Di iulbrinner(---.---.---.251)26 giugno 2011 19:37
<<...dubito fortemente che sia una " libera scelta soggettiva " , propendo invece per un condizionamento esterno che spesso matura nei primissimi anni di vita e che determina un deficit evolutivo della identità sessuale.Per questo l’ho definito un disturbo della personalità . Poi chiamiamolo pure " gender",volendolo identificare come un termine di genere sessuale.>>
Messa in questi termini, allora l’omosessualità andrebbe considerata uno stato patologico.
Non che non mi trovi in qualche modo d’accordo - credo che in larga misura, anche se non sempre, sia così - ma non mi ero spinto a tanto.
Cercavo solo di evidenziare come un certo tipo di atteggiamento ideologico sia arrivato a negare l’esistenza di determinanti biologiche nell’identità personale.
Le finalità, insomma, sono politiche prima ancora che scientifiche.
"In natura ,salvo i casi clinicamente conclamati di ibridi sessuali, si nasce certamente maschi o femmine . E’ tuttavia vero che ciò non significa necessariamente diventare uomini o donne ."
Questo passaggio è, obiettivamente, una contorsione semantica di difficile comprensione.
Ma, a parte questo, il problema non sono i singoli - dr. Money o famiglia canadese o tizio o caio o sempronio - bensì la cultura di supporto che legittima questi atteggiamenti rendendoli possibili agli occhi di molti: ossia, l’ideologia del "gender", secondo la quale l’identità sessuale di un individuo non avrebbe radici biologiche ma sarebbe il risultato di una libera scelta soggettiva.
Tutte queste belle cose non devi venire a raccontarle a me.
Dovresti, nel caso, andarle a raccontare a Caterina Soffici, magari dopo avere letto il suo sermone vittimistico anti-maschile (ed averlo anche capito...).
Quanto ai "saldi attivi di prepotenze", ritengo che chiunque giustifichi sé stesso/a attraverso i presunti torti subiti dalla bisnonna o dalla trisavola vada solo alla ricerca di comodi alibi per non osservare il presente.
Con questo sistema di legittimazione fondato sulla memoria saremmo tutti capaci di rivendicare qualcosa nei confronti di qualcuno.