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Giorgio Zintu

Giorgio Zintu

Oltre trent'anni di lavoro nell'editoria specializzata, dalla redazione alla ricerca e documentazione, alla comunicazione, al marketing e alla formazione. Mi occupo di ambiente, salute e volontariato culturale.
Socio FIMA - Federazione Italiana dei Media Ambientali.
“Voi che siete una nuova generazione guardate ai fatti, leggete, informatevi, non prendete per garantito niente.
Non credete a niente di quel che vi viene raccontato, fatevi la vostra verità, una in cui potete credere ed a cui potrete dedicare la vostra vita. (…)
La verità è una grande cosa forse irraggiungibile, ma fatene la vostra meta nella vita, cercatela la verità, cercate anche quella dentro di voi; chi siete, cosa volete fare qui, che cosa ci siete a fare nel mondo.
Ponetevi questi problemi e la vita diventerà meravigliosa!”

(Tiziano Terzani agli studenti 2002)

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  • Primo articolo giovedì 07 Luglio 2011
  • Moderatore da lunedì 07 Luglio 2011
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Ultimi commenti

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.119) 10 ottobre 2011 18:11
    Giorgio Zintu

    Non sarà la precisione la dote principale degli italiani, ma 24 dopo il tilt, un termine che mi ricorda più i flipper che i server, l’avventura on line del famoso questionario si è conclusa bene.
    E posso smentire chi afferma che si fa prima a compilare il Foglio a penna che con Internet.
    Alla fine c’è anche la ricevuta da stampare e si può salvare in pdf il Foglio compilato.
    Adesso sorge spontanea la domanda: sarà finita qui oppure fra qualche tempo verrà a cercarmi qualcuno dicendo che si sono persi il questionario?
    Alla prossima puntata, ma speriamo di no!

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.119) 10 ottobre 2011 16:59
    Giorgio Zintu

    Devo dire la verità: ero più ottimista perché convinto che un ente come l’Istat, che avrebbe dovuto sapere quante connessioni internet sono attive nelle famiglie avrebbe anche potuto simulare i picchi. Poi è accaduto che il 9 fosse domenica, quindi molti di coloro che si trovavano a casa hanno tentato di liberarsi in una volta sola del problema.
    Vai a capire che all’Istat non avessero pensato a queste situazioni elementari.
    Poi avrebbero anche potuto scaglionare gli accessi per aree regionali nel corso dei giorni.
    Naturalmente, niente di tutto questo.

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.119) 6 ottobre 2011 14:37
    Giorgio Zintu

    In un articolo che si occupa del perché chi ci si indigna poco o nulla non è affatto facile capire perché. Il problema quindi rimane e magari un sociologo potrebbe tentare un’analisi più scientifica.
    C’è però un punto che merita un ulteriore approfondimento e cioè che "dopo un’ultima vampata negli anni sessanta, il nostro paese è imploso".
    In realtà gli anni sessanta, che finiscono con la marcia dei quarantamila, nel 1980, sono stati definiti molto correttamente in un libro di Tano D’Amico dal titolo significativo "Gli anni ribelli" .
    Gli anni settanta rappresentano una coda dei sessanta e non sono stati poi così tranquilli. Il reflusso c’è stato dopo, negli anni ottanta. Sono questi anni all’insegna del rampantismo e della corruzione, dei consumi crescenti, dell’edonismo., un’ubriacatura collettiva. Gli anni della Milano da bere. Ed è qui che paradossalmente inizia la parabola discendente dell’Italia, con gli italiani sempre più incapaci di trovare strade nuove, di comprendere come il rapido cambiamento dei valori di riferimento tracciava un solco preciso con il passato e che i poteri dello stato presentavano conflitti gravi al loro interno. La discesa delle coscienze e della consapevolezza non si è arrestata. Gli italiani non hanno ancora raggiunto il punto più basso da dove ritrovare la spinta propulsiva, perché il problema è qui, dentro di noi.

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.87) 2 ottobre 2011 13:39
    Giorgio Zintu

    Sono d’accordo che questo referendum risolve poco, ma, rispetto a quello Passigli, offre minori "perplessità" a livello di Corte Costituzionale. Il problema è purtroppo degli anni novanta quando fu scelto un maggioritario. Tradotto in italiano quel maggioritario non è servito né a garantire rappresentatività né stabilità né ad evitare il proliferare di partitini di peronaggi più che di valori.
    Questo referendum molto probabilmente non si farà perché qualcuno arriverà prima con elezioni o, peggio, con qualche accordo sottobanco.
    Comunque, non sarei così sicuro che i promotori di questo referendum volessero affondare intenzionalmente l’altro, quanto schierarsi per il sistema maggioritario che non vedo come tuteli gli stessi promotori.
    Poi che ci siano anche ritorni economici non è una novità.
    Alla fine della fiera, il tipo di sistema elettorale è fondamentale per l’organizzazione stessa del paese e spero che ci siano persone oneste in grado di non consentire a qualche riccone di investire soldi per essere facilmente eletto alla faccia di chi, pur rispettabile, non ha soldi per farlo. Ma ci sarà qualcuno...?

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.87) 28 settembre 2011 10:22
    Giorgio Zintu

    Abolire questa legge è importante, ma è su come cambiarla che non si vede la luce. Si tratta di verificare ancora quale tipo di legge elettrorale è in grado di assicurare rappresentanza agli interessi degli italiani. E qui si ritorna al dilemma di sistema maggioritario o sistema proporzionale. A mio parere il sistema maggioritario all’italiana assicura solo i vertici dei partiti e non ha prodotto una stabilità del quadro politico. Il solo risultato è che ha consegnato il paese nelle mani di chi ha investito di più, capace di acquistare deputati o senatori con maggiore facilità che nel mercato calcistico. Per non parlare di latro.


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