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 Home page > Tribuna Libera > La lotta all’evasione

La lotta all’evasione

Di lotta all'evasione ne sento parlare da decenni. Ci sono i governo che la combattono a colpi di condoni, come i governi berlusconiani. Ci sono quelli di centro sinistra che la combattono con le voluntary disclorure e con il rilassamento dei controlli.

E poi c'è questo governo che, tanto per cambiare, ripropone la lotta al nero con le novità sul contante (il cui uso vorrebbe scoraggiare) e sulle manette agli evasori (l'anno scorso il m5s ci aveva già provato).

Siamo un paese strano: strilliamo per la tassa contro le merendine, poi non abbiamo nulla da dire contro l'evasione (in tutte le sue forme, da quella piccola a quella più chic delle grandi società del web).
Come i capponi di Renzo (quello di Manzoni), ce la prendiamo con gli immigrati, i ladri di welfare, con la sinistra che mette le tasse, con Greta che rinfaccia ai grandi della terra di non preoccuparsi dell'ambiente (di tutti, non solo di Bolsonaro). Tutto pur di non alzare la testa e cercare di capire le cose.



Chi evade, grande o piccolo, sottrae risorse per scuole, bus, ospedali, per far funzionare la macchina dello Stato.
Se organizzassimo meglio la macchina della sanità pubblica, eliminando sprechi, recupereremmo soldi per assumere nuovi medici, per snellire le code per gli esami..

Significa mettere mano alle piccole rendite parassitarie di questo paese, che coinvolge le regioni e il governo centrale.
Il mondo delle imprese, quello che chiede riforme e infrastrutture (e che aveva come paladino dell'antimafia in Sicilia Antonello Montante), il mondo delle banche e dei professionisti ..

Foto: Pixabay

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.49) 29 settembre 18:27

    Siamo patria di evasori fiscali impenitenti ed impuniti (record mondiale assoluto). E’ cosi’ che in questo paese si è costruita la ricchezza privata a danno del debito pubblico che continua a crescere. Un frodatore fiscale, beccato una tantum per un disguido, poi condannato ad una "pena" ridicolmente offensiva, è stato a lungo il premier ed è ancora oggi in pista. Mettere in campo una vera lotta all’evasione fiscale significa perdere consensi di una grande moltitudine di elettori. Ecco perché si fanno gli annunci e poi si strizza l’occhiolino; nessuno vuole pagare dazio. E il bello è che a parole le tasse le pagano tutti; poi senti in tv il tizio che lamenta di avere lavorato una vita, magari riuscendo a farsi una casa per lui e per i figli (storie vere) e però ha una pensione minima. Praticamente una autodenuncia pubblica, per quanto inconsapevole, di essere un evasore fiscale, alla faccia di che le tasse le paga anche per lui. E il bello è che nessuno si accorge, tanto meno i giornalisti di turno, che hanno di fronte un evasore, anzi commiserano la iniquità del sistema pensionitico. Razza di imbecilli o conniventi.

    Questo governo sembra più deciso, almeno sul piano delle intenzioni, di quelli che lo hanno proceduto. Vedremo. Ma l’unico segnale che può dirci che non è la solita boutade è una vera e seria legge "carcere per gli evasori". Senza se e senza ma. Se riescono a farla, e ho dei seri dubbi in proposito, il giorno dopo scatta la protesta "governo manettaro, giustizialista, oppressore delle libertà, inquisitore ecc... " da parte dei soliti noti che stanno li proprio a garanzia che questo non avvenga mai. 

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