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Presadiretta e lo spreco di denaro pubblico. Il caso della Grecia e della sanità campana

Presadiretta è andata a vedere come stanno le cose nella Grecia nel suo default tecnico, il Portogallo l'allievo coscienzioso della Troika e l'Italia della cura Monti.

A che punto è la notte (della crisi)?
Ovvero come si è chiesto Riccardo Iacona ad inizio puntata "In Italia si taglia ma non si cresce: ma non è che questa cura da cavallo ammazza il cavallo e non cura?"

A che tempo che fa, il ministro Fornero spiegava che una delle ragioni della riforma del lavoro sta proprio nel rilancio del paese, per attrarre investimenti. Ma, senza una seria politica industriale, questa riforma che è destinata a creare tensioni e problemi rimarrà monca. E comunque, come ha mostrato Presadiretta, ogni riforma, ogni richiesta di sacrifici, rimarrà sterile se non cambia la politica. Se non si fa una seria cura da cavallo contro evasione e corruzione. Quello che non possiamo più permetterci, cari ministri, è la malapolitica.

Le origini della crisi greca.
Ad inizio decennio l'economia greca andava bene, la crescita media del PIL stava attorno al 4%: nel 2004, le olimpiadi di Atene mostravano al mondo un paese florido. Peccato che solo pochi anni dopo si scoprì che per far arrivare in Grecia i giochi si erano truccati i conti, si erano spesi più soldi di quelli a disposizione (ricorrendo a prestiti).

E, come già visto per Italia 90, molte delle strutture costruite, sono rimaste abbandonate: il villaggio olimpico, l'ex aeroporto che non è stato riqualificato.
Il tetto dello stadio è costato 340 ml di euro (ma l'ha realizzato Calatrava, vuoi mettere..): così, di spesa in spesa, si è passati dai 5 ai 10 miliardi di spesa.

Non solo, i partiti in Grecia negli anni hanno speso soldi per comprarsi il consenso, come la legge sulle zitelle d'oro (una pensione per le figlie nubili dei funzionari di stato), come gli incentivi agli autisti se arrivavano in orario.
La cosa peggiore è però l'aver truccato i conti: Costantinos, ministro socialista dell'ex governo Papandreu, scoprì il buco al suo insediamento.
Buco creato dal partito di centrodestra (nuova democrazia) con l'aiuto (raccontava un giornalista che si occupa di finanza) delle grandi banche d'affari (Morgan Stanley, Merryl Linch, Goldman Sachs).
Ma anche la sinistra ha ottenuto le sue sovvenzioni, pur non essendo stata al governo e il popolo ora deve pagare la sua parte per i privilegi che la cattiva politica greca ha elargito. Sembra di rivedere l'Italia degli anni '80: le baby pensioni, gli sprechi e le tangenti del pentapartito, gli stadi e le opere costruite per Italia '90 e poi lasciate abbandonate.

Eppure non tutti i greci stanno pagando la crisi alla stessa maniera: come in Italia c'è evasione e corruzione. Solo ora in Grecia si sta facendo una seria lotta all'evasione (che si ruba il 30% della ricchezza del paese e che costa 40 miliardi di euro l'anno). Come in Italia, si ricorre anche qui ai blitz, per dare un segnale al paese. "La festa è finita" dice un funzionario della polizia fiscale, ma forse è troppo tardi, se non cambia la mentalità dei politici.

E poi c'è anche la storia degli armamenti: il 3% del PIL finisce in spese per la difesa, ma sono soldi che finiscono all'estero, poichè la maggior parte delle commesse sono per aziende straniere.
USA, Francia e Germania per lo più, sono i grandi debitori per le spese in armamenti della Grecia. Anche questo è un regalo al paese della cattiva politica, che si è arricchita anche con queste commesse.
Come le spese per i due sommergibili tedeschi, che "non andavano dritti": ma nonostante i difetti, gli ammiragli greci ne hanno ordinati altri due.
E ora a pagare sarà tutto il paese, perchè il paese è tecnicamente fallito.

La sanità campana.
Ma anche in Italia abbiamo settori tecnicamente in crisi, come la sanità in Campania, finita sotto le luci della ribalta per l'arresto del primario Iannelli del Cardarelli.

