In primo luogo ho esplicitamente scritto che quella di Albanese è un UMORISMO POLITICAMENTE SCORRETTO, separandolo nettamente dalla comicità (rilegga l’articolo). Poi so che quando un opinione è molto diversa dalla nostra si tende a considerarla una forzatura, ma la invito a mostrarmi in cosa consiste questa forzatura se non è altro che il mio pensiero più genuino? Nel film avrò sì e no sorriso a tre scene e non possiamo mettere l’intrattenimento in secondo piano quando è il mezzo stesso attraverso cui Albanese vuole veicolare il suo messaggio. Poi, sicuramente da Albanese non mi aspettavo la luna ma almeno che raggiungesse (se non migliorasse) le sue performance precedenti che mi avevano tanto colpito. Lei dice "Il film ha altri obiettivi. E secondo me pienamente raggiunti." riferendosi, io credo, agli obiettivi di riflessione sull’attualità e sui malcostumi della politica italiana. Bene, basterebbe guardare un solo skatch i Albanese per avere di questi temi un simbolo ancor migliore del film. Accettando implicitamente che la parte principale del film siano i temi di riflessione (come concordo), visto che questi sono resi molto meglio degli skatch, significa accettare l’etichetta di "skatch allungato" che il film si tira dietro. Quando poi dice "Non ne possono nascere molti di attori come questi" ci tenevo a chiederle: ma in Italia o in generale? Perchè se intende nello stivale forse (ma non saprei) potrei essere d’accordo, al contrario no. Poi lei dice " Secondo me c’è una tara di fondo: cercare la comicità dove non c’è mai stata. La definizione di comico oggi assume dimensioni fuori controllo". Sono d’accordissimo con lei ma la invito a rileggere il mio articolo: dov’è che chiamo Albanese comico?
ps: in che senso la forzatura è un vizio di sempre? e di chi? io oserei dire che anche lo sguardo acritico è un vizio di sempre. Lei quale preferisce?