Caso Abderrahim Fakir: alcune domande sulla manifestazione del 20 luglio a Bologna
Sembra strano che spesso e volentieri in questo Paese, ogni volta che viene indetta una manifestazione pacifica da parte delle forze di Sinistra, questa finisca per degenerare in disordini e scontri con le forze dell'ordine.
Mentre questi avvenivano per l'ennesima volta anche nel corso dell'ultima manifestazione indetta dal Sindaco della città delle due torri come reazione della società civile in seguito alla morte di un pregiudicato marocchino nel quartiere del Pilastro durante un intervento di due poliziotti e quattro operatori sanitari, ho sentito il Segretario Generale del COISP, Domenico Pianese, in diretta su Rete 4, ospite del programma "Zona Bianca", affermare (intervento integrale disponibile sul seguente link di Fb: https://www.facebook.com/watch/?v=2...) che i facinorosi che stavano aggredendo i celerini e devastando il centro di Bologna erano tutti noti alla questura in quanto denunciati più volte per reati analoghi.
Nessuno in studio ha reagito nei confronti di tale affermazione che ritengo molto grave e chiarisco subito perché.
Se la questura di Bologna era a conoscenza delle identità di quei personaggi perché non ha emesso un Daspo o adottato delle misure restrittive preventive per evitare che potessero partecipare alla manifestazione facendola degenerare in quel modo?
Perché non ha impedito sul nascere lo svolgimento di quella manifestazione per motivi fondati di sicurezza o non ha proposto un percorso alternativo e maggiormente controllabile rispetto a quello che è stato adottato?
Perché non si è ricorso a misure preventive concrete da parte della questura per mettere effettivamente in sicurezza la zona in cui si è svolta la manifestazione?
Sono tutte iniziative che incombevano esclusivamente alla questura e non certo al Primo Cittadino di Bologna che non può essere assolutamente imputato per la piega disastrosa che ha preso quell'evento.
Questo aspetto fondamentale relativo alle responsabilità della questura non è stato minimamente affrontato non soltanto in quella trasmissione ma anche dall'insieme del Mainstream che ha toccato lo stesso tema nei giorni successivi.
Risultato?
Per l'ennesima volta una manifestazione pacifica e civile è stata denigrata da un pugno di esaltati ben noti alle forze dell'ordine e mai allontanati preventivamente, tanto che il giorno stesso e in quelli successivi si è finito col parlare quasi soltanto dei 56 feriti fra i celerini, dei danni provocati nel Centro di Bologna e col dare colpe e responsabilità inesistenti a coloro che volevano soltanto dare voce allo strazio dei cari di una persona che ha perso la vita dopo l'intervento di un paio di agenti della Polizia di Stato (le cui responsabilità verranno esclusivamente appurate dagli inquirenti e poi dalla magistratura).
E anche se quest'ultimo era un pregiudicato, si sta parlando di una persona, non di un "cencio" da far passare in secondo piano dopo una manifestazione le cui sorti negative si sarebbero potute benissimo evitare.
Bastava volerlo.
E dai fatti sembra che questa volontà non ci sia proprio stata.
Come in tanti altri casi analoghi del passato e come altri che sicuramente si ripeteranno in futuro.
Col solito ritornello del problema della sicurezza da parte della Destra che guarda caso è al governo da ben quattro anni e che da allora è peggiorato dovunque nel Paese.
Prof. Ivan Rettore
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