Soldi pubblici rubati, dicono i pm. Come si è arrivati ad un buco da 1,2 miliardi di euro? Oggi la situazione è così grave per cui le Asl (come la Asl1) non ha soldi per pagare gli stipendi del personale dei laboratori e degli ospedali.
Non ci sono soldi per le farmacie, che anticipano i soldi per i mutuati.


Per risparmiare, nel piano di rientro, la regione ha deciso di tagliare i piccoli ospedali, andando a sostituirli con un unico grande centro ospedaliero.
Peccato che l'ospedale del Mare sia fermo (doveva essere terminato nel 2009) e che tutte le persone si ammassino nei pochi ospedali rimasti.
Il caso dell'ospedale del Mare è emblematico per raccontare della cattiva gestione nella sanità: costruito vicino alla zona rossa del Vesuvio, i suoi lavori finiranno nel 2018, dove invece di 425 ml di euro, arriverà a costare 1 miliardo alla fine (se mai verrà finito).

E' così che si crea il buco nei bilanci regionali: pochi o nessun controllo, spese che sforano i preventivi e poi ci sono i casi come quello del Cardarelli.
Una truffa ai danni della pubblica amministrazione, che ha portato all'arresto del primario Iannelli, accusato di concussione.
Inventandosi anche dei finti scioperi, costringeva i pazienti ad operarsi nella sua clinica privata, dove faceva pagare (anche senza fare fatture) fino a 4000 euro, chiedendo anche al pubblico un rimborso per il servizio elargito.
Parliamo di un giro d'affari di 1,8 milioni di euro, mentre la sanità pubblica è allo stremo.

Presadiretta ha intervistato il professor Micheli, oggi insegnante in Inghilterra a Cranfield, dove spiega agli alunni come evitare sprechi ed una cattiva amministrazione dei soldi pubblici.
Fu chiamato dal ministro Brunetta per la Civit, ma quasi subito capì che nella commissione antisprechi era difficile lavorare (per gli stretti legami col ministero che doveva controllare).

E allora decise, l'anno passato di tornare in Inghilterra (con una lettera polemica al ministro).

In Italia il problema sono gli sprechi, spiega al giornalista, così come i fondi europei che non vengono usati e i soldi pubblici spesi male.

Nessun controllo delle spese e nessuna verifica: in Italia è difficile registrare i dati sulle spese nel pubblico (nemmeno sappiamo quante auto blu abbiamo). Viene da dire allora che anche la civit è un ente inutile, se non riesce a capire come spendere meglio i nostri soldi.

Ma c'è anche il fenomeno dell'evasione: in Italia se uno ruba una mela è un ladro. Ma se è un evasore, può sempre cavarsela con la solita frase "così fan tutti".

E' quello che dicono gli evasori totali come il signor Montresor da Bussolengo: lo sapevano tutti che è milionario, per i suoi alberghi, ma non ha presentato per anni i redditi, fino alla dichiarazione del 2009 di soli 10 euro. Lui è stato preso, alla fine, ma nel frattempo, anche per "merito" di quelli come lui e di quelli che hanno gestito in modo criminale la sanità campana, il nostro debito è aumentato.

I cittadini campani sono ammassati nelle sale d'aspetto e agli italiani sono chiesti sacrifici.

Ecco perchè non bastano le cure della troika, i tagli e i sacrifici. Se non cambia la nostra mentalità, di chi amministra, di chi governa, tutto questo "dolore" sarà inutile (permettetemi la citazione).

E se non si può cambiare la loro mentalità (dei partiti che oggi in Italia hanno il consenso al 4%), dobbiamo trovare nuove persone, nuovi partiti.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.25) 20 marzo 2012 10:19

    "Se non cambia la nostra mentalità ... tutto questo dolore sarà inutile" . Quando la si butta sul culturale è perché si è incapaci di comprendere (se in buona fede) le cause del male e i possibili rimedi.

    Le cose vanno dette con il loro nome e cognome: deve finire la corruzione, devono essere troncati i legami tra mafie e politici, il ceto politico e gli amministratori pubblici devono essere sottoposti ai controlli di legalità, deve finire il clientelismo e la regola che un posto si ottiene per appartenenze.

    Ecco caro Funicello cosa ci vuole!

    "Nuove persone nuovi partiti" ? 

    Cominciamo a livello di massa a rivendicare queste 4 cose e vedrai che i partiti nuovi escono.

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