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Presa diretta e l’inchiesta sull’Isis. Anteprima puntata 11 settembre

L'informazione (libera, indipendente, cane da guardia del potere) non va di moda oggi in Rai vedendo quello che sta succedendo all'ex direttrice di Report, Milena Gabanelli (costretta ad accettare la condirezione di Rainews, dopo averle promesso una sua testata).

La Rai dovrebbe essere la casa di tutti, oltre che di Fabio Fazio (passato su Rai1 mantenendo lo stesso ingaggio) o dell'artista Vespa: pare invece che non ci sia spazio per una delle giornaliste di inchiesta più professionali, che si sarebbe dovuta accontentare di un piccolo spazio. Invece, in linea con la sua professionalità, Milena Gabanelli si è autosospesa senza stipendio "Non metto la faccia su un prodotto che non firmo. Grave non ci sia piano-web".
Cosa faceva paura del suo progetto ai direttori e dirigenti Rai (ovvero, ai loro riferimenti politici, che li hanno nominati)?

Viviamo tempi difficili e dobbiamo così tenerci strette, finché rimarranno nei palinsesti, le due trasmissioni Presa diretta di Riccardo Iacona e Report di Sigfrido Ranucci. Proprio oggi, riparte Presa diretta che lascerà poi il passo a Report ad ottobre, in una staffetta che si ripeterà da gennaio.

L'inchiesta di Iacona torna ad occuparsi dell'Isis, in un giorno che non è una data qualsiasi: oggi infatti è l'anniversario dell'attentato di Al Qaeda alle Torri Gemelle di New York. Attentato che ha dimostrato al mondo due cose: quanto fosse organizzata Al Qaeda, tanto da organizzare un attacco così spettacolare proprio nel cuore dell'America e quanto l'America avesse sottovalutato il rischio attentati sul loro territorio.

Nella scorsa stagione Presa diretta aveva mostrato, in anteprima, le immagine del fronte della guerra contro Daesh in Libia e in Iraq: una guerra portata avanti dai curdi e che ora vede l'esercito del califfato in ritirata. Ma ad ogni sconfitta sul campo è quasi sempre seguito un attentato in Europa, da parte di cellule composte da immigrati di seconda generazione, radicalizzati, che hanno portato la morte a Parigi, a Nizza, a Barcellona, a Londra, a Berlino.
Attentati che hanno avuto un duplice effetto: creare terrore nelle persone e influenzare la politica delle democrazie occidentali, poiché ad ogni attentato la popolarità dei leader dei partiti xenofobi aumentava. Forse stanno perdendo la guerra in Iraq, ma qui in Europa stanno vincendo loro:
Le Pen guarda agli inglesi con la Brexit, con la scelta di indipendenza (ma solo per le regole, perché l'Inghilterra vuole rimanere nel mercato unico). Viva la Repubblica, viva la Francia… Le Pen rappresenta bene cosa sono i partiti populisti in Europa: come Salvini in italia e AFD in Germania. Ad ogni attentato aumenta il loro consenso. Un bel risultato per gli estremisti che vivono a Raqqa, che condizionano così la nostra politica.

Sono tante le domande a cui il servizio di Presa diretta cercherà di dare risposta: qual è il livello di rischio che corriamo qui in Italia? Assisteremo anche noi al nostro 11 settembre (cosa che nessuno si augura)?

L'allarme su possibili attentati è stato lanciato dai nostri servizi sei mesi fa (è di oggi la notizia di un furto di tre furgoni della DHL, che potrebbero essere usati come armi da attentatori).
"Il prossimo obiettivo è l'Italia": la minaccia dell'Isis arriva dopo la Spagna e la Russia e si legge sul canale di comunicazione usato dai jihadisti su Telegram. Lo riferisce l'organizzazione Usa Site che monitora l'attività del sedicente Stato islamico sul web.
Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, è al lavoro a Palazzo Chigi. Secondo quanto si apprende, è in contatto con il ministro degli Esteri Alfano e con il ministro dell'Interno Minniti per seguire gli sviluppi degli attentati che hanno coinvolto i nostri connazionali e per le misure di prevenzione e sicurezza adottate e da adottare in Italia.

Molte inchieste su attentati che hanno colpito città europee hanno mostrato il passaggio in Italia di alcuni dei responsabili: l'attentatore di Berlino è vissuto in Italia  (per lo più in carcere) ed in Italia è rimasto ucciso, a Sesto, dopo un controllo da parte di una volante.
L'Italia come paese di passaggio, di migranti e anche di terroristi, un retroterra logistico che doveva rimanere tranquillo, anche questo si è detto per spiegare l'assenza di attentati (per fortuna) nel nostro paese.

