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Renzo Riva

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  • Di Renzo Riva (---.---.---.157) 27 luglio 2012 21:59
    Renzo Riva

    Facciamo che fascista divento io e li appendo in piazza ad asciugare.

  • Di Renzo Riva (---.---.---.157) 27 luglio 2012 21:53
    Renzo Riva

    Ecco l’ultima fatica di Eugenio Benetazzo

    RISANAMENTO ITALIANO

    Se volete limitare i danni in questa fase epocale per il nostro paese, evitando di vivere i prossimi anni in piena depressione economica, allora non ci sono tante soluzioni, ma solo una: sospendere la democrazia per qualche anno e affidarci a un regime totalitario, decidete voi se preferite uno di sinistra o uno di destra. Tutto il resto sarà pura perdita di tempo, portando ad un aggravamento ulteriormente delle condizioni di salute della nazione. MI rendo conto che questa affermazione scatenerà l’ira e il disprezzo di molti lettori e supporter, ma se vuoi fare del bene, a volte devi iniziare facendo del male. Non che sia sia entusiasta di questa soluzione, ma l’operazione che mi sento di battezzare Risanamento Italiano (se effettivamente venisse realizzata) potrebbe gettare le basi per una lenta guarigione del nostro paese. Le rincuoranti affermazioni di BCE sulla sostenibilità dell’Euro fanno presagire proprio al peggio, forse adesso dopo il voto greco e l’incendio in corso in Spagna ci si rende conto che non si potrà continuare a nascondere la verità: qualcuno dovrà fallire e dichiarare bancarotta, non so se sarà la Spagna, la Grecia, o la Germania per voce della sua tanto desiderata creatura, l’euro.

    Con un Italia che ha perso oltre 500 mila posti di lavoro in pochi anni causa fallimenti per inasprirsi della concorrenza con l’Oriente e delocalizzazioni per sfuggire alla aberrante pressione fiscale, il Risanamento Italiano deve ricorrere inesorabilmente a licenziamenti di massa nel settore della pubblica amministrazione, obbligando chi viene “graziato dalla fase dei tagli” a contribuire con ammortizzatori privati chi ha perso il posto di lavoro. Sostanzialmente una parte dello stipendio di chi continua a lavorare deve supportare chi ha perduto il posto di lavoro, evitando di scaricare sulla collettività l’onere sociale. Le banche dovranno essere obbligate a congelare le posizioni di debito senza aggravio di interessi sino a quando non si verificherà un nuovo insediamento nel settore privato. Gli organi costituzionali dovranno essere congelati, privilegi, compensi e rendite revocati completamente anche retroattivamente. L’IRAP sostituita con la Health Tax (come già precedentemente descritto). A questo punto potrebbero sussistere le condizioni per un abbassamento repentino della pressione fiscale complessiva per tutti i contribuenti, soprattutto le piccole e medie imprese, con una stima di oltre i 15 punti percentuali.

    In parallelo dovranno essere adottati gli OTIF (Obbligazioni del Tesoro con Incentivo Fiscale) con lo scopo di ricomperare velocemente almeno il debito estero e sottrarlo al pagamento di interessi per oltre il 5%. La prostituzione dovrà essere istituita, normata e tassata, generando un gettito annuo stimato tra i 20 e 25 miliardi di euro (l’IMU ne genera meno di 20). Le partecipazioni nelle banche italiane detenute dalle fondazioni bancarie dovranno essere commissariate e gestite in ottica di regia nazionale dal Ministero dell’Economia per supportare il finanziamento delle piccole e medie imprese. Chi governerà autoritariamente il paese inoltre dovrà porre delle severe restrizioni a tutta la merce in entrata proveniente dall’Oriente, non istituendo dazi doganali, ma requisiti e attestati di qualità (questo è l’unico modo per ovviare al dictat del WTO). Gli enti locali (comuni, province e regioni) saranno soggetti coattivamente agli accorpamenti amministrativi in piena sinergia con il piano di snellimento dell’apparato statale. I flussi di immigrazione provenienti dai confini extracomunitari saranno obbligati a soddisfare per il visto di ingresso il requisito della sponsorizzazione aziendale ovvero la richiesta specifica di esigere il lavoratore in virtù della sua professionalità e competenza (al pari di Australia e Svizzera).

