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Libero Mercato è un sito specializzato in politica, economia e finanza.
Diretto da Elia Banelli, giornalista pubblicista e Financial Advisor di Allianz Bank.
 

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Ultimi commenti

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    di Libero Mercato (xxx.xxx.xxx.118) 23 aprile 17:20
    Libero Mercato

    Nella parte finale dell’articolo si parla proprio dell’appello mancato, relativo alla riduzione della spesa pubblica improduttiva. 

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    di Libero Mercato (xxx.xxx.xxx.235) 20 marzo 17:25
    Libero Mercato

    Vorrei sottolineare che il seguente articolo è tratto da un comunicato dell’associazione "Radici per il Futuro Calabria"

  • 0 vote
    di Libero Mercato (xxx.xxx.xxx.235) 23 febbraio 16:33
    Libero Mercato

    E’ evidente che chi scrive l’articolo non ha minimamente coscienza della situazione politica, economica e finanziaria che stiamo vivendo. Si ripetono i soliti slogan triti e ritriti, le posizioni basate non su dati concreti, indicatori statistici, o semplicemente "I fatti" ma unicamente su preconcetti ideologici. Quanta ignoranza spacciata per sapienza!!!

    Ma perchè non parlate solo di quello che sapete? 
  • 0 vote
    di Libero Mercato (xxx.xxx.xxx.235) 9 febbraio 17:56
    Libero Mercato

    Dovrebbe leggere anche la "seconda parte" che riguarderebbe interventi più strutturali e di sistema. C’è molto da fare in Italia sul terreno delle liberalizzazioni e nessuno ha detto che toccare alcune categorie più protette di altre "salverebbe l’Italia..." come lei ha scritto, ma abbiamo sottolineato la loro utilità, se non altro perchè sarebbe preferibile apportare piccole modifiche piuttosto che lasciare tutto com’è (ha mai provato a prendere un taxi alla stazione Termini di Roma?). 

    In secondo luogo, siamo perfettamente d’accordo sul fatto che bisogna snellire l’apparato statale, rimuovere le inefficienze, ridurre gli sprechi, combattere la burocrazia, liberare risorse produttive, rendere più efficiente e rapido il sistema giudiziario, eliminare la corruzione, ecc... 
    Non mi sembra che il governo Monti stia completamente ignorando queste tematiche... 

  • 1 vote
    di Libero Mercato (xxx.xxx.xxx.235) 27 ottobre 2011 11:39
    Libero Mercato

    L’articolo è falso e pretestuoso. Addirittura si sostiene la tesi che innalzando di due anni l’età pensionabile si rischia un aumento della mortalità degli ultrasessantacinquenni. Ma che modo è di affrontare il dibattito??? 

    1) Dall’aumento sono escluse le categorie dei lavori così detti "usuranti". 
    2) L’Italia è attualmente uno dei paesi con la migliore qualità della vita nel mondo, con una larga fascia di popolazione di over 65 in buona salute ed addirittura di over 80 con ancora discrete aspettative di vita (Fonti Istat).
    3) La scarsa natalità e la precarietà del lavoro stanno gradualmente invecchiando la popolazione italiana. Sempre secondo l’Istat, se nel 1960 la quota di over 65 era il 14% della popolazione, oggi siamo oltre il 30% ed arriveremo al 2050 con un rapporto 50-50. Questo significa che lo Stato deve mettere mano al portafoglio per mantenere un esercito di pensionati, e la spesa sanitaria in rapporto al Pil aumenterà di almeno 2 punti percentuali (si parla di miliardi di euro, ndr). 
    4) Oggi con il nuovo metodo contributivo di calcolo della pensione, varato con la riforma Dini del 1995, la maggior parte dei giovani lavoratori o di coloro che non abbiano maturato almeno 18 anni di contributi prima del 95 rischiano realmente di trovarsi con pensioni da fame, in media del 30-40% in rapporto all’ultimo stipendio (per i dipendenti pubblici) e meno del 20% per i privati. Lo stesso direttore dell’Inps Mastropasqua mesi fa denunciò le enormi difficoltà dell’Inps per elargire le future pensioni.
    4) L’articolo è ridicolo, perchè la riforma non obbliga chi è già in pensione a tornare a lavorare (???) ma si applica su chi è adesso al lavoro e al massimo allarga le finestre di mobilità di un anno e mezzo. 
    5) Pensare che aumentare di due anni l’età pensionabile sia uno stillicidio, significa non aver compreso affatto il problema, e continuare a difendere uno status quo che ha visto per decenni elargire baby pensioni e assegni in proporzione all’80-90% del proprio reddito.
    Soprattutto restano fuori dalle preoccupazioni dell’autore dell’articolo i milioni di precari e lavoratori dipendenti che avranno notevoli difficoltà nei prossimi decenni a percepire una pensione dignitosa. Spero che almeno lo stesso autore non sia così giovane, altrimenti si dà convinto la zappa sui piedi. 
    6) Aumentare di appena due anni l’età pensionabile, come ci chiede l’Europa e avviene già in molti paesi, è il minimo che si possa fare. Un patto sociale indispensabile per evitare che un esercito di pensionati debba essere mantenuto da un esercito di precari che non avranno mai lo stesso trattamento in futuro. 

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