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Twitter, le accuse di Amnesty ed Element AI: “Livelli-shock di attacchi online contro le donne”

Dopo la denuncia dello scorso marzo, Amnesty International – questa volta insieme ad Element AI, azienda produttrice di software per l’intelligenza artificiale – torna ad accusare Twitter per i livelli-shock di attacchi online contro le donne.

Grazie a Troll Patrol, un progetto finanziato dal basso che ha coinvolto oltre 6500 volontari di 150 stati nell’analisi di megadati, sono stati presi in rassegna i tweet inviati nel corso del 2017 a 778 donne che svolgono la professione politica o giornalistica nel Regno Unito e negli Usa.

Le esponenti politiche statunitensi e britanniche seguite nello studio provengono da diversi schieramenti. Le giornaliste sono state selezionate da vari organi d’informazione dei due paesi, tra cui The Daily Mail, The New York Times, Guardian, The Sun, GalDem, Pink News e Breitbart.

Ecco i principali risultati.

Le donne nere sono risultate prese di mira in modo sproporzionato, avendo l’84 per cento di probabilità in più di essere, rispetto alle donne bianche, menzionate in tweet offensivi o problematici.

Il 7,1 per cento dei tweet inviati alle donne seguite nello studio sono risultati offensivi o problematici: questa percentuale si traduce in 1.100.000 tweet riferiti a 778 donne in un anno, ossia un tweet ogni 30 secondi.

Le donne di colore (nere, asiatiche, latinoamericane e di origine mista) hanno il 34 per cento in più di probabilità di essere menzionate in tweet offensivi o problematici rispetto alle donne bianche.

Le offese online contro le donne non conoscono frontiere politiche: sono state prese di mira esponenti politiche e giornaliste liberali e conservatrici, di destra e di sinistra.

La conclusione è drastica: Twitter è uno spazio in cui a razzismo, misoginia e omofobia è permesso di proliferare praticamente incontrastati.

Amnesty International chiede da tempo a Twitter di rendere noti i dati sul numero e la natura delle offese pubblicate sulla piattaforma, ma finora non ha ricevuto risposte. Ciò nasconde la dimensione del problema e rende difficile predisporre soluzioni efficaci.

Twitter ha risposto alla ricerca di Troll Patrol chiedendo chiarimenti sulla definizione di “problematico”, “rispetto alla necessità di proteggere la libera espressione e di assicurare che le politiche [dell’azienda] siano chiaramente e rigorosamente definite”.

contenuti offensivi, che peraltro violano le stesse regole che Twitter si è data, sono tweet che promuovono o minacciano violenza sulla base della razza, dell’etnia, dell’origine nazionale, dell’orientamento sessuale, dell’identità di genere, dell’affiliazione religiosa, dell’età, della condizione di disabilità o di gravi malattie.

Un contenuto problematico è ostile e ferisce, specialmente se ripetuto più volte nei confronti di una o più persone, ma è di intensità minore rispetto a un contenuto offensivo.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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