La spiegazione che do ogni qualvolta, e succede spesso, qualcuno mi chiede chiarimenti, sull’onda del caso Campania, sui termovalorizzatori che, a differenza degli inceneritori, non effettuano solamente l’incenerimento dei rifiuti, è la seguente:
Il termovalorizzatore è un impianto industriale che incenerisce i rifiuti dei cittadini, rsu (rifiuto solido urbano) e industriali e, sfruttando il calore della combustione presente nei fumi incanalati in una caldaia, trasforma l'acqua contenuta nella stessa in vapore surriscaldato che, inviato a una turbina collegate a un generatore di corrente, produce energia elettrica, parte per autoconsumo e il resto ceduta alla rete ENEL. Il vapore viene poi condensato in acqua e il ciclo ricomincia. In questo modo il consumo d'acqua per il reintregro delle perdite per sfiati o spurghi è minimo. I condensatori raffreddano il vapore usando acqua di fiume, vedi Padova e quasi tutti, o aria, vedi Acerra.
Tutto bene allora? Sì e no. E' indubbio che la soluzione migliore in assoluto sarebbe una raccolta differenziata spinta, impianti di compostaggio, riciclare carta e plastica, il vetro dividendolo in bianco e colorato, recupero dei metalli, maggiormente ferro e alluminio, e così via, ma purtroppo questo, in grande parte dell'Italia, è ancora un'utopia. Ricordando che non tutto si può riciclare, di questa massa di materiale che ne facciamo?
Restano le discariche e i termovalorizzatori.
Per le prime è sempre più difficile da trovare il posto per nuove, sempre con la fiducia/speranza che vengano realizzate a regola d'arte e seguite giornalmente da addetti al controllo del recupero del percolato, il liquido che si forma con la decomposizione dei rifiuti, da inviare ai depuratori attrezzati, non come in Campania recentemente. Il tutto per evitare di inquinare le falde acquifere e l'ambiente circostante. Restano i termovalorizzatori che, oltre a produrre energia elettrica e, in molti casi, teleriscaldamento, riducono i rifiuti in ceneri che corrispondono, contando anche i reagenti usati per il trattamento di depurazione dei fumi, calce idrata, carboni attivi e bicarbonato di sodio, a circa 1/3 della massa iniziale. In massa e non in volume perché 300 tonnellate di rifiuti corrispondono a circa 30 camion grandi della nettezza urbana, quelli a tre assi che svuotano i cassonetti da soli, ma a 3 bilici di ceneri, oltretutto ceneri più compatte e che perciò, dopo il trattamento di inerzializzazione che subiscono, occupano in discarica 1/10 del volume dei rifiuti dai quali provengono, e così la discarica durerebbe 10 volte di più, e non producono percolato.
Questo senza fare come in Germania dove le ceneri della combustione, non dei reagenti, dopo il trattamento di inerzializzazione, possono essere usate per fare il fondo delle strade, fondo sopra il quale vengono posti i 10 cm circa di asfalto. In Italia possono invece essere mischiate al cemento.
i rifiuti possono essere una vera miniera d’oro. Basterebbe che le
istituzioni si informassero su quello che oggi la tecnologia ci può
permettere. Seganlo questo post:
http://maurip.blogspot.com/2011/01/...
Grazie della segnalazione.
Non sono assolutamente d’accordo con l’affermazione,del tutto arbitraria e non argomentata, dell’autore circa la possibilità di riciclare tutti i rifiuti.Numerose comunità in tutto il mondo hanno già cominciato ad inseguire l’obiettivi Rifiuti Zero,sviluppando una serie di iniziative che favoriscono alternative alla gestione classica dei rifiuti, vietando il conferimento in discarica, tassando la produzione dei rifiuti e prevedendo incentivi a favore di chi ricicla o sviluppando strutture in cui viene attuato il recupero delle risorse: tali strutture dovrebbero permettere il compostaggio dei rifiuti organici puliti, il recupero dei materiali riciclabili, e nel caso di impianti molto grandi per grandi città, dovrebbero sorgere, nei pressi di queste strutture di recupero, delle industrie con il compito di recuperare il “valore aggiunto” di questi materiali ed
Il mio articolo verte sul provare a spiegare , abbastanza semplicemente, com’è
fatto un termovalorizzatore e su come avvengono i processi di
depurazione fumi e ceneri.
Forse ho interpretato male il Suo commento ma mi pare Lei si sia fermato su di una frase senza leggere tutto l’articoloe e che non dica niente di più di quanto detto da me.
Il concetto di "Rifiuti zero" mi sembra lo stesso di "Raccolta differenziata spinta", magari spinto ai limiti estremi ma sempre quello.
Lei dice:.. "Dopo aver separato alla fonte i materiali ed aver isolato quelli
riciclabili, riutilizzabili, compostabili, inviandole a diversi
impianti, resterà un’ultima frazione di cose residue,cioè gli articoli che non possono essere riciclati, recuperati o compostati."..Non è lo stesso che dico io nel terzo paragrafo?
Le posso garantire che all’impianto dove lavoro arrivano, giornalmente, bilici provenienti dagli impianti di compostaggio e riciclo carichi di scarti non riciclabili e del residuo di compostaggio.
Per quanto riguarda le ricadute sull’economia locale, esse ci sono, e ci sarebbero sempre, se gli impianti fossero tutti di proprietà dei comuni che potrebbero così destinare gli utili, provenienti dalla vendita dell’energia elettrica prodotta, al ribasso della TARSU, la tassa sui rifiuti, e a finanziare servizi migliori per la loro comunità. Come succede nei casi d’impianti , in toto o in parte, non pubblici.
