L’umanità oggi è minacciata da 4 bombe micidiali, dobbiamo disinnescarle chiedendo il Disarmo nucleare con ICAN
Oggi, l’umanità è minacciata da quattro “bombe” che incombono come spade di Damocle sul suo destino, ben descritte anche dal comboniano padre Alex Zanotelli: la bomba militare, che trova il suo culmine nella guerra nucleare e si consuma oggi nello stillicidio di guerre sanguinarie come quella in Ucraina e genocide come quella di Gaza in una cinquantina di conflitti diversi; la bomba climatica, con i suoi disastri ambientali causati dalle emissioni di gas serra e dal cambiamento climatico; la bomba dell’ingiustizia sociale, con l’1% della popolazione mondiale che possiede tanta ricchezza quanto il restante 99%; la bomba della discriminazione, che colpisce donne, diversità e minoranze in ogni angolo del mondo.
di Laura Tussi su FARO DI ROMA

E’ una denuncia che non va lasciata cadere perchè purtroppo si tratta di pericoli micidiali ed interconnessi. Contro i quali occorre impegnarsi con la disobbedienza civile e la testimonianza pubblica.
In questo senso è sempre attuale la campagna per il Disarmo Nucleare promossa dalla Rete ICAN che oggi conta circa 500 organizzazioni in oltre 100 Paesi e che nel 2017 è stata insignita del Premio Nobel per la Pace a Oslo (nella foto). Oggi, otto anni dopo, questo riconoscimento continua a rappresentare, come dichiarò allora la direttrice esecutiva Beatrice Fihn, un tributo a tutti gli attivisti che in ogni parte del mondo si battono per il disarmo nucleare, guidati dall’obiettivo storico e giuridico di abolire e interdire gli ordigni nucleari secondo il diritto internazionale.
Insieme a tante personalità dell’attivismo nonviolento per la pace, da anni siamo parte attiva, costruttiva e creativa della rete internazionale ICAN, a cui aderiscono, in Italia, numerose associazioni impegnate per il disarmo nucleare universale. È importante ricordare che molte delle nostre attività di mobilitazione si sviluppano attraverso un Coordinamento per il disarmo nucleare, una coalizione che riconosce pari dignità ai suoi membri e lavora per sensibilizzare l’opinione pubblica, anche affrontando senza censure il ruolo della NATO e il suo esplicito boicottaggio del Trattato ONU del 7 luglio 2017.
Tra le associazioni italiane aderenti a ICAN ci sono il M.I.R. – Movimento Internazionale della Riconciliazione, la WILPF – Federazione Internazionale delle Donne per la Pace, il Cormuse, l’IPPNW, la RID e Pax Christi, solo per citarne alcune. L’elenco è lungo e in continua crescita: il nostro scopo è proprio quello di allargare e rafforzare la rete.
Il Trattato ONU per la proibizione delle armi nucleari è stato adottato il 7 luglio 2017 a New York, al Palazzo di Vetro, grazie al voto favorevole di 122 Paesi e al ruolo determinante della società civile organizzata in ICAN. Al momento della sua stesura e adozione, furono presenti anche diversi ecopacifisti italiani, molti dei quali hanno contribuito, insieme a noi, ai libri *La follia del nucleare* e *Antifascismo e Nonviolenza* (Mimesis Edizioni), nei quali tracciamo il percorso culturale e politico che ha portato all’approvazione del trattato.
Lo spirito di fondo di questa cultura di pace è sintetizzato nello slogan “Prima l’umanità, prima le persone”: un principio che contrasta radicalmente con la deriva parafascista rappresentata dallo slogan “Prima gli americani”, “Prima i francesi”, “Prima gli italiani”, ecc., imposto da leader nazionalisti come l’ex presidente statunitense Donald Trump.
È per questo che raccogliamo e rilanciamo i moniti del partigiano Stéphane Hessel, deportato a Buchenwald, padre della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, presidente del Tribunale Russell sulla Palestina e autore del saggio *Indignatevi!*, che ha ispirato milioni di persone nel mondo, dando origine ai movimenti degli Indignados e a Occupy Wall Street.
Hessel ci ha lasciato un testamento spirituale poco prima di morire, a 96 anni, in un pamphlet dal titolo emblematico: *Esigete il disarmo nucleare totale!* È quello che anche noi, con la stessa passione e speranza, invitiamo a fare: vi chiediamo di inviarci brevi video con le vostre prese di posizione “esigenti”, che pubblicheremo sul canale YouTube che abbiamo dedicato alla causa.
La nostra campagna, tesa a far crescere sia in quantità che in qualità le adesioni alla rete ICAN, consiste proprio nella raccolta di video-testimonianze e appelli per scongiurare la minaccia di una guerra nucleare — una minaccia che potrebbe esplodere anche solo per errore informatico e che, anche su scala limitata (come uno scambio tra India e Pakistan), produrrebbe un “inverno nucleare” con miliardi di vittime.
Un aspetto centrale della nostra azione è l’intreccio tra crisi climatica e nucleare. Proprio questo legame ha motivato lo storico voto del 28 agosto 2018 con cui lo Stato della California ha sostenuto il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, in aperta rottura con le politiche di riarmo e sfruttamento fossile dell’allora presidente Trump.
Tra gli interventi video già raccolti e pubblicati figurano quelli di Alex Zanotelli, Moni Ovadia, Vittorio Agnoletto, Agnese Ginocchio, Maurizio Acerbo, Virginio Bettini e molti altri, oltre ai nostri. Invitiamo tutti a firmare l’appello online per aderire al Coordinamento per il disarmo nucleare. Chiunque può aderirvi: basta compilare l’apposito modulo. Anche tu, come singolo attivista, puoi inviarci un tuo breve video (massimo 2-3 minuti) spiegando perché hai scelto di impegnarti per la proibizione e l’eliminazione delle armi nucleari. Non servono attrezzature professionali: va benissimo anche un semplice video registrato con lo smartphone.
Laura Tussi
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