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Il prezzo della disuguaglianza

Il professore francese Thomas Piketty, ha pubblicato un saggio molto sintetico, che ci fa capire bene come si è sviluppata la disuguaglianza economica nelle principali nazioni del pianeta (La nave di Teseo, 2025, p. 107, euro 14).

Le disuguaglianze sono principalmente il frutto di leggi naturali, di tradizioni regionali e nazionali, o piuttosto di scelte politiche?

In questo saggio si può approfondire un approccio storico e comparativo dei vari rapporti inegualitari delle società più moderne. L'esempio europeo della Svezia, ci dimostra come una delle nazioni meno egualitarie della fine dell'Ottocento, si sia notevolmente trasformata, negli anni trenta del secolo scorso, grazie al partito socialdemocratico, che ha governato per un cinquantennio (p. 9).

Perciò "La Svezia rappresenta un caso più che interessante, qualora ci si voglia vaccinare contro qualsiasi idea di determinismo a lungo termine, legato per l'appunto a fattori naturali o anche culturali e che individuerebbe alcune società come perennemente ugualitarie e altre (l'India per esempio) come perennemente non ugualitarie" (p.9). Tutto si può trasformare, soprattutto a livello nazionale. Però a volte quasi tutto si trasforma, per rimanere sostanzialmente come prima. A livello internazionale le questioni economiche sono in molti casi più complesse.

Tutti gli Stati sono il frutto di rapporti di forza, più o meno manifesti, con "i gruppi dominanti, i quali, chiaramente, tendono sempre a naturalizzare le disuguaglianze, a presentarle come perpetue e a mettere in guardia contro ogni sorta di cambiamento capace di minacciare la gradevole armonia conseguita", per le tasche dei più ricchi.

In varie nazioni la realtà politica è molto dinamica,"nella continua ricostruzione di se stessa, essendo il frutto di rapporti di forza, di compromessi istituzionali e di scelte di campo divergenti, perlopiù incompiute". Ogni paese ha dei vincoli sociali particolari, ma la globalizzazzione ha creato dei pesanti problemici economici riguardanti quasi tutti i governi del mondo. Le grandi e le grandissime economie nazionali sono sempre più legate tra di loro.

In ogni caso la particolare situazione economica e politica si può capire meglio facendosi ispirare da queste domande: "quali sono i confini della comunità alla quale ci si riferisce? In che modo è possibile organizzare il potere politico, il sistema politico, all'interno di tale comunità? E lo stesso vale per la proprietà: quali sono le regole collettive in grado di definire i limiti, l'estensione dei diritti di proprietà? A quale quota si definisce il diritto di possedere? Che cosa significa essere proprietario?" (p. 11). Tutti questi argomenti sono complessi e legati ale grandi forme di potere.

Comunque la tendenza verso l'uguaglianza dei diritti di tutti i cittadini, ha raggiunto un nuovo punto di rottura, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti. Nel 2026, alcuni paesi arabi, hanno conosciuto il grave problema della profonda disuguaglianza, sempre più multiproblematica e sempre più legata all'origine dei conflitti armati.

Thomas Piketty insegna Economia a Parigi e risulta anche codirettore del World Inequality Lab. Nel 2013 ha vinto il premio assegnato dalla European Economic Association. Il suo saggio "Il capitale nel XXI secolo" è stato tradotto in 40 lingue e ha venduto più di due milioni di copie. Nel 2024, con Julia Cagé, ha pubblicato "Una storia del conflitto politico".

Nota - Nel sito https://wid.world (World Inequality Database), si può trovare anche il Rapporto sulle disuguaglianze nel mondo del 2022. Si tratta della sintesi finale del grandissimo lavoro collettivo di oltre un centinaio di ricercatori in tutto il mondo.

Nota sulla Francia - Ora, per i francesi, "la ripartizione del reddito totale si attesta sul 35 per cento a beneficio delle donne e sul 65 per cento a beneficio degli uomini... nel 1970 la quota in favore delle donne era del 20 per cento, cifra non molto lontana da quella riscontrabile oggi nei paesi del Sudest asiatico, in India o in Medio Oriente" (p. 34).

Nota storica - "Negli Stati Uniti, a giocare un ruolo decisivo nella messa in opera delle politiche pubbliche, è stata, più della prima guerra mondiale, la Grande crisi degli anni trenta" (p. 17). In effetti "le vere forze di cambiamento sono la mobilitazione sociopolitica e la capacità di creare nuove svolte istituzionali" (p. 18).

Foto Wikipedia

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