Sono d’accordo che sarebbe bellissimo poter riciclare tutto, sarebbe meraviglioso riuscire a non produrre rifiuti, ma, ad oggi, è un’utopia. Speriamo nel futuro di riuscirci.
Cordialmente.
No, quello che scrivo io non è la stessa cosa, di quello che dice lei; la minima frazione di rifiuti che rimarrebbe adesso sparirebbe in futuro, se per legge le industrie smettessero di fabbricare prodotti non interamente riciclabili;gli inceneritori sono classificati dalle normative europee come industria insalubre di prima classe.Non esistono al mondo tecnologie in grado di produrre dei filtri arginanti le emissioni nocive degli inceneritori, oltretutto necessitanti di vicine ed insane discariche, inevitabilmente destinate anche ai residui della combustione (ceneri) da trattare come rifiuti speciali. Se lei afferma il contrario è un bugiardo, si legga i risultati delle ricerche dell’ISDE.Le diossine prodotte dalle incenerizioni dei rifiuti, unitamente alla vaporizzazione dei metalli non possono considerarsi come realmente volatili, in virtu’ del principio della Termodinamica enunciato da Lavoisier, secondo il quale in natura nulla si crea e nulla si distrugge. Per questo motivo il particolato e le diossine prodotti da questi ecomostri, finiscono per ricadere sui territori vicini ed entrare inevitabilmente nella catena alimentare, con incalcolabili conseguenze dannose. “incenerire i rifiuti resta una follia che le generazioni future non ci perdoneranno”.
...gli inceneritori sono classificati dalle normative europee come industria insalubre di prima classe.
E come mai se ne costruiscono continuamente? In Germania ne hanno costruito uno apposta per incenerire le ecoballe della Campania, a Vienna è in pieno centro cittadino e nessuno ci trova da ridire.
Ho scritto che le cenri...dopo il processo di inerzializzazione che subiscono, occupano in discarica...a allora bugiardo perchè?
Direi di restare coi piedi per terra: se un problema ce l’ho adesso lo devo risolvere adesso, con quello che ho adesso.
Sono d’accordo che il futuro si costruisce a partire dall’oggi, ma i problemi odierni non posso rimandarli al futuro chè arriveranno ingigantiti, vedi il problema Campania che è stato rimandato per anni.
Ho anche scritto che dal camino non esce aria pura ma, per favore, smettiamola coi proclami che puntano a spaventare la gente, già abbondantemente spaventata dal silenzio delle istituzioni.
NO ALL’INCENERIMENTO!!!!!!!
L’ articolo si basa su principi del tutto errati e fuorvianti:
Il termine termovalorizzatore non esiste, l’Italia è già stata condannata dall’Europa perchè il termine esatto è inceneritore, infatti l’inceneritore non valorizza un bel nulla perchè trasforma i materiali da potenzialmente non tossici e non nocivi in fumi e ceneri tossiche e nocive, inoltre non produce energia ma la consuma e la distrugge. L’energia per produrre gli stessi materiali inceneriti è maggiore di quella residuale prodotta dall’inceneritore, pertanto l’inceneritore non produce energia ma la spreca, inoltre per far funzionare l’inceneritore ci vuole molta energia, infatti il suo rendimento è molto basso a regime è una macchina a rendimento negativo.
L’inceneritore non riduce i rifiuti ma li aumenta infatti per ogni tonnellata di rifiuti inceneriti si devono utilizzare altrettante quantità di materiali aggiunti per far funzionare l’inceneritore, di conseguenza si avrà il doppio dei rifiuti in ingresso trasformati in ceneri e fumi tossici.
Per far funzionare un inceneritore occorrono enormi quantità di acqua, pertanto oltre ad essere uno spreco di energia è anche un enorme spreco idrico.
L’inceneritore non sostituisce le discariche in quanto le ceneri devono essere smaltite in discariche per rifiuti speciali tossiche e nocive oltre alle tonnellate di polveri depositate sui terreni circostanti e respirate dai cittadini anche a lunghe distanze.
Per sostenere economicamente un inceneritore si ha la necessità di farlo funzionare per tanti anni con notevoli quantità di rifiuti, pertanto è incompatibile con l’incremento della raccolta differenziata e il riutilizzo dei materiali, un inceneritore incentiva la produzione dei rifiuti.
Il costo di un inceneritore è insostenibile economicamente, costa mediamente 60 milioni d’euro, pertanto se non fosse finanziato con i soldi pubblici sarebbe un sistema imprenditoriale fallimentare, infatti negli USA sono falliti e da oltre 15 anni non si costruiscono inceneritori, città come SAN FRANCISCO ha oltre il 70% di raccolta differenziata e va verso i rifiuti 0 senza discariche o inceneritori.
Dal punto di vista legislativo l’incenerimento in Italia non rispetta la progressività degli strumenti per la gestione dei rifiuti infatti l’incenerimento se pur previsto è l’ultima fase della gestione rifiuti, dopo il raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata previste per legge, dopo le politiche di riduzione dei rifiuti, dopo il riciclo e riutilizzo dei materiali, alla fine se rimane qualcosa( 10% secondo i sistemi attuali) si può incenerire o smaltire in discarica oppure utilizzare altri sistemi diversi, pertanto non si può invertire il sistema ( prima l’incenerimento e dopo la raccolta differenziata) perchè è illegale, inoltre le quantità residuali dei rifiuti non riciclabili non richiederebbe pochissimi inceneritori in tutta Italia e che possono essere sostituiti dallo smaltimento in discarica o da altri sistemi non impattanti e non inquinanti come la produzione di sabbia sintetica per l’edilizia.
