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Politica e crisi, manifestiamo per le dimissioni del governo

Dopo il taglio del 20 settembre scorso di Standard & Poor’s: rating da A+ ad A, sono arrivate altre mazzate. Prima Moody’s ci ha declassati ancora una volta: rating al A2, e ieri lo ha fatto anche Fitch portando il nostro Paese ad A+ con outlook negativo. Le ragioni sempre le stesse, ovvero debolezze economiche strutturali, e inaffidabilità del Governo. E come potrebbe essere diversamente.

Berlusconi ha detto che governa a tempo perso ed ha ragione. Il Premier è coinvolto in mille processi ai quali deve presenziare e parlare con gli avvocati; inoltre ha rapporti non tranquilli con la Lega.

Il PDL è in subbuglio, e deve pensare a mettere pace all’interno del suo partito. E poi ci sono il divertimento e le serate con le ragazze. Ma è tutto l’esecutivo e tutta la maggioranza, che governano a tempo perso. Nel tempo lasciato libero dai problemi di Berlusconi e della Lega.

Occorre gestire la crisi e farlo subito, eppure, governo e maggioranza restano fermi immobili, presi da ben altre faccende. Hanno iniziato quando la crisi si è affacciata alle nostre porte, dicendo che tutto era a posto, che la crisi non esisteva; così si sono dedicati ad altro, mentre la crisi covava e si alimentava sotto la cenere.

Quanti mesi e quanti giorni sottratti all’analisi, all’approfondimento ed alle proposte per incidere sul debito pubblico e sulla crescita .

Ma la maggioranza e il Governo pensano agli affari processuali del Premier, mentre la Lega gioca con la secessione. I dati Istat indicano la disoccupazione al 27.9%, mentre l’OCSE e Confindustria rivedono al ribasso le stime per la crescita economica: PIL del 2011 allo 0,7% (dati OCSE), Tremonti aveva previsto l’ 1,1% , per il 2012 la Confindustria prevede un PIL pari allo 0,2%, lo spread con i titoli tedeschi si attesta tra 390 /400 punti.

E questi pensano a portare i ministeri al nord.

Gli enti locali protestano contro il Governo, la Confindustria e i sindacati criticano severamente la manovra. E questi pensano alle intercettazioni.

Nelle sedi internazionali ridono di noi. E questi pensano a salvare Milanesi e Romano. Le intercettazioni, la secessione, Milanesi ed ora il Ministro Romano, sono più importanti delle sorti del Paese?

Che cos’altro deve accadere perché il Governo e la maggioranza si occupino a tempo pieno della crisi? Che cos’altro deve accadere perché il Governo,di fronte ad un futuro pieno di incognite e di pericoli, non lasci sola la gente già sola e piena di ansia e paura?

Se in Italia ci sono uomini che per i loro privilegi si occupano di intercettazioni e della Padania libera, questo potrebbe spingere la gente a ribellarsi, a sbattere un pugno sul tavolo e gridare basta, ora basta.

Questo è il grido che deve risuonare a Roma e in tutte le piazze italiane, in una grande manifestazione di tutte le forze politiche ed economiche del Paese, per chiedere le dimissioni del Governo.

La campana dell’interesse nazionale chiama a raccolta e il suo suono valica le frontiere, gli steccati e si rivolge a tutti. 

Sentiranno questa campana Confindustria, sindacati e partiti dell’opposizione?

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