    Chi decide di insediarsi in Italia o aprire uno stabilimento di produzione godrà di consistenti benefici fiscali: come il concordato fiscale (stabilire in anticipo il carico fiscale complessivo) o la fruibilità di rapporti di lavoro dipendente desindacalizzati. Per la multinazionali che si volessero insediare nelle regioni del mezzogiorno sarà ipotizzabile anche la totale sospensione delle imposte dirette per un decennio. La presunzione oggettiva dell’Agenzia delle Entrate verrebbe destituita e in conseguenza anche il modus operandi di Equitalia. Con queste innovazioni o sconvolgimenti epocali si potrebbe in poco tempo rimettere in moto la macchina Italia, ricreando le condizioni per una migliore vivibilità e per una ripresa dell’occupazione, in tutti gli altri casi non faremmo altro che assistere ad una lenta moria prima industriale e poi sociale. Capite anche Voi che con una frammentazione politica e partitica che ci contraddistingue, solo con un regime autoritario sarebbe possibile implementare quanto fin qui rappresentato. Mi auguro che il futuro primo ministro italiano abbia un consenso tale da poter agire tempestivamente al pari di un dittatore totalitario e nell’interesse di quasi tutti. In caso contrario, preparatevi a vedere in Italia le scene di guerriglia civile che avete visto sino ad oggi in Grecia e a perdere gran parte dei risparmi che avete sino ad oggi accantonato.
  • Di Renzo Riva (---.---.---.37) 27 luglio 2012 17:12
    Renzo Riva
    Ilva/ Buttiglione: E’ come terremoto, serve solidarietà nazionale
    ’Governo agisca subito per risolvere problemi’
    .
    Povero Buttiglione.
    Solidarietà con la miseria? Farà lui la moltiplicazione dei pani e dei pesci?
    Moltiplichi allora gli Euri per fare solidarietà! Oppure è solo solidarietà a parole?
    Democristiano che per tutta la sua vita credeva di essere indispensabile alla vita politica come cattolico e come democristiano.
    Dopo avere per 40 anni promosso il comunismo ricco oggi vorrebbe pure suggerire come lo Stato deve intervenire nell’economia nella nuova situazione di comunismo povero.
    .
    Ecché!
    Credevano i lavoratori che l’albero dei DIRITTI fosse gratis?
    Davvero pensavano che la “decrescita felice” fosse a costo zero?
    .
    DIRITTO ALLA SALUTE!
    Com’era questo diritto cent’anni fa?
    La recessione economica produrrà conseguentemente pure una recessione dei e nei diritti.
    .
    Lacrime, sangue e…
    stridor di chiappe.

    LE CAROTE SONO FINITE
    È RIMASTO SOLO IL BASTONE
    .
    E come ho scritto in altro luogo:
    ALLA FINE POI NON È IL BASTONE CHE SCEGLIE LE ZUCCHE
    MA SONO LE ZUCCHE CHE SCELGONO IL BASTONE
    .

  • Di Renzo Riva (---.---.---.68) 25 luglio 2012 00:53
    Renzo Riva
    Si fa presto a parlare di diritti!

    Per praticità riporto quanto già pubblicato su altri articoli inerenti lo stesso tema.


    Riporto quanto fu pubblicato da "l’Avanti" nell’Agosto 2003


    Posso dire che sia pari a un "sempreverde" visto la validità delle argomentazioni
    tutt’ora attualissimo e supportato da una lucida analisi e conseguenti conclusioni.