I dati esposti dall’articolo sono diversi dalla realtà infatti sono dati pubblicati dagli stessi inceneritoristi che effettuano anche il monitoraggio, i software dei monitoraggi si possono modificare perchè il controllore ed il controllato è lo stesso soggetto come prevede la legge, inoltre la maggior quantità di polveri tossiche emesse dall’inceneritore non sono rilevabili dalle stazioni di monitoraggio inquanto sono molto piccole, dovute alle temerature molto alte dei forni, infatti non sono visibili all’occhio umano, apparentemente non si vede nulla dalla ciminiera in realtà escono tonnellate di particolato molto sottile con un numero di particelle elevatissimo pericolosissime per l’uomo e l’ambiente.ì, infatti, in molti casi, le conseguenze sono state rilevate anche da studi scientifici, con aumenti di neoplasie e malattie cardiovascolari in base alla distanza dall’inceneritore, 435 studi scientifici francesi hanno dimostrato la pericolosità degli inceneritori, in Italia ci sono dati allarmanti di tumori nei bambini ( il doppio della media Europea)
(Articolo precedente con una correzione)
NO ALL’INCENERIMENTO!!!!!!!
L’ articolo si basa su principi del tutto errati e fuorvianti:
Il
termine termovalorizzatore non esiste, l’Italia è già stata condannata
dall’Europa perchè il termine esatto è inceneritore, infatti
l’inceneritore non valorizza un bel nulla perchè trasforma i materiali
da potenzialmente non tossici e non nocivi in fumi e ceneri tossiche e
nocive, inoltre non produce energia ma la consuma e la distrugge.
L’energia per produrre gli stessi materiali inceneriti è maggiore di
quella residuale prodotta dall’inceneritore, pertanto l’inceneritore non
produce energia ma la spreca, inoltre per far funzionare l’inceneritore
ci vuole molta energia, infatti il suo rendimento è molto basso a
regime è una macchina a rendimento negativo.
L’inceneritore non
riduce i rifiuti ma li aumenta infatti per ogni tonnellata di rifiuti
inceneriti si devono utilizzare altrettante quantità di materiali
aggiunti per far funzionare l’inceneritore, di conseguenza si avrà il
doppio dei rifiuti in ingresso trasformati in ceneri e fumi tossici.
Per
far funzionare un inceneritore occorrono enormi quantità di acqua,
pertanto oltre ad essere uno spreco di energia è anche un enorme spreco
idrico.
L’inceneritore non sostituisce le discariche in quanto le
ceneri devono essere smaltite in discariche per rifiuti speciali
tossiche e nocive oltre alle tonnellate di polveri depositate sui
terreni circostanti e respirate dai cittadini anche a lunghe distanze.
Per
sostenere economicamente un inceneritore si ha la necessità di farlo
funzionare per tanti anni con notevoli quantità di rifiuti, pertanto è
incompatibile con l’incremento della raccolta differenziata e il
riutilizzo dei materiali, un inceneritore incentiva la produzione dei
rifiuti.
Il costo di un inceneritore è insostenibile economicamente, costa
mediamente 60 milioni d’euro, pertanto se non fosse finanziato con i
soldi pubblici sarebbe un sistema imprenditoriale fallimentare, infatti
negli USA sono falliti e da oltre 15 anni non si costruiscono
inceneritori, città come SAN FRANCISCO ha oltre il 70% di raccolta
differenziata e va verso i rifiuti 0 senza discariche o inceneritori.
Dal
punto di vista legislativo l’incenerimento in Italia non rispetta la
progressività degli strumenti per la gestione dei rifiuti infatti
l’incenerimento se pur previsto è l’ultima fase della gestione rifiuti,
dopo il raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata
previste per legge, dopo le politiche di riduzione dei rifiuti, dopo il
riciclo e riutilizzo dei materiali, alla fine se rimane qualcosa( 10%
secondo i sistemi attuali) si può incenerire o smaltire in discarica
oppure utilizzare altri sistemi diversi, pertanto non si può invertire
il sistema ( prima l’incenerimento e dopo la raccolta differenziata)
perchè è illegale, inoltre le quantità residuali dei rifiuti non
riciclabili richiederebbe pochissimi inceneritori in tutta Italia e
che possono essere sostituiti dallo smaltimento in discarica o da altri
sistemi non impattanti e non inquinanti come la produzione di sabbia
sintetica per l’edilizia.
I dati esposti dall’articolo sono diversi
dalla realtà infatti sono dati pubblicati dagli stessi inceneritoristi
che effettuano anche il monitoraggio, i software dei monitoraggi si
possono modificare perchè il controllore ed il controllato è lo stesso
soggetto come prevede la legge, inoltre la maggior quantità di polveri
tossiche emesse dall’inceneritore non sono rilevabili dalle stazioni di
monitoraggio inquanto sono molto piccole, dovute alle temperature molto
alte dei forni, infatti non sono visibili all’occhio umano,
apparentemente non si vede nulla dalla ciminiera in realtà escono
tonnellate di particolato molto sottile con un numero di particelle
elevatissimo pericolosissime per l’uomo e l’ambiente.ì, infatti, in
molti casi, le conseguenze sono state rilevate anche da studi
scientifici, con aumenti di neoplasie e malattie cardiovascolari in base
alla distanza dall’inceneritore, 435 studi scientifici francesi hanno
dimostrato la pericolosità degli inceneritori, in Italia ci sono dati
allarmanti di tumori nei bambini ( il doppio della media Europea)
F.DINICOLI
Il termine inceneritore indicava l’impianto che bruciava i rifiuti e basta, il termovalorizzatore invece valorizza l’energia termica contenuta nei fumi per creare vapore da utilizzare per il teleriscaldamento, vedi Brescia e Ferrara, ed energia elettrica tramite turbine collegate a generatori. Se l’italia è stata condannata per un problema di nome il succo del discorso non cambia, il secondo è l’evoluzione del primo.
