Riflessioni approfondite sulla Destra e sulla Sinistra
Si può riflettere meglio sull'attuale situazione politica italiana (e forse europea), attraverso la lettura di un saggio molto approfondito, opera di un giovane studioso: "Destra e sinistra. Nascita, ascesa, declino " (Simone Rapaccini, Edizioni Lindau, Torino, 400 pagine, anche Ebook a 18,99 euro, 2026).
La globalizzazione, ha reso secondari quasi tutti gli altri rapporti di forza e ha ridotto, "la funzione dei tradizionalli Stati nazionali" (p. 9). Sono state ridotte molte differenze nazionali, e la gestione politica nazionale si accentra nelle unità internazionali o si appoggia a grandi potenze, come Cina e Russia, in varie questioni nazionali e internazionali.
Ma è importante ricordare, che "secondo Jung, la sinistra è il simbolo dell'inconscio, la parte subliminale, è quel lato di sé che comprende il vero e più profondo significato della azioni che la coscienza non è in grado di capire... mentre la destra è il settore dove emerge normalmente la consapevolezza" (p. 22 e p. 23). Questa suddivisione emerge anche a livello antropologico in molte culture, come quelle degli indiani d'America e quelle australiane (p. 23 e p. 24).
Quasi sempre nelle vaire culture indoeuropee "la destra raffigura l'interno, quindi l'ordine e l'armonia, la pace, il finito, mentre la sinistra, il fuori, oscuro e sconosciuto, infinito e asservito alle forze del caos, l'ostile" (p. 24). Per quanto riguarda la cultura occidentale, può forse bastare riportare una semplice sintesi: il filosofo torinese Norberto Bobbio e Giuseppe Prezzolini (giornalista, scrittore, editore), considerano "il valore della disuguaglianza come fondamento delle posizioni conservatrici" (p. 70). Mentre l'eguaglianza è il "criterio per distinguere la sinistra dalla destra (Steven Lukes, p. 74). L'eguaglianza rappresenta quindi la colonna portante delle politiche della sinistra.
In ogni caso la globalizzazione ha avutto l'effetto "di fare in modo che l'indefinitivamente lontano in senso geopgrafico potesse diventare contemporaneamente l'infinitivamente vicino in senso culturale, sociale, economico". Ma oggi si è pure passati dalla globalizzazione economica, alla globalizzazione sanitaria (pagina finale dell'introduzione). La politica è diventato un fenomeno sempre più difficilmente raffigurabile, e sempre più internazionale e mediatico. Quello che appare in televisione, il più delle volte, non è quello che sembra, e serve soprattutto a disturbare qualche interesse nazionale.
Chi impara a pensare mette in discussione "ogni norma e ogni misura" (Hannah Arendt). Bisognerebbe imparare a ridiscutere "l'obbedienza incondizionata del pensiero" (p. 399). Infatti, "Chi ha imparato a pensare non può più accettare passivamente una narrazione, come faceva prima, non nel senso che sia diventato un ribelle, ma perché ha oramai l'abitudine di esaminare e se necessario mettere in dubbio ogni cosa". Questo avviene nella mente delle persone libere dai condizionamenti. Così dovrebbe fare, un libero cittadino e una libera cittadina.
In realtà oggi, in molti casi, non esiste una vera e chiara suddivisione tra destra e sinistra, anche perché la globalizzazione ha ridefinito gli spazi economici e sociali, e le varie relazioni politiche, privando i buoni osservatori, di un quadro di riferimento preciso. Esistono quindi vecchi bisogni sociali a cui i cittadini si rivolgono per vecchi problemi attuali, come riuscire a far quadrare un bilancio familiare.
Comunque, adesso come adesso, mi sto chiedendo perchè in molte nazioni hanno fatto quasi sparire il centro...
Simone Rapaccini si è laureato in Filosofia, si occupa soprattutto di filosofia politica e di storia, e scrive qui: https://ilpensierostorico.com/autho...
Nota sul Biopotere - Il nuovo potere moderno, è chiamato da Michel Foucault "biopotere", "perché ha lo scopo di gestire e trasformare la vita umana, producendo e organizzando le sue forze". Questo potere si concentra specialmente sulla nascita, sulla riproduzione, sulla malattia e sulla morte", di tutti i cittadini comuni (p. 391 e p. 392).
Nota sintetica - Secondo il filosofo e politologo Carlo Galli, gli anni post-moderni hanno cambiato i connotati della destra e della sinistra, "facendo loro perdere le identità e le forme politiche consuete", ma "nonostante questo non le ha rese obsolete" (p. 300).
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