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 Home page > Tribuna Libera > Virginia Raggi parte male e il PD - complice - tace

Virginia Raggi parte male e il PD - complice - tace

Diciamoci la verità: l’inesperienza dei 5 Stelle nelle amministrazioni locali non è certo una novità e potrebbe essere addirittura perdonabile se applicassero l’ABC della sana gestione politica dei Comuni. Pertanto appare assurdo che nessuno nel MoVimento 5 Stelle si sia posto il problema di pensare ai nomi della Giunta romana prima dell’elezione di Virginia Raggi, data anche la certezza della vittoria. Tanto più che anche i peggiori partiti che dicono di voler combattere ci hanno pensato e – stranamente – hanno mantenuto la promessa. Ciò che mette rabbia è soprattutto la presa in giro nei confronti dei cittadini, avendo il sindaco Raggi utilizzato come scusa che metà dei componenti della Giunta non volevano rivelarsi “per privacy”. Qualcuno ha spiegato a Lei e ai futuri assessori che – da che mondo è mondo – gli assessori sono cariche pubbliche pagate dai cittadini e che pertanto DEVONO metterci la faccia? O pensavano di governare da casa tramite nickname? Sarebbe questa la trasparenza del MoVimento?

Il resto è storia: dopo la vittoria elettorale, scontri interni sulla base di presunti dossier, minacce, nomine mancate, tra cui quella dell’ex alemanniano Marra, finché è dovuto arrivare Beppe Grillo in persona a sistemare il caos. Ma per quanto tempo?

E’ inutile nascondersi dietro a un dito: Virginia Raggi è partita molto male. Avrebbe dovuto smentire le malelingue, mostrandosi decisa ed indipendente e così non è stato, lasciando intendere ancora una volta di essere troppo succube di Grillo e Di Maio (ricordate la frase “Se Grillo chiedesse, mi dimetterei”). L’impressione è che la scelta del candidato sia caduta sulla Raggi in quanto più “malleabile” degli altri. In questo senso, ha sbagliato De Luca ad appellarla in maniera sessista come “bambolina”. Sarebbe stato più corretto il termine “marionetta”, così come Renzi è la marionetta di Berlusconi e Vendola era la marionetta dell’Ilva.

La stessa visita al Papa è stato un gesto troppo democristiano o “alla Marino” per essere definito come innovativo. Anche perché, invece che mostrare i video dei problemi della periferia a Papa Francesco, forse sarebbe ora che la Raggi pensi a come risolverli, essendo sua competenza…

Ma quello che lascia perplessi è il silenzio complice delle opposizioni, che a questo punto dovrebbero cominciare a chiedere le dimissioni della Raggi. E invece Giorgia Meloni tace, evidentemente perché dopo il rientro dei Marò non sa più di cosa parlare. Ma soprattutto lascia di stucco il PD, il quale dopo aver fatto di tutto per far dimettere Ignazio Marino, non dice una parola su Virginia Raggi, sulla cui elezione ha peraltro pesanti colpe. Perché, ad esempio, il PD ha puntato sullo sfavoritissimo Giachetti? E perché adesso tace sulla Raggi? A questo punto sorge un dubbio legittimo: vuoi vedere che ci sia dietro un inciucio nascosto tra PD e 5 Stelle? Mi costa ammetterlo, ma per una volta forse Paola Taverna, quando parlò del famoso “complotto per far vincere il Movimento 5 Stelle” aveva detto qualcosa di esatto.

Commenti all'articolo

  • Di bobo (---.---.---.52) 7 luglio 2016 11:40

    Quando si scrive un articolo si dovrebbe almeno tentare di essere lucidi. Se è vero che Raggi sulla giunta non ha detto tutta la verità durante la campagna elettorale è intollerabile che un giornalista invece di raccontare i fatti si metta a dar consigli.


    Raggi avrebbe dovuto, se avesse fatto... per arrivare a "La stessa visita al Papa è stato un gesto troppo democristiano o “alla Marino” per essere definito come innovativo".

    Sa il fenomeno che ha redatto l’articolo che il sindaco di Roma è una figura istituzionale e che come tale ha il ’dovere’, non il ’piacere’ di andare in Vaticano per farsi conoscere dal Papa? E cos’è ’poco democristiano’ visto che abbiamo scoperto come a quasi venti anni dalla scomparsa della Dc esiste il ’troppo democristiano’? 

    Un consiglio al redattore: con tutto il bisogno che c’è di braccia in agricoltura perchè dedicarsi al giornalismo?

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