Mi piacerebbe sapere da dove ha tratto il dato secondo il quale ci vogliono tanti materiali quanti i rifiuti bruciati per il funzionamento, quali materiali, i reagenti per il trattamento dei fumi e dell’acqua? Mi spiace per Lei ma il tutto è basato sulla quantità d’inquinanti prodotti e perciò dalla qualità dei rifiuti. Assolutamente non è un dato fisso.
Enormi quantità d’acqua per fare che? Il raffreddamento dei condensatori avviene con acqua di fiume che ritorna immediatamente al fiume nell’identica quantità in ingresso come in uscita, per fare vapore viene utilizzata acqua demineralizzata, creata da impianti ad osmosi partendo dalla potabile, vapore che viene condensato dopo avere lavorato in turbina, ritornando così acqua nella quasi identica quantità iniziale. Un impianto come quello dove lavoro brucia 300 ton. di rifiuti al giorno, produce 240 MWatt di energia elettrica, quella che servirebbe per 3300 famiglie circa, usando una quantità teorica di acqua di 1200 M3 , teorica perchè il reintegro reale è di 4 M3 al giorno. Dové lo spreco?
Dire che il costo di un impianto sia insostenibile è una sciocchezza, dove lavoro è costato circa 100 Mil., spese di gestione circa 6 Mil. annui e ricavi di circa 35 Mil. Hai voglia a pagare il mutuo.
Non mi pare di aver detto di fare impianti a rotta di collo e di non fare la differenziata, anzi il contrario auspicando una differenziata spinta, alla tedesca, con il vetro diviso per colore.
Chi sono gli inceneritoristi, i proprietari degli impianti o i lavoratori? In entrambi i casi è una dichiarazione stupida e offensiva, tutti abbiamo famiglia, io ho due figli, e dire quello che Lei scrive equivale a chiamarci criminali inquinatori,oltretutto gratuitamente, visto che il monitoraggio è effettuato da sistemi sotto il diretto e continuo, minuto per minuto, controllo dell’ARPA. Amenochè non si voglia affermere che nell’ ARPA ci sono persone che modificano i dati a seconda delle esigenze degli impianti.
Ho anche scritto che dal camino non esce aria pulita, come dagli scarichi delle macchine e dai camini delle abitazioni.
Non metto in dubbio la veridicità dei 435 studi francesi ma, cercando in rete, se ne possono trovare altrettanti che dicono il contrario. E allora qual’è la verità? Io sono convinto di quello che ho scritto, come sono convinto di non avere la soluzione assoluta e mi piacerebbe che anche chi interagisce con me si comportasse allo stesso modo.
Cordialmente.
Non mi sembra di aver mai affermato che i filtri eliminino l’emissione di sostanze inquinanti ma che le riducono drasticamente, come anche la tabella inerente dove lavoro dice chiaramente. O anche Lei pensa che i report delle emissioni si possono taroccare liberamente?
Mi sembrava fosse chiaro che il mio scritto non è un proclama alla costruzione di nuovi impianti, ma mi rendo conto che il titolo può essere fuorviante. Ho detto espressamente che la soluzione è la differenziata spinta ma, in attesa che ciò avvenga in tutto il paese, dei rifiuti che continuiamo a produrre che ne facciamo?
Le ho già risposto nel post precedente sul cosa fare per gestire i rifiuti. Deve pianificare una migrazione da una politica di smaltimento (incenerizione) all’altra (rifiuti zero). E’ ovvio che non può spegnere l’interruttore oggi e domani partire con la differenziata.
il sig. fulviob55 scrive: <Dire che il costo di un impianto sia insostenibile è una sciocchezza, dove lavoro è costato circa 100 Mil., spese di gestione circa 6 Mil. annui e ricavi di circa 35 Mil. Hai voglia a pagare il mutuo.>
Sig. Fulvio Lei non può arrampicarsi sugli specchi ma deve essere onesto intellettualmente:
L’Europa ha condannato l’Italia non perchè non gli piaceva il termine termovalorizzatore ma perchè, definire un inceneritore valorizzatore di qualcosa, è una truffa per prendere in giro i cittadini, infatti nella lingua italiana non esiste, come non esiste nelle leggi di riferimento. L’energia termica non è una valorizzazione ma la conseguenza dello spreco di energia dovuta alla distruzione dei materiali come precedentemente esposto.
La proporzione delle sostanze da aggiungere ai rifiuti da incenerire la può verificare in qualsiasi progetto, mediamente i rifiuti in uscita, dopo la combustione, sono il doppio di quelli in ingresso trasformati in ceneri, particolato e gas.
Per l’acqua, lei presuppone che nel progetto di un inceneritore sia previsto un fiume, ciò non è assolutamente vero, quanti inceneritori non utilizzano l’acqua dei fiumi ma l’acqua potabile?inoltre non ho mai visto un’acqua che non evapora a temperature di 1200 gradi come quella dei forni utilizzati per gli inceneritori. Lei vuole fare giochi di prestigio che non appartengono alle leggi della fisica e della chimica.
