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Post-elezioni: possibili scissioni in vista

Maroni avverte Salvini.

Quello che è stato detto ieri nello studio di Lucia Annunziata a Rai3 si chiama “avvertimento”.

Nel momento in cui Salvini e Di Maio si avvicinano a passi felpati al governo Lega-M5S - probabilmente finalizzato a modificare la legge elettorale con l’aggiunta di un premio di maggioranza (o forse con una maggiore componente maggioritaria) - per poi tornare al voto, cominciano a farsi sentire quelli più preoccupati dalle conseguenze eventuali di questo governo di scopo.

L’avvertimento, espresso senza tanti giri di parole, è che un eventuale governo fra le due formazioni vincitrici verrebbe interpretato non solo come una rottura della coalizione di centrodestra, ma come una lesione all’interno stesso della Lega da parte della minoranza maroniana, con conseguenze dirette anche sui governi regionali e sulle amministrazioni locali.

Maroni è stato esplicito su questo: non vuole una via leghista in solitaria senza Berlusconi & Co. (e quindi la rottura del centrodestra). Di più: mira con il capo di Forza Italia a un coinvolgimento del PD (o della parte renziana che potrebbe arrivare a fare gruppo a sé provocando l'ennesimo sconquasso fra i Democratici) per ri-costituire quel governo di larghe intese che era stato ottimisticamente previsto prima del voto.

In sintesi la destra europeista vuole un accordo “alla tedesca” con la sinistra europeista e non accetta affatto l'idea di una fuga in avanti dei salviniani sovranisti verso i Cinquestelle populisti (e ambiguamente sovranisti pure loro).

La faglia di frattura, malamente oscurata durante la campagna elettorale, riemerge con tutta la sua forza dirompente a due sole settimane dal risultato elettorale.

Assistiamo così ai primi sussulti del terremoto che investirà la destra dopo lo tsunami che ha travolto il PD colpevole di aver malamente governato e aver malamente perso un referendum costituzionale - pasticciato, incomprensibile, non poco ambiguo e presentato in modo a dir poco discutibile - dopo il quale tutta la linea politica (e la dirigenza che l’aveva promosso) doveva essere ridiscussa (cosa peraltro ovvia dopo le preannunciate dimissioni in caso di sconfitta, poi accortamente "dimenticate").

Senza scordare naturalmente che lo tsunami ha investito anche tutte le altre formazioni di sinistra-sinistra che vede LeU già a un passo dalla dissoluzione e PaP in fase di incomprensibile esaltazione narcisistica dopo il flop elettorale che un sinistro-sinistro come Angelo d’Orsi ha magistralmente evidenziato con il suo personale microscopio critico.

Quello di Maroni è il primo segno serio di controffensiva da parte dell’area politica sconfitta (nonostante faccia nominalmente parte della Lega vincente) fatta eccezione dei balbettamenti di un PD in pieno stato confusionale e le preoccupazioni, altrettanto balbettanti, di Berlusconi.

E proprio per essere identificabile come unico segno serio di controffensiva con qualche colpo in canna, si rivela essere, in realtà, come il più significativo segno della debolezza del fronte europeista. Il ditino alzato di Maroni è apparso come la sterile minaccia della mamma a un adolescente scapestrato e ribelle. Servito mai a qualcosa?

A guardare la situazione di stallo attuale si direbbe che l’unica uscita possibile (e sicuramente quella che attrae maggiormente i due partiti vincitori) sia il nuovo ricorso alle urne, con nuova legge elettorale e relativa cannibalizzazione di tutta l’area di sinistra da parte del M5S e di tutta l’area di destra da parte della Lega salviniana. Per riconfermare, in modo ancora più chiaro - lo abbiamo già detto - che il nuovo bipolarismo italiano è giallo-nero (casualmente sono i colori dell'Impero Asburgico che qualche fan della Padania ancora sventola in piazza).

La misura della disfatta della Grosse Koalition all'italiana ce la anticiperà la legge elettorale su cui sembrano convergere Di Maio e Salvini. Più alta sarà la quota di maggioritario inserita e più drammatica sarà la prospettiva di vita del PD (in primis), ma anche di Forza Italia.

