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 Home page > Attualità > Ambiente > Intervista al Commissario Europeo per l’Ambiente Janez Potočnik

Intervista al Commissario Europeo per l’Ambiente Janez Potočnik

Questa mattina ho rivolto alcune domande al Commissario Europeo per l'Ambiente Janez Potočnik, in occasione dell'incontro con i cittadini a Pisa. Questo dibattito segna la quarta tappa degli incontri tra cittadinanza e commissari europei, fortemente voluti della vicepresidente della Commissione Viviane Reding. Abbiamo parlato di ambiente e crescita verde, rifiuti e termovalorizzatori, economia, infrastrutture e Grandi opere.

Buongiorno Commissario, come prima domanda vorrei chiederle, in termini molto generali, quali sono le principali proposte riguardo lo sviluppo sostenibile del mercato energetico europeo.

Lavoro principalmente su tre priorità dall'inizio del mio mandato. La prima è quella di lavorare su un utilizzo più efficiente delle risorse per una crescita verde (green growth). La seconda è migliorare lo status della così detta biodiversità, terzo: il miglioramento dell'implementazione del quadro legislativo europeo esistente perché in molti dicono purtroppo che noi abbiamo una buona legislazione, ma non sempre implementata in maniera corretta. E ovviamente quello che lei mi sta chiedendo si concentra soprattutto nel pilastro dell'uso sostenibile delle risorse.

Per esempio stiamo premendo sugli stati membri di spostare la tassazione a livello generale dal lavoro ad attività più “ambientali” (environment friendly) rimuovendo i sussidi che nuociono all'ambiente, stimolando l'innovazione ecologica, stiamo lavorando per sviluppare settori specifici sul trattamento dei rifiuti e delle acque, attività come per esempio favorire gil “appalti verdi” (Green public procurement).

Migliorare il mercato interno per quanto riguarda i prodotti ecologici: ci sono attività specifiche per quanto riguarda il miglioramento della catena alimentare, delle costruzioni e sul design ecologico in modo che un prodotto possa tenere conto di tutta la vita della risorsa dall'inizio alla fine, sull'etichettatura di questi prodotti, per dare la possibilità ai consumatori di sceglierli consapevolmente. All'inizio del mio mandato abbiamo adottato un documento che si chiama “The Roadmap to a Resource Efficient Europe” per arrivare all'efficienza nell'uso delle risorse dove si possono trovare tutte queste attività. Questo documento è scandito con una visione entro il 2050, dei punti cardine, delle pietre miliari entro il 2020 e le attività specifiche che noi dobbiamo fare per raggiungerli.

A proposito di uso sostenibile delle risorse, si parla spesso di termovalorizzatori e riciclaggio; il problema dello smaltimento dei rifiuti è sicuramente di primaria importanza e quindi volevo chiederle che cosa pensa della situazione campana e di Napoli in particolare, ma anche come intende muoversi l'Ue magari nell'affrontare i problemi anche a monte, tramite una strategia a rifiuti zero, abolire o ridurre il packaging, valorizzare prodotti a km zero...

Noi abbiamo una direttiva quadro per i rifuti che fissa per tutti i paesi e per tutte le regioni degli standard e delle gerarchie dei rifiuti, il che significa che prima bisogna fare tutto il possibile per ridurre la quantità di rifiuti, quindi favorire il riutilizzo e il riciclo e solo quello che non si può riutilizzare o riciclare può essere bruciato negli inceneritori o messo in disarica, queste sono regole obbligatorie. Per quanto riguarda l'impacchettamento, abbiamo una direttiva specifica del 1992, in questa direttiva abbiamo dei target chiari e specifici per quanto riguarda l'impacchettamento; il prossimo anno noi faremo una revisione di tutta la legislazione per quanto riguarda i rifiuti ed in particolare il packaging.



Spostandomi sulla Campania abbiamo accordato con il ministro Clini un piano per la gestione dei rifiuti, questo è stato adottato; chiaramente per noi adesso è importante che tutti gli step che sono evidenziati in questo piano siano effettuati in un tempo definito. In primo luogo è importante non avere più un'emergenza dei rifiuti, parallelamente è importante avere un piano ed un meccanismo di gestione che sia coerente con questa gerarchia dei rifiuti. Come sicuramente sa questo è un caso molto vecchio, e noi stiamo seguendo se ci sono degli eventuali ritardi su questo piano prima di decidere se dobbiamo andare per la seconda volta in corte e questo sicuramente avrà un costo.

In conclusione vorrei chiederle un'opinione riguardo il complesso binomio economia-ambiente in relazione ad alcuni casi italiani, ma anche a politiche europee più generali. Secondo lei l'equazione “più investimenti in trasporti = più crescita economica” può ancora essere considerata valida? E cosa ne pensa di alcune politiche europee in contraddizione con una politica verde, penso alle grandi opere ed ai casi italiani del Tav in Val Susa o il Ponte sullo stretto?

Quello che stiamo cercando di fare, a livello di commissione e di Unione europea è di integrare il più possibile le politiche ambientali nel resto delle politiche, ovviamente senza dimenticare l'implementazione delle regole esistenti. Quello che stiamo cercando è anche di integrare il concetto di ambiente e protezione ambientale nel modo di pensare economico e questo ovviamente riguarda l'agricoltura, l'energia e i trasporti, ovviamente in certi campi abbiamo competenza a livello di Ue, in altri sono gli stati membri che hanno queste competenze.

Quello che stiamo cercando anche attraverso l'Europa 2020, la nuova strategia complessiva economica, è di stimolare i ministri (attraverso il semestre europeo) dell'ambiente a far capire anche questo ai loro rispettivi colleghi nei governi degli stati membri. Quello che noi possiamo fare per quanto riguarda l'approccio di efficienza dell'utilizzo delle risorse è di aspettare di arrivare allo scontro con la dura realtà e quindi la penuria di risorse e conseguentemente dell'aumento dei prezzi dei carburanti ad esempio nel settore dei trasporti oppure investire a monte sperando che questo prevenga già da adesso. Questo per le infrastrutture è molto importante, ovviamente per le compagnie, a livello individuale è un po' più difficile da capire, ma per le grandi infrastrutture questo è molto importante.

La nostra capacità di essere efficienti nell'uso delle risorse e di essere rispettosi dell'ambiente dipende molto dalle infrastrutture, dalla modifiche e migliorie che possono esserci dal punto di vista infrastrutturale perché se tu fai un'infrastruttura tu sei chiuso per molto tempo nella logica di questa infrastruttura, per i costi che hai sostenuto, e quindi è importante prevedere quello che avverrà.

Tornando ancora alla Campania: se costruisci un grande inceneritore devi essere certo di poterlo utilizzare, di potervi bruciare i rifiuti per almeno vent'anni. Per quanto riguarda gli investimenti in infrastrutture da parte dell'Ue si fa un'analisi dell'impatto ambientale, quindi tutti i criteri ambientali devono essere rispettati. Le regole dei progetti sono soggetti a specifici criteri che devono essere rispettati.

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