I suoi dati economici non sono validi perchè non dimostrano la sostenibilità dell’impianto, mi spiego meglio se una persona fa un rapina in banca e compra con quei soldi un bene ad un prezzo esorbitante non vuol dire che quel bene è sostenibile economicamente.
Nel caso dell’inceneritore se non ci fossero gli incentivi statali Cip 6( con condanne della comunità europea) nessun imprenditore avrebbe il coraggio di spendere 100 milioni d’euro, in questo caso ..hai voglia... a consegnare i libri contabili in tribunale. E’ troppo facile definirsi imprenditori miliardari con i soldi degli altri....i nostri...
In Germania come in tutti paesi Europei( negli Usa non si costruiscono da decenni)si sta abbandonando l’incenerimento dei rifiuti, in Italia, con dati di malattie neoplastiche, cardiovascolari ecc allarmanti, si vuole continuare a far ammalare la gente per far arricchire gruppi industriali, con i soldi pubblici.
Non riesco a distinguere il livello di criminalità o se ci sono criminali nel settore, io personalmente non difenderei un sistema del genere, anche se guadagno un piatto di lenticchie.... Lei omette di dire che il sistema dell’incenerimento è gestito e monitorato dal privato, i dati pubblicati sono depositati dall’impresa e non dall’arpa.
L’arpa fa dei controlli a campione o in caso di sgnalazioni da parte dei cittadini. Se ci sono degli illeciti, rilevati casualmente dall’Arpa deve intervenire l’attività giudiziaria con i suoi lunghi tempi...inoltre l’Arpa è sottodimensionata e senza strumenti rispetto al gran numero d’impianti, pertanto, l’impresa fa quello che vuole. La maggior quantità del particolato non è misurabile dalle stazioni di monitoraggio a norma di legge perchè il particolato è molto fine e finissimo non può essere captato dai filtri dellle stazioni monitoraggio tarate per le PM10 e alcune anche per le PM2,5, e il resto dove va ? nei polmoni,nel sangue e nel cibo...
Dai camini delle abitazioni non esce la merda degli inceneritori perchè utilizzano gas metano, mentre dalle auto escono le PM10 che sono particelle molto meno dannose delle PM2,5,PM01,PM0,01 emesse dai forni ad alte temperatore degli inceneritori.
I 435 studi scientifici francesi e quelli Italiani sono stati pubblicati come l’aumento delle neoplasie dei bambini è come altre malattie dovute all’inquinamento,invece mi sa dire dove sono altrettanti studi che dicono il contrario o forse si riferisce all’ignorante in materia di Veronesi? quello del nucleare, ogm ecc...?
VUOLE UN CONSIGLIO? SI OCCUPI D’ALTRO PER IL BENE DELLA COLLETTIVITA’
E’ un peccato vedere come spiegazioni a confutazione dell’articolo iniziale, che può essere provocatorio, tendenzioso e se vogliamo persino errato, ma che disegna una realtà com’è al momento, che spiega come gli addetti ai lavori intendono un inceneritore, perchè così è stato presentato loro, considerando che non sono tutti laureati e dottori, vengano poi esposte arricchite da attacchi personali e netti cali di educazione e tono generale da persone, che per loro stessa dichiarazione, sono a loro volta laureati e dottori.
Dottor Alex le discussioni non sono tesi di laurea ma opinioni, critiche e possibili soluzioni, trovare il pelo nell’uovo nella forma o nell’ortografia mi sembra inopportuno e del tutto insignificante, i professorini lasciamoli stare...i titoli anche...
La discussione non è una corsa per vincere un premio , non ci sono diversi o posizioni di svantaggio, è stato posto un problema e ognuno espone quello che ritiene più opportuno, il consiglio lo ribadisco ....
Le risposte alle sue domande sono ovvie. Le discariche e gli inceneritori ricevono ogni anno milioni d’euro di soldi pubblici ( imprese private e multinazionali). Un politico per una competizione elettorale può ricevere molti soldi dai contributi privati, inoltre consulenti e società del settore, molte volte, diventano dirigenti pubblici, o nel peggiori dei casi lavorano per conto della pubblica amministrazione per redigere i vari piani degli enti locali. Le sponsorizzazioni ufficiali o occulte in vari settori sono tante....
Per questo non voglio dire che il tutto sia illegale ma è un sistema marcio che determina quello che Lei ingenuamente si chiede.
I post precedenti non fanno riferimento a campagne idealiste ma a progetti e dati reali già realizzati. Rifiuti0 vuol dire rispettare la legge, se non si raggiungono percentuali di rifiuti 0 si avranno basse percentuali di smaltimento che potranno essere rifiuti10 o 20%, pertanto cosa c’è di idealismo in tutto questo? Lei parla di compromessi ma quali, non esistono compromessi nella scelta di fare ammalare milioni di persone, si deve imporre e rispettare un sistema che fu legiferato già dal decreto Ronchi molti anni fa, quanti decenni devono ancora trascorrere?
La soluzione ptrebbe essere quella di eliminare ogni tipo di finanziamento pubblico nel settore rifiuti ed energia, trasferire il controllo e la gestione dei rifiuti esclusivamente agli Enti Pubblici, escludendo le imprese private. Le discariche e gli inceneritori di rifiuti urbani ed industriali non possono essere affidati ad imprese private o multinazionali soprattutto in Italia.
