva e imprevedibile. “Come un computer impazzito. Una macchina che ha perso la testa”.
In un panorama elettronico dove la produzione tende alla perfezione sterile, FlyLo si pone in netta controtendenza. La sua intenzione è stata creare qualcosa di “libero e vivo”, avvicinandosi più al sound design che alla canzone tradizionale. “Voglio provare a mantenere le cose interessanti”, spiega, “e continuare a portare negli strumenti elettronici quell’elemento unicamente umano che, credo, stia diventando sempre più raro”.
L’annuncio è accompagnato da un trailer visivo ipnotico e dalla rivelazione della copertina e della tracklist. L’attesa è alta: “BIG MAMA” si preannuncia non solo come un ritorno discografico, ma come un affermazione di identità e una sfida sonora alle convenzioni.
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Nel 2024 avevamo saluto con entusiasmo la collaborazione tra The Messthetics e James Brandon Lewis, restando folgorati da brani quali “Emergence”, “The Time Is the Place”… definendo il lavoro “un disco pressoché perfetto che va oltre il jazz, oltre il rock … e ancora oltre …” (si rimanda qui per la lettura dell’articolo, anche per i richiami alle carriere dei The Messthetics e James Brandon Lewis).
A distanza di due anni, nuovamente per la Impulse, i The Messthetics e James Brandon Lewis (Anthony Pirog: guitar; Brendan Canty: drums; James Brandon Lewis: saxophone; Joe Lally: bass) hanno dato alle stampe “Deface the Currency” (Verve/Impulse!)
Messo il vinile sul piatto “irrompe” con prepotenza “Deface The Currency”: su di una struttura ritmica rock, umori jazz si muovono mobili lambendo territori fusion e finanche jazz-progressive.
Se notturna e metropolitana è la bella “Gestations” con il basso a “condurre le danze” e a mantenere “alto” il ritmo, “30 Years Of Knowing” rende la stessa notte urbana più morbida e sinuosa.
Chiude un ottimo side A la riuscita “Rules Of The Game” che fonde jazz e un rock nelle pieghe anche dalle tinte blues.
Girato lato, “Universal Security” è tribale, (o)scura, pagana e “free”.
“Clutch” dopo un intro pre “corde” picchia ed evoca nel riff e tema di sassofono la solidità di una passata “Fear not”.
“Serpent Tongue (Slight Return)” è il brano più spinto… teso, “veloce” e per certi versi più “fusion”… in cui la tecnica viene controbilanciata dall’istintività e da divagazioni “noise” e “free”, in una vertiginosa rincorsa tra solisti lanciati ora in una “stretta” pista, ora in uno spazio libero e senza barriere….
Terminato l’ascolto si può che al perfetto “omonimo” del 2024, i The Messthetics e James Brandon Lewis hanno affiancano un esatto e ottimo “Deface the Currency”.
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C’è un’urgenza speciale nelle registrazioni dal vivo, un brivido che manca alle versioni in studio. È la magia dell’attimo, il respiro del pubblico, la possibilità che una nota stoni o che, invece, si trasformi in qualcosa di indimenticibile. Ed è proprio questa magia che Glen Hansard ha deciso di catturare e immortalare.
Il cantautore irlandese, anima indimenticabile nei The Frames e voce graffiante del duo Swell Season, ha annunciato un progetto ambizioso e profondamente intimo: Don’t Settle – Transmissions East & West. Si tratta di una raccolta retrospettiva in due volumi, che ripercorre la sua intera carriera attraverso la lente dell’esibizione dal vivo.
Le “trasmissioni” sono state registrate nell’arco di due magiche notti nell’aprile del 2025, tra le storiche mura del Funkhaus di Berlino. La prima parte, Transmissions East, vedrà la luce il 24 aprile via Plateau/Secretly, mentre Transmissions West seguirà più avanti nel corso dell’anno.
Ad anticipare il disco sono una nuova, vibrante versione live di “Down On Our Knees” e “Didn’t He Ramble“. Il brano, uno dei gioielli del suo repertorio più recente. Hansard ne ha svelato il retroscena commovente, che affonda le radici nei ricordi familiari.
