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Il Volo a Sanremo: il tripudio del pubblico fa infuriare la stampa

La partecipazione del trio Il Volo come superospiti al Festival di Sanremo aveva una doppia, anzi tripla, valenza: dare un giusto riconoscimento agli artisti italiani attualmente più famosi e acclamati al mondo - anche se in Italia sono ancora in molti a non saperlo - , accontentare le migliaia di fan che erano rimasti delusi quando la loro presenza al precedente Festival era stata prima annunciata da Conti e poi ritrattata con il pretesto che erano troppo giovani, ma soprattutto dimostrare di non essere una meteora, come aveva preconizzato, anzi auspicato, gran parte della giuria e della stampa dopo la loro vittoria con “Grande Amore” nel 2015.

Uno smacco difficile da digerire per la stampa nazionale italiana che si era accanita con particolare livore contro di loro, al contrario di quella straniera che all’Eurovision song contest aveva assegnato al talentuoso trio italiano il prestigioso Premio Marcel Bezençon Award Press. Come è noto, infatti, dopo la vittoria al Festival di Sanremo Il Volo aveva partecipato all’Eurovision Song Contest 2015 vincendo con ampi margini il televoto (con 366 voti contro 286 della Russia e 279 della Svezia) ma ottenendo il terzo posto dalla giuria, risultato che aveva scatenato l’indignazione dei fan di tutto il mondo.

L’atteggiamento di arrogante disprezzo da parte dei giornalisti italiani verso i tre giovanissimi vincitori in conferenza stampa dopo la loro vittoria al Festival di Sanremo fu inqualificabile e rovinò probabilmente in parte la loro gioia per aver coronato il sogno di essere finalmente conosciuti e apprezzati anche in patria. E’ comunque divertente rileggere oggi le feroci critiche piovute sul trio in quella occasione o la battuta di Nek il quale, non riuscendo a nascondere il proprio disappunto per essere arrivato secondo, proferì: “Sono curioso di vedere dove arriverete, ora sono cxxxi vostri”. Potremmo dire che la sua curiosità è stata soddisfatta ma forse non altrettanto il suo ego.

Reduci da un tour trionfale, che li ha portati a collezionare un sold out dietro l’altro in ogni continente e nei teatri più prestigiosi del mondo, eccoli di nuovo sul palco dell’Ariston nella seconda serata del Festival, invitati d’onore questa volta e non più concorrenti da dilaniare, accolti dal boato degli applausi interminabili del pubblico dell’Ariston. Le ripetute standing ovation tributate al trio per il “Nessun Dorma”, per il loro omaggio a Sergio Endrigo e per il duetto con Baglioni sulle note di “La vita è adesso”, i dati dell’auditel resi noti all’indomani della loro esibizione che dimostrano che il picco degli ascolti in seconda serata è stato raggiunto proprio durante la loro esibizione, deve essere stato sale sulle ferite dei tanti giornalisti, opinionisti e giurati che non riescono a rassegnarsi all’idea di non essere riusciti a manovrare e orientare i gusti dell’opinione pubblica. Ma è evidente che ai tempi di internet la gente ha la possibilità di informarsi autonomamente, di scoprire su youtube i video dei cantanti boicottati dalle radio e di farsi una propria opinione. Il pubblico è in grado di riconoscere il vero talento, e i cantanti de Il Volo ne hanno da vendere.

Il loro trionfo oggi rappresenta il fallimento di quella parte della stampa e della critica che aveva usato ogni mezzo per denigrarli e per distruggere la loro immagine. Li avevano presentati come “giovani-vecchi montati che se la tirano”, mentre chi li ha conosciuti di persona sa bene che Gianluca, Ignazio e Piero sono tre normali ragazzi poco più che ventenni, cordiali, allegri, divertenti, giocherelloni. Umili e modesti come solo il vero talento sa essere.