    LA DIFFERENZA TRA I DIRITTI DELL’INDIVIDUO
    E QUELLI CHE SPETTANO A UNA COPPIA

    La questione cosiddetta dei matrimoni gay non interessa, evidentemente, i soli gay, ma pone dei gravi problemi politici, giuridici e sociali, che riguardano l’intera società. In Italia si è formato un fronte politico e culturale, che in parte è laico (per esempio i radicali) e in gran parte è della vecchia e nuova sinistra comunista.
    I Ds, firmatari Franco Grillini (presidente Arcigay), Luciano Violante (presidente del gruppo parlamentare) e Barbara Pollastrini hanno presentato la proposta del Pacs (patto civile e sociale), un disegno di legge che rappresenta la posizione ufficiale del partito.
    Il fatto è in sé indicativo e importante. Le coppie omosessuali rivendicano il “diritto” di contrarre matrimonio, così come le coppie eterosessuali, legittimate o di fatto che siano; e conseguentemente di godere dei diritti delle coppie legittimamente coniugate, in materia di successione, eredità, testamento, alimenti, adozioni, assistenza, locazione e così via. Questo assunto è stato fortemente rafforzato, negli ultimi tempi, dalla legislazione di molti Paesi, del Nord Europa e del Nord America (dall’Olanda al Belgio al Canada alla stessa Francia, sia pure con rilevanti differenze tra loro) che hanno accolto le pretese del mondo gay; e ciò non può non incidere sulla Comunità Europea.
    E qui c’è da discutere, innanzitutto, se l’essere gay, cioè manifestare una certa preferenza sessuale, sia un “diritto” e comporti dei diritti e doveri; o se sia semplicemente un comportamento, un modo di vita, un costume, che non può avere rilevanza giuridica nei confronti della generalità dei cittadini.
    In Italia ognuno è libero di “far l’amore come gli va” (secondo la canzone di Lucio Dalla): davanti, di dietro, a destra, a sinistra e al centro. Un problema di diritto si apre quando si pongono i rapporti con altri e con la pubblica amministrazione. I gay hanno gli stessi diritti degli altri cittadini. Ma, per esempio, né i cittadini etero, né gli omo, hanno il diritto di sposarsi con quattro mogli, diritto che invece è pacifico e inossidabile per i cittadini di molti Paesi arabi, asiatici e africani. Eppure la poligamia di fatto esiste ed esistono i conseguenti problemi; ma nessuno pensa di risolverli con un matrimonio poligamico, almeno in Italia e negli altri Paesi occidentali. E’ interessante porsi il problema, di come lo Stato dovrebbe rispondere ai tanti islamici che abitano nel nostro Paese, e che vorrebbero legittimare il proprio matrimonio con due, tre o quattro cittadine; è anzi sicuro che sarebbero le donne le prime a chiedere tale legittimazione. E nel caso di islamici-gay, perché non ammettere non solo il matrimonio omosex, ma anche poligamico e infrasex.
    Il Pacs aggira l’ostacolo, abbandonando la questione formale del matrimonio.
    I gay dicono: “Lasciamo perdere la vostra sacralità. Veniamo al sodo. A noi interessano gli aspetti giuridici e quelli materiali. Alla coppia di fatto che regolarmente si registra in Municipio, devono essere riconosciuti gli stessi diritti contrattuali della coppia etero-matrimoniale”.
    I gay di fede grilliniana da tempo hanno deciso di mimetizzarsi dietro le “coppie di fatto”, cioè i molti etero che senza sposarsi (operazione sempre più difficile, costosa e sempre più spesso respinta dai giovani d’oggi) convivono insieme, pacificamente o no, e che vorrebbero ottenere anch’essi gli stessi diritti, senza pagar dazio.
    E qui casca l’asino soprattutto perché l’istituto del matrimonio è mirato alla continuazione della specie ed è un’invenzione appositamente dedicata alla creazione e alla difesa, la regolarizzazione e legittimazione, della famiglia; e che la famiglia è l’insieme di maschio, femmina e loro figli.
    Si legge spesso che i gay ritengono che la loro unione in coppia costituisca “una famiglia”; e che proprio in base a questo, abbiano il “diritto” all’adozione di figli. Ma non è così. Anche nei secoli di maggior auge della pederastia; quando era diffusa e normalmente accetta nelle classi del potere; anche quando era praticata insieme alla pedofilia e questa era di moda e quasi un obbligo sociale nelle classi più alte; e quando tutto questo dava luogo a celebri amori maschili, femminili, omosex, bisex, saffici, impuberi e produceva altissime poesie e romanzi; tutto questo però non ha mai preteso d’essere “una famiglia”.
    Un insieme di omosessuali e figli adottivi, può essere un gruppo sociale, un collettivo, o anche una scuola, un’accademia, un liceo, ma non è una famiglia. I suoi componenti hanno individualmente i diritti degli altri cittadini; o se mettono insieme un’attività economica possono avere dei diritti societari; ma non hanno il diritto coniugale o il diritto del pater familias , o il “ubi tu Gaius ibi ego Gaia”.
    Perciò non esistono due specie di diritti: uno per il cittadino etero e uno per il cittadino gay, ma esiste solo il diritto del cittadino.
    Se questo cittadino ha un amico o un’amica o un pargolo che ama, può testare, assicurare, ospitare, ereditare, donare, ricevere, come gli pare secondo legge e fatti salvi i diritti dei terzi.
    Ma si tratta sempre di diritti individuali, non di diritti di coppia e meno che mai di diritti particolari legati alle specificità (sessuale, religiosa, censo ecc.).
    (libera riduzione di un articolo "A proposito dei matrimoni gay" da "l’Avanti" del 8/08/2003)
  • Di Renzo Riva (---.---.---.68) 25 luglio 2012 00:38
    Renzo Riva
    Scusino i lettori se non depuro i testi sotto riportati ma sinceramente il senso è più che comprensibile anche se non aderente al 100% alle preoccupazioni espresse
    dall’autore Paolo Borrello

