Se "ha più senso" astenersi dal voto per far fallire il quorum tanto varrebbe cambiare la Legge e decidere che per l’abrogazione basta una raccolta di firme pari al 50% +1 degli elettori. Almeno i costi (tanti) sarebbero a carico dei promotori.
Attenti a Riflessi e Riflessioni calibrate su soggetti sensibili alla fascinazione mediatica ...
Nel 2008, con la Legge “porcellum”, il consenso del 36% (17 milioni) degli elettori fruttò a Berlusconi una maggioranza di 340 deputati alla Camera. Su questa base Berlusconi ha sempre ribadito di rappresentare la volontà e le aspettative della maggioranza dei cittadini. Da ormai 6 mesi la cosiddetta “terza gamba” difende alla Camera la “quota 314” di una maggioranza “purchessia” votata al “tutto tranne elezioni”.
Con il “si” ai referendum il 53% (oltre 25 mln) degli elettori ha respinto ben 4 decisioni governative in tema di gestione di bene primario, futuro del sistema energetico ed inderogabilità dell’uguaglianza giuridica. Così si è espressa la “sovranità popolare”.
In democrazia la legittimazione non è la “disponibilità” di una casta di Primi Super Cives attenta a privilegi ed interessi …
Tremonti “ha le idee chiare” e ci chiede di “trovargli 80 miliardi” per fare una “vera” riforma fiscale. Con 80 miliardi si può riequilibrare il bilancio e destinare i restanti 40 ad interventi concreti e “apprezzabili” da famiglie ed imprese. Dove cercare? L’evasione fiscale, la corruzione e gli sprechi della spesa pubblica valgono circa 290 miliardi di euro l’anno. Le “grandi ricchezze” e le “transazioni” da speculazione finanziaria sono serbatoi in grado di dare un gettito di almeno 20 miliardi l’anno.
Tremonti afferma anche che “tenere i conti in ordine non è ragioneria”. A cosa son serviti i 235 miliardi di crescita del Debito accumulati dal 2008?
Dal 2008 il Debito pubblico è cresciuto di 235 miliardi. Nel 2010 sono scattati tagli per 24 miliardi. A luglio vedremo una manovra “correttiva” da 3-5 miliardi. Per riequilibrare il bilancio ci vorrà un’ulteriore cura da 40 miliardi.
Da mesi Tremonti ripete che “sono i numeri a dettare la politica” e che “non c’è più un soldo per nessuno”. Berlusconi promette di nuovo la riforma fiscale? Ecco allora spuntare la riduzione dell’aliquota Irpef dal 23 al 20%. Sono 450 euro l’anno di tasse in meno da pagare. Insieme però spunta anche l’aumento dell’IVA su beni e servizi (alimentari, elettricità, gas, trasporti, ecc.). Per una famiglia “media” si prospettano così aumenti di spesa sui 200 euro l’anno. Non basta. Tremonti dichiara altresì di voler “riordinare” (snellire) il capitolo agevolazioni e detrazioni fiscali. Aumenterà la quota di reddito imponibile.
Cosa resta del beneficio “atteso” dalla promessa riduzione delle tasse? Poco o niente. E’ come quella Tagliola Tributaria che corrode il potere d’acquisto di dipendenti e pensionati …
Se sul referendum per il nucleare non si raggiunge il quorum o vince il NO tra 12 mesi il governo potrà mettere la prima pietra di una centrale. Se vince il SI dovranno passare 5 anni prima che un nuovo governo possa riproporre il tema.
Questo prevede la Legge sui referendum. Attenti a Riflessi e Riflessioni calibrate su soggetti sensibili all’imprinting mediatico ...