“Il nostro bar di quartiere si chiamava The Ramble Inn“, racconta Glen. “Mio padre passava gran parte delle sue ore di veglia, e a volte anche di sonno, lì dentro… vagava dentro e barcollava fuori. Ho scritto questa canzone dopo la sua scomparsa, alla giovane età di 62 anni. Una sorta di tributo che avrebbe approvato. Mio padre era un uomo orgoglioso. Amava la sua famiglia e il suo bicchiere nella stessa misura. Mostrava il suo amore spalla a spalla, non faccia a faccia. Per anni ha trasportato gli amplificatori e gli strumenti dei Frames in giro. Raramente restava per il concerto. Ma era sempre lì dopo, a caricare l’attrezzatura con la band. Gli volevo un bene immenso e ho voluto scrivergli una canzone di omaggio che potesse piacergli.” Un tributo che oggi, ascoltato in questa nuova veste berlinese, suona come un messaggio in bottiglia lanciato attraverso il tempo e lo spazio.
E come se non bastasse, Hansard ha annunciato anche un’imponente tournée. Si parte dal Nord America il 29 marzo da Los Angeles, per concludere la prima tranche con due attesissime date newyorkesi (City Winery l’8 aprile e Bowery Ballroom il 9).
Ma è il calendario europeo a far sognare gli appassionati del vecchio continente. Un vero e proprio pellegrinaggio che toccherà le sale più prestigiose, da Parigi a Londra, passando per Monaco e Praga. Si parte il 30 aprile dall’Olympia di Parigi passando per Berlino l’8 maggio fino a Manchester il 22 maggio e Londra il iorno seguente. Per un totale di tappe in Europa di 16 appuntamenti nelle quali non ci sarà l’Italia.
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I pionieri dell’industrial inglese salutano il Nord America e l’Europa con un tour evento e un nuovo disco dal vivo. Ecco tutti i dettagli sull’album e le tappe autunnali.
Il verdetto è amaro, ma il viaggio sarà memorabile. I Cabaret Voltaire, colonna portante della scena industrial e post-punk mondiale, hanno ufficialmente svelato le carte per il loro commiato. Non solo nuove date che estendono il già annunciato tour finale, ma anche la pubblicazione di un live album che promette di cristallizzare la potenza del loro ritorno sulle scene.
Le tappe salienti per i fans europei e in particolar modo italiani, visto che il tour non arriverà nel Bel Paese, sono: 2 giugno a Berlino, 5 giugno a Parigi, 18 giugno al Sonora di Barcellona e il 22 ottobre a Londra presso il Roadhouse. Ma il tour è esteso e toccherà ben 39 città.
Il 22 maggio segnerà una data importante per i collezionisti e gli appassionati del suono d’avanguardia. Uscirà infatti “But What Time Is It Really?”, un album live che cattura l’essenza dei concerti tenuti nel Regno Unito durante il 2025.
Il disco vede la formazione composta dai membri fondatori Stephen Mallinder e Chris Watson, affiancati dai fedelissimi Eric Random e Oliver Harrap. Un quintetto (o quartetto) che ha riportato in vita i ruggenti anni d’oro con uno sguardo proiettato al futuro.
La tracklist in vinile conterrà 10 perle del loro repertorio, spaziando dall’urlo primordiale di “Nag Nag Nag” alla tensione politica di “Crackdown”, passando per le atmosfere più accessibili di “Do Right”. Per gli amanti del formato compatto, la versione CD offrirà un bonus sostanzioso con sei tracce aggiuntive, trasformando l’ascolto in un’immersione totale nella loro discografia.
C’è però una variazione in formazione che merita di essere sottolineata: Chris Watson non sarà purtroppo della partita per questa tranche di concerti. Tuttavia, a coprire le sue parti elettroniche ci penserà Tara Busch, talentuosa mente del progetto ISM, pronta a portare una nuova linfa vitale sui palchi americani senza tradire lo spirito del gruppo.
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Nag Nag Nag (Live 2025 Single Edit) by Cabaret Voltaire
L'articolo Cabaret Voltaire: l’addio tra un live album e un lungo tour. New York, Londra e Berlino nel mirino proviene da Freak Out Magazine.
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