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Papa Francesco: negato al giornalista di Repubblica il viaggio Cuba-USA. Don Camillo (o Peppone?)

NIET ai giornalisti di Repubblica al seguito di Papa Francesco sull'aereo per il viaggio a Cuba e negli USA. A ribadirlo il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi, il quale dichiara che nel caso di Repubblica "ha inciso in modo determinante anche l'intenzione di applicare una "sanzione" per la pubblicazione dell'Enciclica da parte de "L'Espresso" (con Link sul sito di Repubblica) che fa parte del Gruppo."
 
Si rimane esterrefatti a sentirlo e per una serie di ragioni:
1) il fatto ha contribuito ad una maggiore diffusione della stessa Enciclica tra i lettori laici;
2) il dialogo con i laici ed i non credenti è stata una delle "insegne" della politica vaticana già dai tempi di Giovanni Paolo II;
3) Proprio Repubblica e segnatamente il suo fondatore Eugenio Scalfari hanno contribuito e segnato profondamente questo dialogo come testimoniato anche da molteplici pubblicazioni edite anzitutto da Repubblica (e con calorosa approvazione "Papale") ma anche da editrici cattoliche;
4) è vero che l'apice è raggiunto con il pontificato e gli scritti di Papa Ratzinger, ma era proseguito anche con Papa Bergoglio: "Papa Francesco Eugenio Scalfari DIALOGO tra credenti e non credenti", un autentico bestseller scritto a quattro mani;
5) è proprio su questa linea che la diplomazia vaticana ha potuto proporsi come uno dei maggiori artefici del disgelo tra Cuba ed USA.
 
Metodi e concezioni tornano indietro agli anni '50 dell'altro secolo e ad un altro prete con gli scarponi: Don Camillo o forse di più il suo antagonista: Peppone. Un passato tetro connotato da un agire dettato da oscuri personaggi quali il Card. Ottaviani, quello che fece fuori De Gasperi perché si oppose ad un'apertura a destra.
 
E' comunque il segno che Repubblica, come tutti noi dialoganti (o, a questo punto, presunti dialoganti?) dobbiamo disilluderci e ricrederci: l'inquadramento più giusto (e l'analisi più dettagliata) di Bergoglio l'ha fatta il tedesco Der Spiegel poco dopo la sua salita al soglio pontificio in un numero monografico dal titolo emblematico: "Ein moderner Reaktioner".
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