    Miei interventi su:
    e su

    Perché non parliamo pure delle aree coltivate a granaglie per la produzione di bio-carburanti?

    Il lettore rilegga la pagina 9 del mensile "Il Piave" e quanto scrivevo nel settembre 2007.
    Una ricerca veloce nell’archivio de "Il Piave" e potrà scaricare l’intera pubblicazione mensile.
    Dia pure una letta anche agli articoli a fianco di Benedetto Della Vedova e di Margherita Hack.
    Vogliamo parlare di ricerca sulla genetica delle varie granaglie per ottenere delle coltivazioni che resistano alla siccità e più produttive?
    La siccità ha accompagnato la storia dell’umanità e se ne trovano registrazioni tramandate in tutti gli archivi, dalla Bibbia fino ai giorni nostri ed il nomadismo ne era una delle conseguenze: le popolazioni si spostavano non per sport o loisir ma alla ricerca, talvolta disperata, di cibo.

    Sapete perché importiamo prodotti agricoli e alimentari in genere dalla Germania e le patate dall’Egitto dove fanno due raccolti all’anno?
    Per poter pareggiare la nostra bilancia dei pagamenti se vogliamo esportare macchinari ed altre merci colà.

    Da "Il Piave" mese di settembre 2007 pagina 9.

    - IL CORSIVO -
    .
    LA POLITICA
    ENERGETICA DEI
    VERDI AFFAMERÀ
    IL MONDO
    .
    La produzione di bio-carburanti (bio-diesel e bio-etanolo) richiede l’utilizzo di semi oleaginosi (soia, mais, colza ecc). È notizia di questi giorni che i prezzi delle granaglie dei semi oleaginosi sono quasi raddoppiati nelle contrattazioni di borsa del mercato agricolo di Chicago. Immediatamente in Italia sono stati aumentati i prezzi al consumo dei derivati, pane e pasta, prima ancora dell’aumento dei prezzi delle relative farine. In Messico è scoppiata quasi una rivolta popolare per l’aumento vertiginoso del prezzo delle "tortillas", il tipico pane a base di mais localmente consumato. Queste sono le avvisaglie di quello che accadrà fra poco a livello planetario. Per l’inverno si prevedono aumenti dei prezzi, generalizzati per il latte e suoi derivati, ancorché per le carni in conseguenza all’aumento degli insilati, mangimi ecc. entro la forbice dal 10% al 20%. La richiesta delle granaglie per la produzione dei bio-carburanti ha determinato uno squilibrio nel mercato delle contrattazioni; la conseguente loro penuria ha prodotto l’impennata dei prezzi, per la legge della domanda e dell’offerta.
    Possiamo ben dire ed affermare che la protervia dell’ideologismo ecologico dei Verdi affamerà l’intera umanità e segnatamente i già diseredati del nostro pianeta.
    Come potranno la FAO e l’ONU fare fronte alla fame nel mondo? Tutte le previsioni e gli interventi da loro effettuati non hanno realizzato nemmeno il 20% dei programmi e degli impegni assunti in passato.
    Renzo Riva

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