Saluti
Fulviob55, prima hai scritto: "...Un impianto come quello dove lavoro brucia 300 ton. di rifiuti al giorno, produce 240 MWatt di energia elettrica...". Un rendimento quasi da carbone, 1tonn. per 1MWe. Com’è possibile un potere calorifico così alto?
A Manfredonia, l’inceneritore di Marcegaglia, brucerà 370 tonn al giorno di CDR, con un resa elettrica di 14MW.
Matteo
@fulviob55
Non è possibile che un impianto che brucia 300 ton/giorno di rifiuti produca 240 MWatt di energia elettrica.
Forse lei voleva scrivere 24 MWatt e le è scappato uno zero in più.
Ma probabilmente anche 24 MW è una cifra molto ottimistica corrispondente ad una resa energetica dell’impianto del 50%, mentre in realtà un inceneritore non arriva nemmeno al 30%, per cui la cifra vera si attesta attorno a 15 MW, anzichè 240 MW.
15 MW bastano si e no per 5.000 famiglie.
L’inceneritore di Marcegaglia invece è fin troppo onesto con solo 14 MW di potenza per 370 ton/giorno di rifiuti, al punto da fare impressione e ipotizzare di non avviarlo mai o di chiuderlo subito dopo il collaudo per la marea di soldi che farà perdere alla popolazione.
Infatti, stando così le cose, la resa energetica dell’impianto Marcegaglia è si e no del 22%, da fare veramente raccapriccio !
Saluti
Vito Enzo Salatino
Signori Vito Enzo e Matteo,
confermo quanto da me scritto e integro:
300 ton./die bruciate, 240 MW/die prodotti.
Caldaia Ruths, 51.15 t/h di vapore surriscaldato a 45 barg - 400°C.
Turbina Franco Tosi spa con un alternatore sincrono da 11.2 MW/h.
@Fulviob55
Guardi che qualcuno le sta passando dei dati incredibili.
Si faccia mostrare un documento ufficiale su carta intestata e lo trasmetta quì, da cui risulti che il suo impianto che brucia 300 ton / giorno di rifiuti genera 240 MegaWatt di potenza.
Non è tecnicamente possibile.
Avremmo finalmente trovato la pietra filososfale alchemica e la soluzione a tutti i problemi energetici, cioè la conversione della c...a in oro.
Saluti
Vito Enzo Salatino
Sig. Vito Enzo, penso che Lei continui a confondere i MW orari con i giornalieri.
...300 ton. al giorno di rifiuti per 240 MW, al giorno, prodotti.
Anche per l’impianto della Marcegaglia si parla di MW orari, può esserne certo.
Cordialmente
@Fulviob55
Quando lei scrive 240 MW significa 240 Megawatt, che una misura di potenza dell’impianto,
Se lei vuole invece esprimere l’energia prodotta dall’impianto deve usare unità di misura dell’energia e non della potenza.
L’unità di misura dell’energia prodotta è il KWatt.h (chilowattora) o i suoi multipli o sottomultipli.
Allora lei deve scrivere 240 MegaWatt.h/giorno o MWh/giorno, che è l’energia prodotta in un giorno e che non ha niente a che vedere con la potenza di 240 MW.
Facendo la conversione per individuare le caratteristiche di potenza del suo impianto che produce 240 MWh/giorno, si ottiene una potenza del suo impianto di 10 MW e non 240 MW.
Stando così le cose, veramente lei ha in mano un impianto che fa pena, visto che sviluppa una potenza di soli 10 MW per 300 ton/giorno bruciate, mentre, con una resa scadentissima, del 30% dovrebbe poter sviluppare almeno 15 MW di potenza.
In realtà con la potenza di 10 MW il suo impianto ha una resa ridicola del 20%, e questa resa dimostra che il suo impianto continua a produrre sterco (scusi il termine) anzichè l’oro sperato.
Saluti
Vito Enzo Salatino
http://www.agoravox.it/La-raccolta-differenziata-Una.html
Dissento da lei fulvio55 per la parte della raccolta differenziata spinta.
Concordo invece su tutto il resto.
Non si lasci fuorviare dai grillini che parlano solo per sentito dire e infatuati da Paul Connett.
Poi per quanto dice Salatino è da capire cosa brucia nella tonnellata in considerazione: plastiche? Plastiche e carta? Solo carta?
Le ecoballe che pagando profumatamente esportiamo in Germania non sono a norma ma ai tedeschi fanno comodo lo stesso anche se sono più umide del consentito.
Poi loro da bravi commercianti ci vendono pure l’energia elettrica prodotta dai loro termovalorizzatori.
renzoslabar@yahoo.it
@Renzo Riva.
non ho capito bene la sua osservazione.
Per i calcoli che ho fatto ho considerato un potere calorifico dei rifiuti di 3.500 Kcal / Kg (pari a 14.500 KJoule / Kg o 4,06 KWh(t) / Kg), che è il valore che utilizzano tutti nei calcoli energetici per rifiuti miscelati di varia natura.
Si potrebbe utilizzare anche un valore più alto di 4.000 Kcal / Kg, che potrebbe valere per rifiuti selezionati con elevata componente cellulosica, ma sarebbe una eccessiva meraviglia per il termovalorizzatore-inceneritore della Marcegaglia.
