Lettera di un pendolare siciliano a Salvini
Egregio ministro Salvini, il sottoscritto è un lavoratore pendolare che viaggia tutti i giorni con i mezzi pubblici (treni in particolare) per raggiungere l'ospedale.

Anche io nella giornata dello sciopero del 3 ottobre ho avuto degli inevitabili disagi per raggiungere l'ospedale, tuttavia non per questo non posso non ammettere che le ragioni di tale sciopero sono sacrosante. E che semmai ciò che stride è che debbano essere i cittadini e i lavoratori a catalizzare l'attenzione sul genocidio di Gaza, nel silenzio di voi politici.
Ma non voglio soffermarmi troppo su quest'ultima vicenda in particolare, perchè preferisco focalizzarmi su un altro punto.
Ciò che trovo irritante non è tanto la sua posizione su Gaza, ma - lo dico da lavoratore pendolare - il fatto che si ricordi di noi cittadini e del nostro disagio per quel che concerne i trasporti pubblici solo ed esclusivamente in quei 2 (o poco più) giorni l'anno in cui viene indetto uno sciopero. Come se invece i restanti 363 giorni (o poco meno) invece funzionasse tutto alla perfezione.
La riporto alla realtà, egregio ministro. Proprio nella giornata odierna coincisa con lo sciopero del 3 ottobre, il treno garantito è partito regolarmente da Messina per raggiungere la costa ionica. In atto, tale tratto subisce frequenti rallentamenti a causa della mancanza di una doppia linea per lunghi tratti, addirittura all'interno delle stazioni minori. Si pensava pertanto che, passando meno treni, almeno oggi questo problema fosse attenuato. Invece è stato persino peggio (90 minuti di ritardo!) e la causa non è lo sciopero, bensì l'ennesimo guasto alla linea. Guasti a cui noi ci stiamo purtroppo abituando, peraltro in un tratto frequentato da centinaia di turisti.
Da tempo i lavoratori Rfi (gli stessi che lei vorrebbe precettare, vessare e quant'altro) denunciavano che la manutenzione spesso viene effettuata da apprendisti. Strano che proprio lei, in quanto ministro, non sappia che gli stessi sindacati avevano denunciato agli ispettori la mancanza di qualifica dei coordinatori e la mancanza di 1 capotecnico su 4.
Glielo ricordo io, egregio ministro, perchè non tutti viaggiano con l'auto blu come lei.
Per farla breve: il problema non è il disservizio nel singolo giorno di sciopero (che è fisiologico), bensì i disservizi continui che si susseguono in tutti gli altri giorni. E dovrebbe essere suo compito cercare quantomeno di attenuarli.
Forse gli scioperandi non riusciranno a fermare il genocidio a Gaza, ma hanno comunque già compiuto un miracolo: far ricordare a Salvini che dovrebbe occuparsi dei trasporti. In pratica, ci vorrebbe uno sciopero di 365 giorni l'anno.
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