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 Home page > Attualità > Europa > Un milione di firme per un’informazione libera

Un milione di firme per un’informazione libera

 

In Italia, da qualche mese, è nato il Comitato per l’Iniziativa europea per il pluralismo dei media. Il Comitato è parte attiva di un'organizzazione europea e transnazionale che attraverso un nuovo strumento di democrazia diretta, l’Ice (iniziativa dei cittadini europei) vuole sottoporre alle istituzioni europee una questione fondamentale per qualunque paese che si voglia definire civile, il pluralismo dei media.

Come si legge dal sito dell’Unione europea: “Il diritto d'iniziativa dei cittadini europei consente a un milione di cittadini europei di prendere direttamente parte all'elaborazione delle politiche dell'UE, invitando la Commissione europea a presentare una proposta legislativa”.

Il pluralismo dei media è quel principio che garantisce la libertà d’espressione e la qualità dell’informazione dei cittadini. La carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea al primo comma all’articolo 11 recita:

“Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera”.

Al secondo comma perentoriamente aggiunge: “La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati”.

Anche la costituzione italiana ribadisce con forza l’importanza e la tutela della libertà d’informazione e d’espressione nel nostro paese all’articolo 21.

Ma come spesso accade c’è un profondo divario tra i buoni propositi del legislatore e la realtà dei fatti. Ed è questo deficit di democrazia dell’informazione che ha spinto operatori del mondo della comunicazione e cittadini a battersi per la tutela del diritto dei primi ad informare e dei secondi ad essere informati.

In Italia hanno aderito a questa campagna diversi operatori del settore come: Tana de Zulueta, che è anche la portavoce del comitato italiano, Roberto Natale, Claudio Sardo direttore de L’Unità e tanti altri altrettanto attenti al tema. Inoltre la campagna ha avuto l’endorsement del segretario generale della CGIL Susanna Camusso e dell’On. Andrea Cozzolino, questi solo alcuni dei nomi dei tanti che vivono con preoccupazione la difficile situazione dei media italiani.

A livello europeo uno dei primi firmatari è stato proprio Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo e in Inghilterra il testimonial è l’attore Hugh Grant, perché anche nella civilissima Inghilterra esiste un problema di conflitto d’interesse, basti pensare all’affaire Murdoch.

Tornando in Italia tante associazioni hanno preso parte attiva ai lavori del comitato:

Articolo 21, che difende proprio l’articolo su citato, daSud associazione del Mezzogiorno per il Mezzogiorno, la Federazione nazionale della stampa italiana, IRPI un’associazione di giornalisti investigativi con base in Italia ma che opera nel mondo, MoveOn organizzazione che vuole rafforzare la partecipazione attiva alla vita democratica, Caffè news, webmagazine indipendente, ARCI, Fondazione Di Vittorio, la Società Pannunzio, Libertà e Giustizia, associazione per il rinnovamento della politica e le new entry: il premio Morrione, il Movimento per la difesa del cittadino, Youthpress e Radio Articolo 1.

Tanti altri aiutano il comitato e anzi invitiamo tutte le associazioni interessate a contattarci al seguente indirizzo: [email protected]

Per firmare, invece, ecco il link: http://www.mediainitiative.eu/it/ cliccare su Firma adesso

Commenti all'articolo

  • Di Geri Steve (---.---.---.35) 19 marzo 2013 23:19

    leggo: " Il pluralismo dei media è quel principio che garantisce la libertà d’espressione e la qualità dell’informazione dei cittadini".

    Io non sono affatto d’accordo: il pluralismo è una condizione necessaria, quindi irrinunciabile, per "la libertà d’espressione e la qualità dell’informazione dei cittadini", ma da sola non garantisce proprio niente.

    Che ci siano tante fonti d’informazione NON garantisce affatto che qualcuna, magari soltanto una, sia di qualità.  Il cittadino che ha tante fonti d’informazione, ma tutte tacciono le info sgradevoli al sistema, avrà la sensazione sbagliata di essere bene informato. 

    Il cittadino e/o il giornalista che impatta contro il "muro di gomma" dell’informazione NON avrà alcuna libertà di espressione, anche se il muro è composto di tanti media diversi.

    Capiamoci bene: il pluralismo è importantissimo e va difeso, ma non risolve il problema. L’esempio indiscutibile è dato dalle situazioni in cui il cittadino si trova di fronte a più partiti, magari molti, magari troppi, ma nessuno lo rappresenta. Sto parlando di realtà, non di teorie.

    GeriSteve

    • Di (---.---.---.115) 20 marzo 2013 14:17

      Sono d’accordo con lei.

      Oggi non c’è mai stato più pluralismo nell’informazione, infatti, un utente può scegliere fra un’ampia gamma di fonti che vanno dai media tradizionali, compresi quelli del mainstream, ai blog, e ai siti di citizen journalism come questo. Tuttavia, la pluralità da sola non risolve il problema della qualità dell’informazione.
      Per un’informazione libera e di qualità sono servono degli utenti attenti ed esigenti. Anche su agoravox ci sono articoli di qualità e altri che non sono degli esempi di buon giornalismo. 
      Propongo questo suggerimento: 
      - quando leggete un articolo pretendete dal giornalista citi le fonti dei suoi dati (o delle sue tesi);
      - le suddette fonti devono essere autorevoli (il video della dichiarazione di tizio, la legge che si riferisce all’argomento, ecc.) e non semplicemente altri articoli che riportano le stesse informazioni;
      - siate scettici, e non accettate le opinioni di chicchessia solo perché rispecchiano le vostre o perché sembrano verosimili, perché, per fare un ragionamento che fila basta prendere solo i fatti che ci interessano e ignorare tutto il resto;
      - leggete più articoli che si occupano dello stesso argomento;
      - commentate le notizie, sopratutto quando l’autore dell’articolo non espone i fatti in maniera esaustiva o corretta, perché il vostro commento è a sua volta informazione, e potrebbe essere utile ad un altro utente.

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