Ma se a sinistra non si riesce immaginare, ad oggi, una qualsiasi capacità di resistenza, a destra l’opposizione di Forza Italia, della Lega maroniana, di Confindustria e di altri poteri non trascurabili (oltre che di Germania, Francia & Co.) potrebbe "fare rete" e diventare più consistente di quello che appare oggi.

La crisi che travaglierà il centrodestra nelle prossime settimane ci farà capire a quale livello di scontro i due fronti opposti saranno disposti ad arrivare. E, quindi, quale posta sia in gioco davvero.

Nel frattempo, chi invece è di sinistra potrà ambire a un posto da spettatore: a meno di novità eclatanti, per ora non se ne vede alcun altro ruolo che non sia quello di chi deve ripensare tutta la sua storia senza dimenticare nemmeno il più piccolo particolare.

 

Commenti all'articolo

  • Di GeriSteve (---.---.---.122) 21 marzo 00:13

     

     

    Spettatori in meditazione??

     

    Me li vedo proprio i politicanti PD, affamatissimi di potere e di vendita di favori governativi, che adesso farebbero da spettatori, ripensando e meditando!

     

    Intanto il loro governo, che sarebbe in carica per i soli affari correnti, a camere sciolte ha pensato bene di varare un altro decreto legge svuota carceri, in modo di fare un altro favore a mafiosi e delinquenti condannati, garantendo così la loro impunità: bella meditazione! Chissà quanto ci hanno meditato sopra!

     

    Da notare che il capogoverno che fa di questi "regali "è lo stesso Gentiloni che tre anni fa, da ministro degli esteri, ha generosamente "regalato" alla Francia vasti diritti di pesca su acque riservate all’Italia.

     

    Immagino che stia meditando se il prezzo occulto di quei regali sia stato congruo o se poteva farci di più; mediterà anche se sta rischiando che adesso i Francesi glielo richiedano indietro, visto che quel suo generoso decreto non è poi stato ratificato dal parlamento, quindi si è rivelato un regalo a fregatura.

     

    Immagino che Renzi starà meditando se adesso mafia e imprese lo ricompenseranno davvero per aver resuscitato il progetto del ponte sullo stretto o se invece lui si è svenduto ormai gratuitamente.

     

    Francamente, non ci credo che quelli ripenseranno la loro lucrosa storia passata.

     

    Credo che penseranno invece a come lucrare anche in futuro, malgrado la batosta elettorale che ha impedito loro di proseguire il semplice e lucroso inciucio con Berlusconi.

     

    Saranno meditazioni del tipo: proseguire la vendita al dettaglio o annunciare la grande svendita per fallimento fino ad esaurimento dei parlamentari!?

     

    GeriSteve

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.92) 21 marzo 00:41

    Mi riferivo alla gente di sinistra, più che agli attuali governanti, credevo che si capisse.

    Quanto al resto non è indice di una elaborazione granché funzionale rispolverare la bufala delle acque territoriali "cedute" ai francesi (non i diritti di pesca) quando è noto che no ratificazione no cessione (è banale). Sarà il prossimo parlamento a decidere e non sarà una decisione facile visto che in ballo ci sono nuove norme della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare che rimettono in discussione i limiti delle acque territoriali su cui è stato necessario aprire la trattativa con la Francia iniziata nel 2006 e conclusa nel 2015 (quindi con un tot di governi diversi coinvolti). Senz’altro più facile blaterare di regali o vendite sottobanco così come vuole la vulgata complottistica in auge, si sa.
    Ora comunque si vedrà i baldanzosi governanti che verranno cosa sapranno fare. Saluti.

    • Di GeriSteve (---.---.---.122) 21 marzo 13:14

      Salve Fabio.

       

      No, mi dispiace, ma proprio non si poteva capire che tu non ti riferivi a chi ha governato, perchè "la gente di sinistra" non "ambisce" ad un posto da spettatore: lo subisce.

      Gli unici che possono occupare ruoli o posti diversi purtroppo sono i gerarchi di partito e i cosiddetti rappresentanti nelle istrituzioni.

       

      "La gente di sinistra" poi, non ha grandi ripensamenti da fare: ce n’è uno solo e credo che lo abbiano già fatto quasi tutti. Chi non lo ha ancora fatto è proprio irrecuperabile.

