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La scuola? Un’azienda improduttiva, passiva e zavorra dell’economia dello Stato

Dalla lettura di certi documenti si viene colti dallo scoramento che nasce dalla coscienza che tutto ciò che stiamo vivendo di disastroso nella scuola è frutto dell’azione della sinistra che assiste passivamente alla inesorabile distruzione della scuola.

La scuola sarebbe un’azienda improduttiva, passiva e zavorra dell’economia dello Stato, è quanto si legge nelle pagine che sempre più inondano il web, che danno voce all’azione di un governo che ha fallito gli obiettivi e che ha trasformato il Miur nella cassa per finanziare le esigenze di riduzione della spesa pubblica e nel contempo, tuttavia, si gratifica nel finanziare la scuola privata e pagare i regalini a deputati e senatori di qualche partito.

Si sente l’esigenza di un Marchionne per la scuola e scimmiottando l’azione del manager della Fiat, taluni propongono decaloghi e ricette per “migliorare” il pianeta istruzione.

Precisiamo da subito che se da un lato il Manager della Fiat ha imposto una certa linea di condotta, che sul piano sindacale e della tutela dei diritti dei lavoratori è inaccettabile, lo ha fatto ponendo sul piatto della bilancia investimenti per miliardi di euro cosa che , invece, il nostro ministro si è ben guardato dall’inserire nei progetti che ci propina come riforma, ma che, in effetti, sono provvedimenti di ristrutturazione aziendale, basati unicamente nella logica di far cassa nell’immediato, senza alcuna prospettiva futura.

Gli estimatori del Marchionne che operano da anni della scuola, che da decenni dirigono istituzioni scolastiche, la dichiarano “zavorra dell’economia”.

E’ logico chiedersi cosa hanno amministrato in questi anni per giungere a simili definizioni come “zavorra” e “azienda improduttiva”?

L’azione proposta in stile Marchionne non può che cominciare dall’abolizione dall’esigenza del risparmio e dove risparmiare se non eliminando le, ovviamente, folli spese sostenute per pagare i distacchi sindacali responsabili dei buchi di bilancio della scuola. E’ da chiedersi se qualcuno abbia quantificato il costo dei regalini di Natale fatti a deputati e senatori e che le indennità mensili percepite da un singolo parlamentare corrispondono a circa sedici stipendi medi mensili del personale in distacco sindacale. Personale che svolge attività di assistenza e consulenza gratuita ai dipendenti.

Bisogna intervenire anche su quanti non lavorano e dar loro la “buona uscita”. Ma è pensabile che ci sia a scuola gente che non lavora? E cosa fa il dirigente? Quale controllo esercita? Se così accade allora l’inefficienza è da ricondurre al dirigente che è incapace di far lavorare le persone; è incapace a creare le condizioni per consentire ai docenti di sviluppare la propria professionalità; è incapace di quella organizzazione efficiente che tenga conto di tutte le risorse umane presenti nella scuola.

Ovviamente sulla falsa riga di Marchionne se i lavoratori non lavorano é colpa dei loro rappresentanti! Aboliamo la RSU ed eliminiamo quegli “organismi improduttivi di formale collegialità”.

Poi, sempre nella logica del risparmio occorre attuare nuovi dimensionamenti della rete scolastica operando, ovviamente, in maniera efficace l’accorpamento di plessi scolastici, eliminando le realtà improduttive, le classi semivuote, le scuole senza o con pochi alunni, accorpandole ad altre realtà viciniori, senza bisogno di costruire “reggenze”. E' chiaro che le reggenze verrebbero eliminate trasformando la scuola autonoma in una dependance di un’altra. Sul piano formale non vi sarebbe più una scuola autonoma in “reggenza”, ma qualcosa di peggio, una succursale. Quello che non si comprende è come mai la scuola data in reggenza non è gestibile e poi lo diventi improvvisamente quando viene accorpata e diventa una succursale. (Sarà un mistero dirigenziale). 

A questo punto con i risparmi ottenuti si troverebbero le risorse per incentivare lo stipendio dei docenti che si impegnano a scuola a tempo pieno, e non solo per 18 ore settimanali. Ma non sono già incentivati quelli che svolgono attività aggiuntive? Si vuole portare l’orario di servizio a 36 ore settimanali dando al docente solo qualche spicciolo di incentivo? E’ così che si diventa europei?

Si dimenticano le ore spese per la preparazione e correzione degli elaborati che non vengono corretti in un paio di minuti come ha fatto la Commissione del Concorso a Dirigente in Sicilia; si dimenticano le riunioni dei consigli di classe, gli incontri con le famiglie, i collegi dei docenti, le riunioni di dipartimento, le riunioni di programmazione, le attività di accompagnamento durante le gite di istruzione. Senza contare gli impegni nelle commissioni elettive vedi Giunta esecutiva, Consiglio d’istituto, Comitato di valutazione dei docenti, Commissione di disciplina. Attività in cui tutti i docenti sono coinvolti e partecipano attivamente. Oggi abbiamo anche il carico delle supplenze che vengono svolte gratuitamente per l’incapienza di bilancio a cui tutti i dirigenti si sono immediatamente assoggettati.

Evidentemente le scuole dirette de questi illustri criticoni, i nuovi manager stile Marchionne, non soffrono di questi problemi, sono oasi felici.

Dalla lettura di certi documenti si viene colti dallo scoramento che nasce dalla coscienza che tutto ciò che stiamo vivendo di disastroso nella scuola è frutto dell’azione della sinistra, compresa l’assurda situazione del concorso del 2004 che l’arroganza della sinistra, allora al governo, ha generato.

