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Legge di stabilità: cosa significherebbe approvarla?

Berlusconi ieri al Colle. Dopo il colloquio con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano annuncia: "Darò le dimissioni dopo l'approvazione della Legge di Stabilità, lo faccio come ennesimo gesto di affetto nei confronti del Paese".

Roma: Ieri il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è diretto al Colle al cospetto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per discutere del mancato quorum maggioritario (soli 308 voti a favore). La votazione del pomeriggio aveva, infatti, mostrato la mancanza numerica della maggioranza e aveva condotto ad una necessaria "presa di coscienza" ed un successivo retro front dello stesso Berlusconi circa la tenuta del Governo

A partire dalle ore 18:00, iniziavano a cicolare immagini divulgate dall' Ansa di un "ingrandimento" fatto sul foglio su cui il Premier avrebbe appuntato dei pensieri successivi alla votazione. Punti salienti in cui apparivano anche le parole "dimissioni" e "una soluzione". Questo foglietto aveva immediatamente scosso l'Opinione Pubblica in conseguenza al successivo incontro che si sarebbe tenuto al Quirinale.

Incontro del Premier con il Presidente Napolitano, in cui si preannunciavano le immediate dimissioni dello stesso Berlusconi. Un'ora dopo, circa, arrivava la parziale smentita delle dimissioni; o meglio il Premier si sarebbe impegnato a dimettersi subito dopo l'approvazione della Legge di Stabilità

Il quesito ora sembra essere: "Cosa significa approvare la legge di stabilità?Quali sono i tempi di approvazione della stessa? Sembra si tratti di tempi brevi; sarà approvata il prossimo 18 novembre. La Legge di Stabilità è un testo di circa 90 pagine che completa la "ex Legge Finaziaria" ed è composta da una serie di tabelle che analizzano la condizione economico-finanziaria del Paese e che comprende delle proposte di modifica alla stessa. 

Il Web è, nel frattempo, impazzito preannunciando un'immediata euforia per le prossime dimissioni del Premier ma una crescente preoccupazione sulla tenuta dell'opposizione, apparentemente poco coesa. Molto attese le prossime ore nella scena nazionale ed internazionale, anche perché non bisogna dimenticarsi che, nel frattempo, "l' Europa ci osserva".

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di Geri Steve (---.---.---.26) 9 novembre 2011 18:12

    Il problema e’ che Berlusconi e’ un pagliaccio alla Alberto Sordi e che la gente (Napolitano compreso) si fa incantare dalle sue inaccettabili pagliacciate: lui non ha piu’ la maggioranza, quindi cio’ che avrebbe dovuto fare era DIMETTERSI,  e non annunciare le sue dimissioni, ma soltanto dopo aver fatto una cosa che pero’ non puo’ fare un capo di governo senza piu’ una maggioranza.

    In Spagna, Zapatero, che e’ una persona seria, ha annunciato le sue dimissioni, ha indetto nuove elezioni e intanto continua a governare, ma avendo l’appoggio di una maggioranza parlamentare.

    E’ una cosa che anche Berlusconi poteva fare quando aveva ancora una maggioranza, ma che si e’ ben guardato dal fare: lo fa invece adesso, che non lo potrebbe piu’ fare, perche’ non ha alcuna maggioranza.

    Il mondo intero sapeva che Berlusconi e’ un pagliaccio: lo chiamano "clown", "showman"...   e adesso il mondo sa che gli Italiani si fanno ancora incantare da quel pagliaccio.

    Geri Steve

  • Di pv21 (---.---.---.84) 9 novembre 2011 20:03

    Credibilità >

    Il 12 novembre alla Camera viene presentata dalle opposizioni una mozione di sfiducia al governo.
    Il giorno dopo Berlusconi scrive ai Presidenti di Camera e Senato sull’intenzione di verificare il “rapporto di fiducia” con il Parlamento subito dopo la definitiva approvazione della legge di bilancio e di Stabilità.
    Altre 48 ore e Napolitano conviene con Fini e Schifani che la mozione di fiducia sarà votata il 14 dicembre.

    Era l’anno 2010.
    Il 14 dicembre nasceva quella maggioranza ”purchessia” che è rimasta fedele solo all’appello “tutto tranne elezioni”.
    Non c’è da meravigliarsi se i mercati finanziari non si fidano più delle parole.
    La storia insegna che la Febbre del Tribuno non conosce limiti o remore fino a …

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