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loredana michelon

loredana michelon

  • Sono lory fury michelon, spirito libero, libera pensatrice, che dice sempre quello che pensa, definita "fury" perchè non nasconde mai la verità e se qualcuno non la vule sentire allora la urla fino a che qualcuno si ferma e ascolta. Personaggio scomodo anche se a volte ironia o lapidaria non ha mai offeso nessuno.....ma gliele ha sempre cantate e suonate!
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Buona giorno a tutti, mi chiamo Loredana Michelon, sono nonna, mamma e moglie e faccio per hobby progetti che a quanto sembra sono graditi alla Regione Lombardia.
Primo davanti a tutti la nuova gestione degli ospedali. Io sono stata la prima a dare l’indicazione delle mini rete tra gli ospedali della stessa zona per renderli sinergici con reparti d’eccellenza sdoppiati e di conseguenza, primariati diminuiti, costi dimezzati, ospedali più fruibili, cittadini che hanno riavuto la gioia di ritornare in possesso a pieno titolo dei loro ospedali.
Secondo step partirà all’inizio del prossimo anno uno forma di housing sociale – safety house e scuola bandanti/infermieri -. Un circolo che permetterà agli allievi sia bandanti che infermieri di assistere fuori corsia in queste strutture pilota “housing socile e safety house” gli ammalati appena dimessi, bisognosi ancora di assistenza, ma non prettamente ospedaliera e per copie, dove uno delle due individualità ha malattia grave ma ancora dove non necessiti un ricovero in lunga degenza.
Ho preparato altri progetti uno dei quali riguardava il tema dell’acqua come origine della nostra cultura e civiltà lombarda. L’acqua già dai tempi di Leonardo aveva alimentato le marcite purificando le acque milanesi. L’acqua delle nostre risorgive, ora purtroppo inquinate dove si attingeva per bere e dove vi viveva il pesce più puro che si possa mai conoscere dove gamberi erano la norma.
L’acqua del Ticino che ha dato oltre all’oro, che continua a dare, il suo ottimo pesce e dai suoi rami l’irrigazione ad un favoloso parco oggi tutelato da Unsesco. L’acqua mezzo di trasporto per il Duomo di Milano e per le merci in generale che ha permesso lo sviluppo di tutti i paesi e i comuni che sulle sue rive hanno trovato sede.
Oggi trovo questo tema d’Expo.
Non ho titoli altisonanti, non ho carriera da mille e una notte ho solo idee da mettere a disposizione, ho un buona capacità di comunicazione e voglia di fare e poca voglia di perdere tempo in tante chiacchiere.
Il team non dipende da una sola persona il team è un insieme di persone.
Se tutti sanno e vogliono fare allora tutto si può fare e si può arrivare ovunque. Se ci sono rivalità inutili o inutili gelosie il lavoro è sprecato fin dall’inizio. So che la mia lettera vi sembrerà strana ma preferisco uscire dai canoni e trovare qualche cosa di innovativo con della gente innovativa e non i soliti stereotipi frusti e noiosi. Con l’occasione porgo i miei cordiali saluti

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  • Primo articolo martedì 08 Agosto 2014
  • Moderatore da lunedì 09 Settembre 2014
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Ultimi commenti

  • Di loredana michelon (---.---.---.113) 24 settembre 2014 13:21
    loredana michelon

    sono perfettamente d’accordo come redattrice no ho fatto altro che riportare le parole del Sig. Lazzaroni a dimostrazione che spesso i politici non sono preparati sugli argomenti che discutono. La vera storia del Naviglio è questa di seguito. Ringrazio il lettore per la sua precisazione che mi ha dato lo spunto per una dimostrazione pubblica di quanto spesso siano da prendere con le pinze le parole dei politici . Grazie Loredana Michelon

    Nel 1179 comincia la costruzione di un canale che prende le sue acque dal Ticino e nel 1187 si parla di un Naviglio nel territorio di Trezzano proveniente da quel fiume.
    Non si sa chi progettò il più antico canale milanese anche se, secondo il Celona-Beltrame (1), la coincidenza della costruzione del naviglio, più propriamente cittadino, con le opere difensive di una Milano minacciata dal Barbarossa, potrebbe far pensare a Guglielmo da Guintellino, che presiedeva in quegli anni alle opere di architettura militare.

    I corsi d´acqua artificiali cambiarono nome più volte: il canale derivante dal Ticino, chiamato fin da principio Navigium, in quanto navigabile, fu detto ora Naviglio di Abbiategrasso, ora di Gaggiano, ora Naviglio Grande.

    E´ luogo comune pensare che il Naviglio Grande sia stato navigabile sin dall´origine, invece, solo nel 1269, sotto la direzione del maestro Giacomo Aribotto, si procedette all´ampliamento ed approfondimento del suo letto, rendendolo adatto alla navigazione. Inizialmente il suo corso era ostruito da chiuse stabili, poste a scopo di derivazione che vennero poi sostituite, per rendere navigabile il canale, con levate e con aperture o bocche nei fianchi del corso d´acqua.
    E´ infatti negli Annali Milanesi che si dice:
    " le notizie sicure dell´introdottavi navigazione si hanno dalle carte dell´Archivio di Chiaravalle una delle quali scritta nel 1271 ci dà a divedere essere stato di quell´anno il nuovo canale non solamente accresciuto di acque per comodo di molini e dell´irrigazione, ma frequentato ancora da navi."

    Non si ha nessun dato sicuro per valutare il costo della costruzione in quanto molte opere furono eseguite dai singoli Paesi che consideravano un vantaggio la via di navigazione verso Milano.
    Molti interventi vennero fatti dai proprietari dei terreni attraversati dal canale per averne in compenso concessioni d´acqua a scopo di irrigazione.