Per qunto riguarda le ecoballe, che sono circa 7 milioni, per ca. 7 milioni di ton sparpagliate a destra e a sinistra nel napoletano, sono ancora tutte lì e non in Germania, che giustamente rifiuta di trattare una simile schifezza decomposta, alterata chimicamente, tossica e mummificata, batteriologicamente inaccettabile e non manipolabile, se non in ambiente sterilizzato, a causa di gravissimi rischi di epidemie, malattie e tumori.
In Germania può andare solo rifiuto decente, non chimicamente decomposto e in putrefazione.
Un simile letamaio è smaltibile solo con un impianto di preparazione speciale (forse il THOR del CNR) in ambiente chiuso sterilizzato, e con un impianto carbon neutral e senza emissioni all’esterno Waste to Liquid Fuel / Biomass to Liquid Fuel secondo la direttiva 2009/28 E.U.
Vito Enzo Salatino
Le ecoballe non sono a norma perchè qualcuno ha truffato e non è andato ancora in galera, i tedeschi non hanno più rifiuti da bruciare perchè fanno la raccolta differenziata, pertanto sono costretti ad importare monnezza per far funzionare i loro ferrivecchi, infatti li stanno chiudento e stanno abbandonando l’incenerimento è l’energia la producono dal sole
L’Italia produce più energia di quella utilizzata dagli Italiani pertanto la esporta all’estero in determinate ore della giornata come altre Nazioni, sono normali scambi commerciali...., se l’Italia importa energia è solo per convenienza economica delle aziende energetiche ma non per una necessità .
Saluti
F.DINICOLI
@ F. Dinicoli
Ma sa almeno di cosa parla?
http://ecospiragli.wordpress.com/2011/02/26/the-new-italian-dream-4-reattori-epr/#comment-37
Cara Anna,
Parto dalla considerazione che tu (spero di non travalicare col tu diretto) abbia a cuore le sorti tua e dell’intera umanità oggi presente nonché quella delle future generazioni.
Penso non ti dispiaccia di poter avere a disposizione energia elettrica economica (purtroppo non in Italia) ed abbondante, grazie anche all’importazione del 13% del nostro fabbisogno che, altrimenti, non saremmo in grado di produrre se non a costi proibitivi a causa dell’attuale mix dei carburanti utilizzati, sbilanciati sugli idrocarburi per oltre lo 80%.
L’ Italia dopo aver incentivato a piene mani le FER oggi ha questo mix energetico:
Il totale produzione anno 2008 è stato pari 311,2 TWh
di cui in percentuale
Fossili______________________80,75%
Nucleare_____________________0,00%
Rinnovabili___________________18,70%
Da rifiuti non rinnovabili___________0,55%
Totale______________________100%
di cui fra le Rinnovabili sul totale prodotto di 311,2 TWh
Idraulica_________13,37%
Eolica____________1,57%
Biomasse__________1,90%
Fotovoltaica________0,08%
Geotermica_________1,77%
Totale____________18,69%
Taccio sui costi che hanno sostenuto per la tecnologia eolica – max. anni 20 – e per quella fotovoltaica – max. anni 20÷25.
Inoltre importiamo circa il 29 TWh da elettronucleare pari a circa il 13% dei nostri consumi ovvero 311,2+28,8= 340 TWh
Ecco il motivo per cui dico che l’Italia non è mai uscita dal nucleare!
La tua coscienza è tranquilla sapendo che nell’anno di grazia 2011 un terzo dell’umanità non conosce ancora l’energia elettrica?
Se per loro pensi sia un bene sarebbe ora che anche tu ti unissi a loro per condividere i vantaggi di cui godono.
@Renzo Riva
Egregio Sig. Riva spero che Lei non abbia interessi particolare per promuovere centrali atomiche ed inceneritori pericolosi per la salute pubblica, le discussioni se sono viziate non sono credibili, pertanto, quando pubblica i dati non deve essere parziale, altrimenti oltre a non sapere quello che parla fa disinformazione per difendere i suoi interessi.
Lei mi sa dire quanta energia può produrre l’Italia? ebbene può produrre con i suoi impianti il 20 o 30% in più dell’energia che serve agli Italiani, quindi, non abbiamo assolutamente bisogno di energia nucleare nè prodotta in Italia e neanche quella importata.
Per correttezza dovrebbe pubblicare oltre all’energia che importa l’Italia anche quella che esporta in Francia, in Svizzera, in Spagna o in altre nazioni Europee, pertanto, dovrebbe pubblicare non l’energia che l’Italia importa ma il bilancio tra quella importata e quella esportata.
La ragione per la quale s’importa energia è per ingrassare i fatturati delle aziende energetiche italiane dato che nelle bollette dei cittadini non è specificato l’origine dell’energia che riceve e paga sempre il massimo, invece le aziende energetiche possono spegnere le centrali Italiane per guadagnare di più ed importare energia che costa meno all’impresa e non al cittadino, ma l’energia che compra dall’estero non è che costi meno produrla anzi costa molto di più di quella prodotta in Italia, la convenienza è solo surrogata dal mercato, cioè le centrali nucleari hanno uno svantaggio di dover produrre energia anche quando non serve perchè non si possono spegnere le centrali atomiche e l’energia deve per forza essere utilizzata, pertanto la svendono a prezzi più bassi per convincere le imprese energetiche Italiane a spegnere le proprie centrali ed importare quella nucleare potendo guadagnare di più, è come comprare ai saldi. In realtà il costo dell’energia nucleare ha un costo sicuramente maggiore di tutte le oltre fonti compreso il fotovoltaico, oltre a dover considerare i costi esterni sanitari ed ambientali, infatti le centrali nucleari Francesi sono finanziate dallo Stato, nessuno considera nel costo dell’energia i milioni d’euro che sborsa lo Stato o i costi di smaltimento che al momento sono infiniti non quantificabili, non esistono al mondo siti di stoccaggio sicuri e permanenti( per migliaia di anni).
