da rainews24
Roma, 14-07-2013
"Continuavano a gridarmi in italiano.
Non capivo esattamente cosa dicessero. L’unica cosa che ho
potuto distinguere in questa serie di offese fu ’Puttana
russa’". E’ quanto scrive Alma Shalabayeva in un memoriale pubblicato dal Financial Times in cui racconta cosa accadde la
notte in cui fu ordinato il blitz nella villa di Casal Palocco nella notte tra il 28 e il 29 di maggio.
"Avevo una sola sensazione in quel
momento: erano venuti ad ucciderci senza un processo,
un’indagine, senza che nessuno lo avrebbe mai saputo".
"A un certo punto hanno portato Bolat
(il cognato, ndr) nella stanza. Aveva un occhio rosso e gonfio,
un labbro rotto, una ferita al naso. Disse che lo avevano
pestato". Così Alma Shalabayeva, moglie di Ablyazov, nel suo
memoriale rilasciato al Ft e nel quale ricorda che nella notte
del blitz nella villetta a Casal Palocco era - oltre che con
Alua - con la sorella, suo marito e la loro figlia.