Ma in realtà alcuni attentati che dovevano compiersi sul nostro territorio sono stati sventati a seguito delle indagini delle nostre forze dell'ordine. Isis obiettivo Italia racconterà del livello di rischio, sia da parte di lupi solitari che da parte di terroristi reclutati sulla rete.
Cercherà di spiegare come funziona il meccanismo dell'autoradicalizzazione, chi sono i terroristi dell'Isis e cosa vogliono. 
Dall'anticipazione sul sito de l'Ansa

C'è poi il rischio radicalizzazione nelle carceri. "Abbiamo ricostruito la storia di Anis Amri, il giovane tunisino che ha trascorso anni nelle carceri italiane prima di compiere l'attentato del mercatino di Natale a Berlino - racconta Iacona -. Abbiamo intervistato i suoi genitori. E' la storia di una trasformazione di un uomo che beveva e andava a donne e poi è entrato all'Ucciardone ed è uscito soldato di Dio". La puntata continua con il viaggio all'interno dell'ultima frontiera della radicalizzazione: il reclutamento on line. Poi il racconto di un modello positivo, che guarda lontano e scommette sulla formazione, la conoscenza reciproca e l'integrazione: la Danimarca. Lì si fa prevenzione contro il radicalismo islamico e funziona. Infine il ricordo degli italiani vittime del terrorismo di matrice islamica, morti lontano dal loro paese. 
"Per difendersi - sostiene Iacona - occorre seguire le migliori prassi, quelle che vengono utilizzate nel Nord Europa ma anche in Italia, con un controllo del territorio esteso. Non dobbiamo però ripetere gli errori che hanno fatto i francesi, i belgi e i tedeschi sul tema dell'integrazione. Dobbiamo prevenire i conflitti, ma in un Paese che ha smesso anche di curare pure gli italiani è una battaglia difficile. E' una battaglia che non si vince solo con la polizia, si vince deradicalizzando quelli che alla fine sono nostri concittadini, questo è il punto. Serve il dialogo, altrimenti non se ne esce"


Come si muovono, come si mettono in contatto tra di loro e dove reclutano i kamikaze, come preparano gli attentati e dove potrebbero colpire. Infine, la domanda più importante: come possiamo difenderci?

La scheda del servizio:
PRESADIRETTA riparte con un’inchiesta dedicata al terrorismo islamico entrando nel cuore delle indagini che hanno svelato le cellule dell’Isis pronte a colpire il nostro paese. L’Italia rischia davvero di essere il prossimo obiettivo? Quanto è al sicuro il nostro paese dagli attacchi dei gruppi organizzati o dei lupi solitari? Le telecamere di PresaDiretta sono andate a vedere cosa succede ai confini con il nostro paese, in Kosovo, dove le cellule di combattenti per la jihad si stanno moltiplicando. Proprio da lì infatti veniva la cellula di kosovari che preparava un attentato in Italia prima di essere scoperta dal nostro antiterrorismo. Attentato che nelle intenzioni, avrebbe dovuto essere il più sanguinoso possibile e di grande impatto mediatico, un attentato sul Ponte di Rialto, a Venezia. Il rischio radicalizzazione nelle carceri. Che i luoghi di detenzione potessero diventare una scuola per futuri terroristi islamici era da tempo uno dei grandi timori degli analisti. E la storia di Anis Amri, il giovane tunisino che ha trascorso anni nelle carceri italiane prima di compiere l’attentato del mercatino di Natale a Berlino, ce lo ha confermato. PresaDiretta ha ricostruito la sua storia tra l’Italia e la Tunisia, con interviste e documenti inediti.Un viaggio inquietante all’interno dell’ultima frontiera della radicalizzazione: il reclutamento on line. Il racconto di un modello positivo, che guarda lontano e scommette sulla formazione, la conoscenza reciproca e l’integrazione: la Danimarca. Lì si fa prevenzione contro il radicalismo islamico e funziona.Infine il ricordo degli italiani vittime del terrorismo di matrice islamica, morti lontano dal loro paese. “ISIS OBIETTIVO ITALIA”, è un racconto di Riccardo Iacona con Giulia Bosetti, Marianna De Marzi, Roberta Ferrari, Massimiliano Torchia, Andrea Vignali.
Questo articolo è stato pubblicato qui

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