Occhiuto si dimette: maturità, questa sconosciuta
Il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha deciso di dimettersi e poi ricandidarsi alle elezioni regionali che si terranno a ottobre. Tutto questo perché è stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di corruzione nell'ambito di un'inchiesta sul "cerchio magico". "A decidere saranno i cittadini, non i tribunali".
Basterebbe questa frase per capire che il presidente non ha per nulla a cuore i cittadini calabresi.
Intendiamoci, io sono garantista e chiunque è innocente fino a prova contraria. Non auguro a nessuno di essere indagato, men che mai condannato... a meno che non sia davvero colpevole, si intende.
Tuttavia quella frase di Occhiuto serve solo a mettere benzina sul fuoco, creare confusione e fomentare il populismo più becero. Dimenticando peraltro un piccolo particolare: non sarà certo una possibile rielezione ad assolvere eventuali colpe giudiziarie di un presidente di regione, il quale si dovrà comunque dimettere in caso di eventuale condanna. Per informazioni, chiedere a un certo Totò Cuffaro che dovette dimettersi subito dopo la sua rielezione, per poi andare in carcere qualche anno dopo.
Ma soprattutto questo modo di fare implica anche un senso di superiorità ingiustificato della politica nei confronti dei cittadini. Trovate voi qualsiasi altro cittadino che, dopo aver ricevuto un avviso di garanzia, può permettersi il lusso di dimettersi e ricandidarsi.
Ma soprattutto dimentica un particolare: con le sue dimissioni, la regione Calabria sarà senza guida per due mesi in un momento delicatissimo per quel che riguarda sanità, trasporti e rifiuti. Avendo vissuto 8 anni lì so bene di cosa parlo.
Secondo il ragionamento di Occhiuto, allora anche qualsiasi medico che lavora in Calabria dovrebbe dimettersi ogni qualvolta riceve un avviso di garanzia (spolier: archiviato poi nel 99% dei casi), per poi ritornare a lavorare anni dopo, allorquando riceverà la comunicazione di avvenuta archiviazione. Giusto per svuotare ulteriormente gli ospedali calabresi, da cui scappa buona parte del personale sanitario. È vero, buona parte di esso scappa proprio per questo motivo: a causa delle varie carenze, il paziente riesce a prendersela solo col personale denunciandolo, peraltro senza concludere nulla. Tuttavia, la maggior parte dello stesso personale resta e combatte sul campo nonostante tale rischio.
Occhiuto invece no. Invece di difendersi in tribunale e dimostrare la propria innocenza (cosa che farebbe qualsiasi comune cittadino) preferisce fare come il bambino che si porta a casa il pallone quando sta perdendo la partita.
Egregio ex presidente, un conto è essere garantisti, un altro è essere immaturi.
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