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  Home page > Attualità > Ambiente > Termovalorizzatori, sì o no?
di fulviob55 martedì 1 marzo 2011 - 38 commenti oknotizie
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Termovalorizzatori, sì o no?

La spiegazione che do ogni qualvolta, e succede spesso, qualcuno mi chiede chiarimenti, sull’onda del caso Campania, sui termovalorizzatori che, a differenza degli inceneritori, non effettuano solamente l’incenerimento dei rifiuti, è la seguente:

Il termovalorizzatore è un impianto industriale che incenerisce i rifiuti dei cittadini, rsu (rifiuto solido urbano) e industriali e, sfruttando il calore della combustione presente nei fumi incanalati in una caldaia, trasforma l'acqua contenuta nella stessa in vapore surriscaldato che, inviato a una turbina collegate a un generatore di corrente, produce energia elettrica, parte per autoconsumo e il resto ceduta alla rete ENEL. Il vapore viene poi condensato in acqua e il ciclo ricomincia. In questo modo il consumo d'acqua per il reintregro delle perdite per sfiati o spurghi è minimo. I condensatori raffreddano il vapore usando acqua di fiume, vedi Padova e quasi tutti, o aria, vedi Acerra.

Tutto bene allora? Sì e no. E' indubbio che la soluzione migliore in assoluto sarebbe una raccolta differenziata spinta, impianti di compostaggio, riciclare carta e plastica, il vetro dividendolo in bianco e colorato, recupero dei metalli, maggiormente ferro e alluminio, e così via, ma purtroppo questo, in grande parte dell'Italia, è ancora un'utopia. Ricordando che non tutto si può riciclare, di questa massa di materiale che ne facciamo? 

Restano le discariche e i termovalorizzatori.

Per le prime è sempre più difficile da trovare il posto per nuove, sempre con la fiducia/speranza che vengano realizzate a regola d'arte e seguite giornalmente da addetti al controllo del recupero del percolato, il liquido che si forma con la decomposizione dei rifiuti, da inviare ai depuratori attrezzati, non come in Campania recentemente. Il tutto per evitare di inquinare le falde acquifere e l'ambiente circostante. Restano i termovalorizzatori che, oltre a produrre energia elettrica e, in molti casi, teleriscaldamento, riducono i rifiuti in ceneri che corrispondono, contando anche i reagenti usati per il trattamento di depurazione dei fumi, calce idrata, carboni attivi e bicarbonato di sodio, a circa 1/3 della massa iniziale. In massa e non in volume perché 300 tonnellate di rifiuti corrispondono a circa 30 camion grandi della nettezza urbana, quelli a tre assi che svuotano i cassonetti da soli, ma a 3 bilici di ceneri, oltretutto ceneri più compatte e che perciò, dopo il trattamento di inerzializzazione che subiscono, occupano in discarica 1/10 del volume dei rifiuti dai quali provengono, e così la discarica durerebbe 10 volte di più, e non producono percolato. 

Questo senza fare come in Germania dove le ceneri della combustione, non dei reagenti, dopo il trattamento di inerzializzazione, possono essere usate per fare il fondo delle strade, fondo sopra il quale vengono posti i 10 cm circa di asfalto. In Italia possono invece essere mischiate al cemento.


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di fulviob55 martedì 1 marzo 2011 - 38 commenti oknotizie
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