Cordiali Saluti
F.DINICOLI
Domanda all’autore dell’articolo: ma prima di scrivere certe assurdità, hai provato a riflettere che può esistere gente che ha parlato con diversi lavoratori di diversi inceneritori che ti raccontano tutta la verità, che poi corrisponde, guarda caso, all’esatto contrario di ciò che racconti tu nel tuo articolo delirante e totalmente falso?
P.S.: Perchè ho la presunzione di dire che queste persone dicono il vero e tu il falso? Basta sentirli raccontare che continuano, numerosi, ad ammalarsi e morire delle peggiori malattie, guarda caso tutte molto simili.
Delirante e totalmente falso? Perchè? Perchè descrivo, in modo semplice, com’è fatto e come funziona un termovalorizzatore? In nessun punto dell’articolo trova un qualsiasi invito alla costruzione di nuovi impianti, trova invece un’ ammissione che la raccolta differenziata spinta è la soluzione ma che, al momento, la situazione italiana in merito è quella che è.
Non metto in dubbio Lei abbia parlato con lavoratori di diversi impianti e che abbia ricevuto anche dichiarazini negative, dubito però che ...sentirli raccontare che continuano, numerosi, ad ammalarsi e
morire delle peggiori malattie.. corrisponda a realtà. A leggere quello che scrive sembra ci sia una strage continua. Pur se anche un solo morto per causa di questi impianti è troppo.
Mi capisca, non sto dicendo che dai camini esca aria pura, nè che non ci siano polluzioni che possono arrecare danno alla salute ma, dopo 16 anni di lavoro non ho ancora, per fortuna nostra, visto nessun collega ammalarsi o, peggio, morire ....delle peggiori malattie.
Questo non toglie che il probleme esista ma, secondo me, smettiamola di vedere questi impianti come il male assoluto e la causa di tutte le malattie.
Poi ognuno resta della propria opinione, il bella della democrazia è proprio questo, discutere pur se in disaccordo.
Cordialmente.
Ho l’impressione , al di la del fatto se i dati sono giusti o meno ,che si sia confusa potenza con l’energia prodotta x anno. Meglio dire MW con MW ora .Ricordiamoci che 1W = 1J/sec .
Lei ha interpretato, sbagliando, la produzione giornaliera con quella oraria.
Io ho scritto ...300 ton. al giorno e 240 MW..., mi sembra ovvio che se parlo di tonnellate giornaliere non posso poi parlare di MW orari.
Infatti nel post di risposta ai Sigg. Salatino, che ancora non mi crede, e Matteo, dico chiaramente che la turbina produce 11.2 MW/h, che moltiplicati per 8520 ore di funzionamento annuo, 355 giorni, al netto dei periodi di fermo per manutenzione, fanno 85.200 MW, 85.2 GW, annui prodotti.
Cordialmente.
Quindi , se ho capito bene , sono 240 MWh (ossia 10 MW x 24 ore) . Quindi stavamo parlando di energia prodotta in un giorno .Potenza nominale 10MW x 24 ore di produzione . In un’anno fanno circa 85 GWh .
Mi sono dimenticato di complimentarmi con fuviob55 per la descrizione tecnica puntuale e chiara di come è fatto ,come si gestisce e qual’è la qualità certificata di un moderno termovalorizzatore .
Rispondo al commento del 4 marzo 15:24
del Sig. Dinicoli.
Eccome se ho interessi nell’elettronucleare.
Ogni kWh prodotto di elettronucleare fa risparmiare sulla bolletta energetica e quindi anche sulla mia.
di Paolo
ti ringrazio per la pazienza di Giobbe e spero tu continui a scrivere, anche fino allo sfinimento, perché altrimenti saranno guai seri per il Paese se lasciamo il passo agli ecotalebani dell’energia.
@Renzo Riva
Infatti, dopo 25 anni, i cittadini Italiani stanno sborsando nelle loro bollette miliardi d’euro per smaltire le scorie nucleari, nonostante non si è risolto ancora nulla, con evidenti rischi per la popolazione, infatti i Francesi sono costretti a far funzionare le centrali nucleari oltre il tempo previsto perchè non hanno i soldi per smantellarle e per smaltire le scorie, inoltre sono costretti a vendere i progetti obsoleti e rischiosi agli Italiani ..., infatti gli Stati Uniti sono decenni che hanno abbandonato il nuclearepertanto l’unico risparmio è non costruire le centrali nucleari.
Saluti
F.DINICOLI
@Renzo Riva Infatti, dopo 25 anni, i cittadini Italiani stanno sborsando nelle loro bollette (...)
06/03 18:32 -Rispondo al commento del 4 marzo 15:24 del Sig. Dinicoli. Eccome se ho interessi (...)
06/03 17:32 - Renzo RivaDelirante e totalmente falso? Perchè? Perchè descrivo, in modo semplice, com’è fatto e come (...)
05/03 19:09 - fulviob55@Fulviob55 Quando lei scrive 240 MW significa 240 Megawatt, che una misura di potenza (...)
05/03 19:00 - Vito Enzo SalatinoQuindi , se ho capito bene , sono 240 MWh (ossia 10 MW x 24 ore) . Quindi stavamo parlando di (...)
05/03 18:13 - paolo
























