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Renzo Riva

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  • Primo articolo mercoledì 12 Dicembre 2009
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Ultimi commenti

  • Di Renzo Riva (---.---.---.179) 2 gennaio 06:36
    Renzo Riva

    Di Carmine,
    Prendo atto e ribadisco: le morti bianche accadono nelle culle.
    Poi nel merito di quanto avevo scritto e riportato nel documento
    https://www.agoravox.it/commento30244

    dico che il delegato sindacale Boccuzzi
    https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Boccuzzi

    è corresponsabile della morte dei suoi colleghi di lavoro perché da delegato sindacale quale era aveva l’autorità per far cessare il lavoro e senza dichiare alcun sciopero, per le manifeste condizioni d’insicurezza del luogo dove accadde il fatto.
    Doveva pure lui essere alla sbarra insieme alla dirigenza dell’azienda; e invece dopo anni non ha ancora acquisito la consapevolezza della sua responsabilità.
    Poi i sindacalasti che firmarono i tempi e le modalità della dismissione dell’impianto li raccomando come kapò.
    https://www.youtube.com/watch?v=Q7PcOzHmhjw

  • Di Renzo Riva (---.---.---.167) 5 ottobre 2019 23:49
    Renzo Riva

    Troppe balle mediatiche

    Fate il parallelo fra la propaganda nazi ai tempi di Hitler e in italia ai tempi di Mussolini via radio, prima con lo URI e poi con lo EIAR.
    Fate oggi il paragone con l’attuale mainstream sulla povera Greta e sui deficienti gretini e avrete la rappresentazione quasi plastica della macchina propagandista odierna che nulla ha da invidiare a quella di Hitler con Goebbels e Mussolini con Pavolini al MinCulPop.
    .
    Aggiungete poi le falsità espresse dall’attuale pontefice Bergoglio, in arte Francesco, che scrisse l’enciclica “Laudato Sii” dopo il suo incontro con Jim Yong Kim.
    http://www.imolaoggi.it/2015/06/20/la-banca-mondiale-loda-lenciclica-di-bergoglio/
    Come abbiamo detto qui il riscaldamento globale è semplicemente un affare da 89mila miliardi di dollari e difatti Kim ha comunicato in una nota: “L’Enciclica di Papa Francesco dovrebbe servire come un duro monito per tutti noi sul legame intrinseco tra il riscaldamento climatico e la povertà”

    L’enciclica catastrofista di Bergoglio, che evidentemente non crede alla forza della Natura ed è anzi convinto che l’uomo possa dominarla, è stata preceduta proprio da allarmanti comunicati della Banca mondiale: il riscaldamento globale aggraverà povertà. “Le conseguenze per lo sviluppo sarebbero gravi, vi si legge – con una diminuzione dei raccolti e delle risorse idriche, un aumento del livello degli oceani e la messa in pericolo della vita di milioni di persone”, conclude il rapporto: in un simile scenario l’eliminazione dell’estrema povertà (già “problematica” con un aumento di due gradi centigradi) diverrebbe “fuori portata”.
    Banca Mondiale: ci saranno lotte per acqua e cibo a causa del riscaldamento globale
    Dopo la fame, la sete. Banca Mondiale: l’acqua dovrebbe costare 962 euro all’anno a famiglia
    Quasi le stesse parole scritte dal papa.
    Viene da chiedersi: CHI ’ IL VERO AUTORE DELL’ENCICLICA? DA CHI È STATA VOLUTA E DETTATA?

  • Di Renzo Riva (---.---.---.226) 2 ottobre 2019 00:59
    Renzo Riva

    Tutti interventi volti a far chiudere l’ILVA.
    La CO2 non è un problema.
    Erutta più CO2 un nuovo vulcano che emerge che non 50 anni di CO2 prodotta dalle attività umane.
    .

  • Di Renzo Riva (---.---.---.226) 1 ottobre 2019 15:31
    Renzo Riva

    "Ogni pote al è fenoli cul cûl di chêi atris"
    "chiunque 
    è capace di essere finocchio col culo degli altri"

  • Di Renzo Riva (---.---.---.147) 12 aprile 2015 13:06
    Renzo Riva

    Vedo solo ora.
    Se non ci sono imprenditori capaci di "inventarsi" il LAVORO i corsi servono solo per dare qualche bruscolino ai disoccupati che dovrebbero parteciparvi. Se invece fosse stato fatto un corso di "PROSTITUZIONE come la si esercita" forse oggi gli ELGBT, quindi tutti, potrebbero trovare una opportunità nuova, per quanto sia la più antica del Mondo. Il mercato in questo settore è sempre florido. Ovviamente chi ci si dedica deve adeguarsi alla legge del mercato. . Una mia considerazione scritta nell’anno 2004. 

    .

     Il prezzo giusto Mio fratello è (era, due anni fa ha chiuso) un piccolo commerciante al dettaglio (pane e pasta, latte e latticini, salumi, formaggi, bibite, alcoolici e super, biscotti, scatolame ecc.) con una superficie di vendita di circa mq. 40 e mq. 30 di magazzino. Un giorno mentre eravamo a tavola si parlava del più e del meno. Ad un certo punto mia cognata gli contesta la POLITICA DEI PREZZI a suo dire troppo alti. 

    Per dimostrarle che sbagliava le ho detto di reputarsi fortunata in quanto il negozio è proprio in centro paese e la gente compra nel suo negozio non per la competitività dei suoi prezzi bensì per il servizio; se accanto al suo esercizio ci fosse un supermercato avrebbe già chiuso da un pezzo in quanto non avrebbe potuto sostenere la competitività. 

    Anzi praticando prezzi cosiddetti competitivi avrebbe corso il rischio di chiudere. Al che si salvò in corner dicendo che si doveva mettere dei prezzi giusti ma ad una mia replica non riusciva a spiegare il concetto di prezzo giusto. 

    Allora feci la presente domanda: "Io che vado a puttane (rimase quasi interdetta dall’incipit) quale pensi sia il prezzo giusto? Considera che le prestazioni che possono dare sono le più varie e che per la medesima prestazione c’e quella che chiede (ragiono ancora in Lire) L. 100.000, un’altra L. 300.000 ed un’altra ancora L. 500.000. 

    Secondo te qual è il giusto prezzo?" Al che e con un malcelato imbarazzo disse che non sapeva darmi una risposta. 

    Io a questo punto le diedi questa risposta: "Quello che il cliente è disposto a pagare; per esperienza personale posso dirti che talvolta con Lire 100.000 ho ricevuto una prestazione di gran lunga migliore di altre a maggior prezzo. 

    Morale: nel tuo negozio non vengono perché hai i prezzi competitivi bensì per la sua collocazione che permette loro di avere un servizio per il quale sono disposti a pagare i prezzi praticati, seppure superiori a quelli di altri esercizi. 

    Pensa alle aziende che esercitano un monopolio e possono fissare il prezzo che loro aggrada, seppure altissimo". 

    Quanto ho sopra scritto rappresenta l’eterna legge economica del mercato. 

    .


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