       

      "La gente di sinistra" ha sbagliato clamorosamente a fidarsi dei suoi rappresentanti storici che la ha sistematicamente ingannata a livello informativo e con i programmi ufficiali, in cui non sono mai comparsi i nazareni con berlusconi, gli inciuci con verdini, le cooptazioni e le alleanze con corrotti ricattabili e mafiosi condannati, gli indulti e gli svuotacarceri, le prescrizioni superfacili, le intercettazioni superdifficili e inconoscibili, gli arresti negati dei parlamentari delinquenti, la sistematica promozione di capi di polizia e cc torturatori o altrimenti compromessi, il lucro sui tanti migranti irregolari e la scomparsa di quelli regolari, la precarietà del lavoro, il jobs act, l’aumento delle tasse e delle tariffe, gli esodati, il furto sui contributi di chi poi non avrà pensioni decenti, gli indecenti vitalizi dei parlamentari, il tracollo dei servizi di sicurezza e dell’assistenza sanitaria, lo stravolgimento della Costituzione, le leggi elettorali incostituzionali, pasticciate e che negano i basilari diritti costituzionali di sovranità popolare.

       

      C’è una sola attenuante a questo sbaglio clamoroso della gente di sinistra: le gravi ed evidenti carenze delle alternative.

      Però con le ultime elezioni, malgrado la pessima legge elettorale che ha impedito le scelte dentro i partiti, si è intrapresa la strada virtuosa del "chi ti inganna paga" che dovrebbe essere il giusto incentivo a costruire vere alternative a chi governa.

       

      La storica gestione del potere in Italia ha fatto sì che non esista una buona, valida e onesta classe dirigente di ricambio nè una sana organizzazione partitica.  In attesa che si formino, accontentiamoci di liberarci dei peggiori governanti di tutto il mondo civile e rallegriamoci che i nostri non sono riusciti ad insediarsi così bene come hanno fatto Putin, Erdogan, Al Sisi, Xi Jinping, che se no ce li dovevamo sorbire  all’infinito.

       

      ciao,

      Geri

       

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.92) 21 marzo 14:47

    Ciao Geri, forse hai ragione non si poteva capire. Ma io credo che queste elezioni - mi sembra di averlo anche scritto ultimamente - non ha fatto piazza pulita solo della terza via renziana, ma di tutta la sinistra in cui comprendo, a differenza di molti, anche il PD; non per la sua più recente prassi politica ma perché lì dentro c’è gente di sinistra, eccome se c’è. Debacle di LeU e flop clamoroso, e clamorosamente smentito dagli interessati (pessima abitudine negare la realtà) anche di PaP. Quindi è tutta la gente di sinistra - intellettuali, politici, studiosi, militanti, simpatizzanti... - che è chiamata a riflettere e ripensare (quindi anche "ambire" non più solo "subìre") non tanto sulle truffe politiche di cui è stata vittima in parte anche consenziente, quanto (per me ben più interessante) sul concetto stesso di sinistra, su quali siano i valori di sinistra e quale possibilità hanno questi valori di confrontarsi, dialettizzandosi, con la realtà attuale che è quella, ineluttabile ad oggi, della globalizzazione neoliberista.

    Fermo restando - e questo sarebbe demenziale dimenticarselo - che l’attacco più forte al liberalismo oggi non viene da sinistra ma dall’estrema destra nazionalista e sovranista (e anche xenofoba, misogina, omofobica, islamofoba, antisemita e chi più ne ha più ne metta). E che quindi la difesa del liberalismo e del progetto europeo è, per me, il primo tassativo passo per poter un giorno, chissà, sperare di poterlo trasformare in una socialdemocrazia evoluta. Credo che allearsi - anche involontariamente - con le destre sovraniste perché sono anch’esse antiglobaliste e anticapitaliste sia quanto di peggio una sinistra possa fare. Sarebbe come allearsi con Hitler per odio all’America fordista. Non è per amore spassionato dell’Occidente così com’è, ma perché se qui almeno il diritto di critica è salvo, là - in quegli spazi neri in cui oggi spadroneggiano i Putin, gli Erdogan e quant’altro - non è salvo nemmeno quello.

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