Il Grande Fratello di Stato
Dalle manifestazioni di Bologna e della Val di Susa al progetto di introdurre il riconoscimento biometrico preventivo: il governo punta a rafforzare il controllo sociale attraverso l’intelligenza artificiale, ampliando i poteri di polizia e restringendo gli spazi del dissenso.
di Federico Giusti

CCTV AI Facial Recognition Camera Zoom in Recognizes Person. Elevated Security Camera Surveillance Footage Face Scanning of a Crowd of People Walking on Busy Urban City Streets. Big Data Analysis
La polizia potrà usare i dati biometrici per identificare chi va in piazza anche nei giorni prima di una manifestazione? Che sia proibito o meno al Governo importa poco, rispetteranno le norme comunitarie ma nel frattempo stanno spianando la strada a nuove norme repressive. Il casus belli è rappresentato dalle manifestazioni a Bologna e in Val di Susa con incidenti e numerosi feriti.
Da tempo Fratelli d’Italia mira a istituire il reato di terrorismo di piazza per dare vita a una lunga sequela di nuove pene accusando i manifestanti di reati associativi.
Hanno fretta di chiudere due capitoli, il primo riguarda l’ordine pubblico che poi rappresenta l’ossessione delle destre al pari dell’immigrazione, solo parlarne ha l’effetto di inserire tra le priorità dei cittadini la sicurezza e non la salvaguardia della salute e del potere di acquisto. In un colpo solo si allontana l’attenzione mediatica dai problemi reali del paese alimentando un clima di insicurezza percepita che poi sarà utile anche per giustificare l’aumento delle spese militari, i processi di militarizzazione dei territori, la stretta repressiva e quella che andiamo a definire economia di guerra.
Il secondo obiettivo è alzare una cortina di fumo che impedisca di prendere atto del reale stato dell’economia italiana facendo i conti con le decisioni assunte come quelle di finanziare con i soldi pubblici gli aumenti contrattuali attraverso la riduzione delle tasse sul lavoro. Decisione infelice che favorisce solo le imprese e al contempo indebolisce il welfare, impoverisce sanità e istruzione. Il riconoscimento facciale presto potrà essere introdotto all’ingresso delle scuole per trasformarle da luoghi della conoscenza a palestre securitarie
E per chiudere il Governo ha bisogno di alimentare paura e allarmismo, di andare in deroga alle norme vigenti ove serve far passare in fretta e furia delle norme care alla maggioranza, ad esempio, l’uso dei sistemi di intelligenza artificiale per l’attività di polizia e di responsabilità penale e civile. E sempre che non intervenga la UE, il Governo persegue nel frattempo il suo obiettivo ossia consentire il riconoscimento facciale in tempo reale, il trionfo della società della sorveglianza sulla quale tanta stupida ironia è stata spesa pochi anni or sono bollando come sognatori e complottisti chiunque criticasse i sistemi di controllo. Il Governo vuol permettere alla polizia l’uso dei dati biometrici raccolti con l’AI e integrati con i sistemi di videosorveglianza presenti nelle città, basterà una semplice comunicazione, neanche scritta, al Pubblico ministero e, senza autorizzazione del Giudice, potranno ricorrere alla AI per i controlli facciali.
Ma non si accontentano di controlli in tempo reale, l’uso di questi strumenti deve essere prolungato e preventivo, ad esempio registrare e schedare chiunque sia passato da una piazza nei giorni precedenti ad una manifestazione conclusasi con incidenti. Tutto questo permette delle immani schedature di massa ledendo le prerogative democratiche fino ad oggi esistenti
L’uso della AI è un argomento di estrema rilevanza avendo impatti sul lavoro e sulla ricerca, in Italia l’approccio alla AI, sul modello israeliano, è funzionale a logiche di ordine pubblico e a costruire un modello sociale dispotico e securitario e un sistema di controllo sociale che militarizza il corpo sociale.
Non sfugga l’uso della AI per reati di piazza, per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiali, manifestazioni senza preavviso e non autorizzate, reati ormai considerati di assoluta gravità, addirittura pià pericolosi del terrorismo, della mafia e delle azioni portate avanti dalla criminalità organizzata
Tutte le strade portano a Roma, ogni intervento legislativo del Governo inizia e finisce con norme securitarie e repressive, la costruzione del nemico rappresentato dai movimenti sociali porta a disegnare un quadro di interventi improntati solo alla repressione
ll riconoscimento facciale basato sull’intelligenza ha permesso ad Israele di realizzare enormi schedature dei civili palestinesi, questo strumento lo ritroviamo particolarmente diffuso, ad esempio nei controlli agli aeroporti fino a tutti i sistemi della videosorveglianza oggi utilizzati in ambito civile.
Il dibattito pubblico sulla AI non si interroga sulla pericolosità sociale e per la democrazia stessa dei sistemi di sorveglianza con uso della AI e dei dati biometrici, per chi poi non conoscesse l’argomento sia sufficiente ricordare che una telecamera cattura dei dati e li elabora tirando fuori una sorta di impronta digitale del volto. La AI è molto più precisa dei primi software, la discussione non potrà limitarsi alle obiezioni sulla privacy e sui tempi necessari per il trattenimento dei dati, la immane schedatura a tutela dell’ordine pubblico rappresenta un salto di qualità nella costruzione di una nuova società dispotica. Il regolamento europeo sulla AI permette il riconoscimento facciale a posteriori e solo per ricerche mirate su soggetti già identificati e oggetto di indagini, nulla a che vedere con raccolte di dati preventive e generalizzate. Nel frattempo, il Garante ha invocato il divieto esplicito di utilizzo di banche dati biometriche costituite tramite raccolta di immagini dal web, assistiamo increduli ad un autentico corto circuito tra la tutela dei diritti fondamentali e le esigenze di ordine pubblico.
In Europa esiste maggiore consapevolezza sui rischi della Intelligenza artificiale specie se utilizzata per l’ordine pubblico, in Italia la tentazione di cedere alla AI per una repressione preventiva rappresenta una autentica suggestione e per questo non sorgono dubbi di sorta sulla inaffidabilità tecnica degli algoritmi, sugli utilizzi impropri del sistema di sorveglianza. E’ bene ricordare che i missili di ultima generazione si avvalgono della AI per individuare e colpire gli obiettivi, lo fanno tuttavia con un elevato numero di vittime innocenti, di civili il cui unico torto è quello di trovarsi nelle vicinanze di un obiettivo militare da colpire e neutralizzare.
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