• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

 Home page > Attualità > Politica > Il crollo di Fratelli d’Italia alle elezioni regionali

Il crollo di Fratelli d’Italia alle elezioni regionali

Le elezioni regionali di Veneto, Campania e Puglia hanno decretato l’inizio della fine di Fratelli d’Italia, che già vedeva la fiducia verso Giorgia Meloni calare negli ultimi mesi. La premier ha incassato una sconfitta alle urne che è il termometro dell’umore del popolo: Fratelli d’Italia non tira e non attira più, anche tra gli elettori di Meloni. 

La prima dimostrazione è giunta dal Veneto, storicamente roccaforte della destra. I voti in questa Regione sono andati tutti alla Lega, rappresentata dal nuovo governatore Alberto Stefani. Lega che ha superato il numero dei voti rispetto a Fratelli d’Italia. Un responso che è un segnale d’allarme per Giorgia Meloni visto che il suo partito perde quota anche nelle Regioni che l’hanno preferita al governo e che, invece, rianima un Carroccio che pareva incapace di superare i fratellisti meloniani. 

Matteo Salvini, galvanizzato da un successo che per la prima volta la pone davanti alla sua amica-nemica Giorgia Meloni, ha lasciato comprendere che adesso i giochi devono cambiare. Dovranno essere decise cariche assessoriali, sindaci e consiglieri, legge sull’autonomia differenziata e la Lombardia da mettere nel mirino come punta di diamante del Carroccio. I giochi sono riaperti e i colpi bassi nella maggioranza adesso potrebbero moltiplicarsi, con la premier che cammina su un trave pericolante. 

I Fratelli d’Italia non hanno perso solo in Veneto: in Campania e in Puglia sono stati tramortiti. In Campania, dove la sconfitta è stata più pesante, non è bastato schierare un viceministro come Cirielli né tentare un condono edilizio in corsa. La sinistra ha asfaltato la destra, con il sessanta per cento degli elettori che hanno votato l’ex presidente del Parlamento Roberto Fico, appoggiato dal Movimento Cinque Stelle, il suo partito di appartenenza, dal Partito Democratico e da tutta la sinistra. Un divario che se dovesse essere replicato alle politiche manderebbe al tappeto la puffa mannara e tutto il carrozzone di amici e parenti sistemati nelle stanze dei bottoni. Un incubo che ha spinto Giovanni Donzelli a parlare della necessità di riformare il sistema elettorale: eliminare la quota maggioritaria che oggi li espone al tracollo nel Sud.

Ma questi sono i risultati che, almeno nelle Regioni protagonista delle elezioni, hanno punito le chiacchiere, le promesse mancate e gli attacchi a magistratura e stampa di Giorgia Meloni. Matteo Salvini, adesso, farà pesare il terreno recuperato nel governo, in un contesto in cui la Lega esce rafforzata al Nord e Fratelli d’Italia esce disintegrata al Sud. La Caporetto di Meloni non è stato un incidente di percorso. È un avvertimento chiaro. Una minaccia esplicita. Una resa dei conti che si avvicina.

Foto Governo.it

Lasciare un commento

Per commentare registrati al sito in alto a destra di questa pagina

Se non sei registrato puoi farlo qui


Sostieni la Fondazione AgoraVox


Pubblicità




Pubblicità



Palmares

Pubblicità