Vincenzo Manna, avellinese, ha esordito tempo fa col volumetto Inopportunamente (Ex libris, Collana UPUPA), a cui sono seguite tante altre pubblicazioni, fino al libro Il giorno dei taralli (Elison Publishing Editore, 2024). È stato redattore per siti e riviste, blogger, occupandosi spesso di politica e cultura, al punto di essere definito un "influencer".
Concordo in pieno! Fui vittima anch’io di un diffamatorio e imbarazzante caso di cyberbullismo della mezza età e il fatto che il fenomeno possa riguardare persone adulte come Brigitte Macron è indice di una regressione sociale a livello primitivo e infantile. Urge davvero una regolamentazione.
Speriamo ottimisticamente che sarà così: un’ibridazione fra AI e discrezionalità umana; se questo darà maggior spazio alle nuove voci letterarie, non è il caso di essere luddisti ma, appunto, di ripensarsi come sostiene lei.
Bel post! Fra l’altro anche curare di più l’Italia non sarebbe male; magari con robuste iniezioni di stato sociale in luogo della retorica volontaristica che va per la maggiore... No?
Fra l’altro, dall’excursus storico-normativo, emerge che anche da noi andrebbe efficientata la rivoluzione borghese; un’ammissione implicita nella convocazione degli Stati Generali a Villa Phampili dell’anno scorso... O no?