Vorrei replicare evidenziano le vere negatività tra le quali metto in evidenza quella degli studenti picchiati e oltraggiati all'interno della scuola, la negatività di dover comprimere i programmi a causa della illegittima riduzione delle ore praticata a partire dalla classi seconde fino alle quarte senza alcuna giustificazione, senza alcuna logica, operata, questa, nel totale disinteresse di quella sinistra forza di opposizione, ma mi limito a consigliare una attenta lettura delle leggi sulla sicurezza così da escludere, almeno questo, ab origine l’accettazione della formazione "di classi pollaio" (dove è lecito chiedersi quale ruolo abbia il dirigente all'interno di questi "pollai").

Commenti all'articolo

  • Di Renzo Riva (---.---.---.8) 2 febbraio 2011 19:26
    Renzo Riva

    ...dove è lecito chiedersi quale ruolo abbia il dirigente all’interno di questi "pollai".

    Rispondo:
    Lo stesso del gallo in mezzo alle galline.

    Dimentichiamo forse che la preparazione e selezione negli anni ’50 e ’60 facevano dei diplomati tecnici dei quasi ingegneri?

  • Di Renzo Riva (---.---.---.8) 2 febbraio 2011 19:30
    Renzo Riva

    Con classi numerose.
    Io frequentai insieme ad altri 32 studenti, fino alla classe 5a, il corso di elettronica industriale all’istituto tecnico "A. Malignani" di Udine.
    Oggi ho l’età di anni 61.
    Fate un po’ voi i conti.

  • Di Giuseppe D’Urso (---.---.---.137) 3 febbraio 2011 08:27

    Non sono io che ho definito le classi affollate come dei "pollai", bensì quel dirigente che ha qualificato la scuola "un’azienda improduttiva, passiva e zavorra dell’economia dello Stato".

    Non sono io ad aver tagliato 3 ore su 12 delle discipline di indirizzo tecnico, senza alcun progetto di riforma volto a legittimarne la riduzione.
    Oggi ci troviamo nella scuola tecnica una riduzione delle ore di lezione senza alcun riscontro nei programmi che dovranno necessariamente ssere decurtati senza alcuna possibilità di compensazione. Quaranta anni fa non c’erano governi che violando tutte le regole (come accertato dal TAR e con parere negatiovo dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) riducevano le ore di lezione senza che questa operazione fosse il risultato di un progetto di riforma che partisse dalle prime classi e poi, negli anni successivi, a cascata sulle altre classi.
    Lei ha frequentato un Istituto Industriale facendo anche molte ore di officina e di laboratorio che certamente consentivano il raggiungimentio degli obiettivi.
    Oggi abbiamo dei curricula mutilati dai tagli e da una "ristrutturazione aziendale" chiamata "riforma" che non ha alcun obiettivo formativo e di miglioramento del "prodotto" (visto che qualcuno inopinatamente parla di scuola azienda), ma solo la necessità di fare cassa.
    Il tutto egregio sig. Riva, senza alcuna presa di posizione di quella sinistra che fa finta di indignarsi, ma solo se le leggi riguardano direttamente o indirettamente il Presidente del Consiglio. La stessa sinistra che ha fatto la lotta alla legge sull’Università, ma che nulla ha detto, che non ha proposto alcuna mobilitazione, contro i tagli indiscriminati delle ore di lezione della classi non soggette a riforma, fatto che ha compromesso la legittimità dei curricula.

  • Di Renzo Riva (---.---.---.248) 20 febbraio 2011 00:36
    Renzo Riva

    Invertirei il titolo
    La scuola? Un’azienda improduttiva, passiva e zavorra dell’economia dello Stato

    con il seguente
    Il sistema economico in passivo dello Stato
    è la zavorra che condanna la scuola ad essere improduttiva

    La prima fonte di di energia elettrica in Europa
    è di origine NUCLEARE con oltre il 33%

    CHI È CAUSA DEL SUO MALE PIANGA SÈ STESSO

    ENERGIA: UP; VERSO FATTURA RECORD IN 2011, OLTRE 60 MLD (2)

    ZCZC6064/SXA
    XEF46595
    U ECO S0A QBXB
    ENERGIA: UP; VERSO FATTURA RECORD IN 2011, OLTRE 60 MLD (2)

    (ANSA) - ROMA, 17 FEB - Nel 2010 l’aggravio della fattura e’
    stato di 9,3 miliardi di euro rispetto al 2009. L’impatto sul
    pil, pari al 3,3%, si confronta con un valore medio dell’1,5%
    degli anni Novanta.
    I consumi sono ammontati lo scorso anno a 177,7 milioni di
    tonnellate equivalenti di petrolio, in recupero dell’1,6%
    rispetto al 2009. Ad eccezione del petrolio che ha mostrato un
    nuovo calo del 2,4% (-1,8 milioni di tonnellate), tutte le altre
    fonti hanno mostrato segnali positivi: gas +6,3%, carbone +4,5%,
    rinnovabili +0,4%. La quota di petrolio sul totale e’ cosi’
    scesa al 40,3% rispetto al 50% del 2000, mentre nello stesso
    periodo quella del gas e’ salita dal 31% al 38%.
    La domanda di carburanti, ovvero di benzina e gasolio, e’
    diminuita del 2,2%, cioe’ di 800 mila tonnellate. Dal 2004 il
    calo e’ di 3,3 milioni di tonnellate.
    Sul fronte dei prezzi, invece, il costo medio del greggio
    importato espresso in dollari e’ stato superiore del 30%
    rispetto al 2009, percentuale che sale al 38% se convertito in
    euro. Rispetto al 2000, rileva ancora l’Up, il prezzo in euro
    del petrolio importato e’ praticamente raddoppiato (+96%).
    (ANSA).

    OM
    17-FEB-11 18:25 NNN
    #ENDSMS#

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