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La guerra nascosta degli Usa in Somalia: oltre 100 attacchi aerei in due anni

Secondo un rapporto diffuso questa mattina da Amnesty Internationalnegli ultimi nove mesi del 2017 gli Usa hanno compiuto 34 attacchi aerei in Somalia, più del totale del periodo tra il 2012 e il 2016. L’aumento è proseguito nel 2018 con 47 attacchi e pare confermato anche nel 2019, con 24 attacchi nei soli due primi mesi dell’anno.

Di questi oltre 100 attacchi aerei, l’organizzazione per i diritti umani ne ha analizzati cinque, in cui sono stati uccisi 14 civili e altri otto sono rimasti feriti, che potrebbero costituire veri e propri crimini di guerra.

I cinque attacchi aerei sono stati portati a termine con droni Reaper e aerei con equipaggio a bordo nel Basso Shabelle, una regione che circonda la capitale Mogadiscio e che è controllata pressoché totalmente dal gruppo armato al-Shabaab.

Il Comando Usa in Africa (Africom), cui Amnesty International ha sottoposto le proprie conclusioni, ha smentito che nelle sue operazioni in Somalia siano stati uccisi civili. Ma il numero di vittime civili scoperto in solo una manciata di attacchi aerei lascia pensare che il totale sia ben più alto.

Basti considerare che dal 2016 gli Usa hanno triplicato i loro attacchi aerei in Somalia, superando il totale di quelli in Libia e Yemen.

Il numero degli attacchi è andato crescendo dal 30 marzo 2017, quando il presidente Trump ha firmato un decreto per dichiarare la Somalia “area di ostilità attive”.

Secondo un generale statunitense in pensione intervistato da Amnesty International, il decreto ha diminuito l’onere per le forze armate Usa di garantire che negli attacchi aerei non verranno uccisi civili. A suo giudizio, e ciò è molto preoccupante, il decreto ha ampliato il numero dei potenziali bersagli fino a comprendere praticamente qualsiasi maschio adulto che viva nei villaggi che simpatizzano per al-Shabaab e che si trovi nelle vicinanze di persone conosciute come combattenti. Questo mandato così esteso potrebbe violare il diritto internazionale umanitario e causare l’uccisione illegale di civili.

Le testimonianze, le immagini satellitari e l’analisi dei frammenti ritrovati sul posto fanno ritenere che l’attacco della notte tra l’11 e il 12 novembre 2017 nei pressi del villaggio di Darusalaam, nel quale sono stati uccisi tre civili, sia stato portato a termine mediante una bomba GBU-69/B Small Glide Munition, che può essere lanciata solo da un aereo AC-130.

L’impiego di questo aereo, che non si vedeva in Somalia da oltre 10 anni, è purtroppo un altro segnale dell’escalation di questa guerra nascosta e oscurata.

Questo articolo è stato pubblicato qui



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