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Iran, iniziato lo sciopero della fame di due prigioniere di coscienza

Come avevano annunciato la scorsa settimana, da ieri le due prigioniere di coscienza iraniane Nazanin Zaghari-Ratcliffe e Narges Mohammadi (nella foto) sono in sciopero della fame: un gesto disperato ed estremo per richiamare l’attenzione sulla loro ingiusta detenzione e sul diniego, da parte delle autorità iraniane, delle cure mediche specialistiche di cui entrambe hanno bisogno.

Nazanin Zaghari-Ratcliffe, che è anche cittadina britannica, è stata arrestata il 3 aprile 2016 all’aeroporto internazionale Imam Khomeini di Teheran, mentre stava salendo a bordo di un aereo che l’avrebbe riportata a Londra dopo aver visitato la sua famiglia in Iran insieme alla figlioletta Gabriella.

Dopo mesi di detenzione in isolamento senza poter contattare un avvocato, nel settembre 2016 è stata condannata a cinque anni di carcere per “appartenenza a un gruppo illegale”: la Fondazione Thomson Reuters, un’organizzazione senza scopo di lucro che promuove il progresso socio-economico e il giornalismo indipendente.

Nazanin Zaghari-Ratcliffe ha superato i 1000 giorni di carcere e ha compiuto 40 anni in detenzione. Recentemente ha sviluppato noduli al seno e secondo il marito Richard, che da Londra porta avanti la campagna per la scarcerazione, non riceve cure mediche adeguate.

Narges Mohammadi, nota difensora dei diritti umani, è stata arrestata nel maggio 2015 e sta scontando una condanna a 16 anni di carcere per aver svolto una campagna per l’abolizione della pena di morte e aver preso parte a manifestazioni per denunciare gli attacchi con l’acido contro le donne. Soffre di embolia polmonaree in carcere ha sviluppato un disordine neurologico che le provoca epilessie e paralisi temporanee.

Dopo aver annunciato l’imminente avvio dello sciopero della fame, le due detenute sono state punite dalla direzione del carcere che ha impedito loro di fare telefonate ai loro parenti.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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