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 Home page > Tribuna Libera > La matita rossa e blu

La matita rossa e blu

Quando, tempo addietro, il mio prof. correggeva i compiti in classe usava la matita rossa e bleu per evidenziare tutto ciò che c'era di sbagliato nel compito. La stessa cosa andrebbe fatto per evidenziare e correggere gli errori che i Paesi dell'Eurozona e, in particolare l'Italia, hanno commesso in tutti questi anni!

Molti affermavano e continuano a farlo, che la soluzione o la cancellazione degli errori sarebbe avvenuta con: "...politica di riequilibrio Nord-Sud, di socialità, di nuovo welfare, di economia sociale di mercato, di partecipazione dei lavoratori agli utili delle aziende, di attenzione alle nuove povertà, di aumentare le tasse, di ridurre i vitalizi ai politici, di cacciare gli stranieri ecc. ecc.".

Altri, invece, di cambiare i fattori: " Attraverso la riforma del mercato del lavoro che è la grande occasione per rilanciare una grande coesione sociale"

Già nel lontano 2012 affermavo che il più grave degli errori da correggere con la matita rossa e bleu era l'euro-sistema economico e che la prima cosa da fare era chiedersi chi e cosa, in questi anni, hanno sfasciato un sistema economico che andava a mille in Europa ed in italia?

Ricordiamoci che i primi passi per una Europa unita si fecero con il M.E.C., esattamente il 25 marzo del 1957 si riunirono a Roma i rappresentati di sei paesi europei: Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Olanda e Repubblica Federale Tedesca (già da allora la Gran Bretagna era fuori). Firmarono il “Trattato di Roma”, il quale segnava la nascita della Comunità economica europea (CEE), della comunità europea per l’energia atomica (EURATOM) e di un mercato economico europeo (MEC ). L’EURATOM era un’organizzazione non a scopo militare nata per l’esigenza di uno sviluppo della ricerca sull’energia nucleare a scopi pacifici, ossia impiegata come energia alternativa alle classiche; l’organizzazione divenne operativa dopo un anno.

La CEE,organizzazione composta da un consiglio, una commissione, un’assemblea ed una corte di giustizia, si prefiggeva la realizzazione di un mercato comune europeo, il MEC, il quale mirava a promuovere:

· un miglioramento rapido del tenore di vita dei popoli dei Paesi aderenti;

· uno sviluppo armonioso delle attività economiche della Comunità;
· più strette relazioni tra gli Stati membri;

· un'espansione continua ed equilibrata;
· una stabilità politica ed economica.

Il vero problema è che si sono persi di vista gli obbiettivi sopra elencati e che il mercato europeo è stato invaso da quello asiatico e di tutto il resto del mondo!

Tutti che addebitano alla crisi internazionale il nostro malessere attuale. Nessuno, però,evidenzia che la crisi sta colpendo, sopratutto ,quei Paesi che hanno messo da parte sia il settore primario che il secondario,privilegiando sopratutto il settore terziario!!

In parole povere la crisi è stagnante ,sopratutto, là dove sia il settore primario (allevamento,caccia,pesca e la trasformazione non industriale per es. formaggi , ,latte,salumi e pesci fatti in casa)che il settore secondario (il settore economico che comprende tutte le industrie di produzione e lavorazione di beni ad eccezione delle industrie alimentari ), sono stati messi da parte( scegliendo la strada dell'importazione.Tutta l'Europa,Italia in testa, ha privilegiato il settore terziario che altro non è che la vendita e l'erogazione dei servizi utili a far fare profitti soprattutto a chi produce e...coniuga il minimo sforzo con il massimo profitto.

Il problema reale è che l'Europa e l'Italia così facendo si stanno impoverendo, al contrario delle Nazioni produttrici. Non si può vivere di solo settore Terziario. Come può un palazzo reggersi senza fondamenta? Così accade al Terziario quando non esistono il primario ed il secondario.

Il settore terziario è quello dove le magagne,la corruzione,le tangenti e gli interessi economici sono spaventosi e dove i politici-corrotti rubano come si può" rubare in chiesa " !

Per superare la crisi bisogna ripristinare l'euro-sistema economico che prevede la prosperità dei settori primario e secondario (che per inerzia tirano anche il terziario).

In parole povere bisogna ritornare all'antico ,rioccupare i lavoratori,produrre in Italia ed eliminare l'importazione di prodotti che l'Italia ha sempre prodotto (meglio di altri Paesi).

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