Ma il talento autentico fa paura. E dà fastidio. Dà fastidio soprattutto ad una certa informazione che vorrebbe essere unico mediatore tra artisti e pubblico, che vorrebbe esercitare un potere incontrastato, ergendosi a giudice supremo per decretare il successo o il fallimento di un artista, se questi non rientra nel suo limitato circuito di amicizie e di interessi. Le tecniche di orientamento dei gusti di massa falliscono quando il pubblico riconosce il talento vero, da qui la rabbia astiosa e sprezzante di certi giornalisti. Il conformismo che cercano di imporre si sgretola in presenza del vero talento, che non conosce generi, tempi o mode.

Cosicché mentre la stampa straniera si profonde in elogi per il trio italiano e si meraviglia per la loro capacità di attrarre diverse generazioni, dai bambini agli adolescenti agli adulti, e di conquistare il pubblico di ogni latitudine ed estrazione, i nostri non si danno per vinti e dalle pagine del Corriere, di Repubblica, del Fatto Quotidiano, si levano i soliti strali velenosi contro Il Volo.

Errare è umano ma perseverare è diabolico, dice il proverbio, ma la stampa italiana evidentemente non lo conosce e, invece di ammettere il proprio errore e ravvedersi, come fece con intelligenza Paolo Giordano, riconoscendo pubblicamente di averli valutati affrettatamente e ingiustamente prima della loro vittoria al Festival, i nostri sedicenti esperti e critici si affannano a negare l’evidenza. Dall’alto della loro supponenza e superbia affermano che il loro giudizio è il più autorevole, tacciando in pratica di incapacità e di superficialità il pubblico dell’Ariston che li ha acclamati e quello che da casa ha fatto alzare il picco degli ascolti durante la loro esibizione.

Alcuni giornali, come l’Huffington post, hanno scelto di pubblicare unicamente i twitter degli haters e di quanti hanno criticato in rete l’omaggio de Il Volo a Sergio Endrigo, quasi a voler insinuare che questi utenti si intendano di musica più di Barbra Streisand che ha voluto i ragazzi de Il Volo in tournée con lei, più di Quincy Jones che li ha scelti per “We are the world for Haiti”, più di Placido Domingo che li ha diretti nel concerto di Firenze, più di José Carreras e della vedova di Pavarotti che li hanno supportati nel progetto Tributo ai tre tenori, più di Sharon Stone che si è infiammata per la loro esibizione alla sua cena di gala, più di tutti i membri dei 4000 fan club sparsi in ogni angolo del pianeta, più dei reali di Norvegia che li hanno omaggiati con una standing ovation dopo la loro esibizione alla consegna dei premi Nobel per la pace, più dei membri della Commissione della Royal Albert Hall di Londra che li hanno invitati ad esibirsi lì, quando prima di loro solo 7 artisti italiani avevano avuto questo privilegio dalla sua inaugurazione nel 1871 ad oggi, più di tutti i fan che attraversano continenti e oceani per assistere ai loro concerti in Italia, incrementando anche il turismo nel nostro paese, più degli spettatori americani che pagano 250 dollari a biglietto per farsi una foto con loro dopo il concerto al Radio City Music hall di New York e più di tutti i fan che fanno sold out ad ogni loro concerto in Italia, in Europa, negli Stati Uniti, in America latina, in Giappone.

In realtà, viene spontaneo chiedersi se questo accanimento particolare della stampa nei confronti de Il Volo sia dettato solo da stizza per il loro innegabile successo planetario ottenuto senza l’appoggio dei media, oppure se esista un diktat dall’alto per motivi che non possiamo conoscere ma forse intuire.

D’altra parte, è innegabile che le esibizioni de Il Volo non passano mai inosservate quindi attaccarli potrebbe essere semplicemente una scelta opportunistica per ottenere più click sulla pagina, commenti e condivisioni, scatenando polemiche tra i fan e chi accetta pedissequamente giudizi ritenuti “autorevoli”, trovando la propria forza nell’allinerarsi con l’opinione di personaggi “famosi” e sedicenti “esperti”.

Per i media, cercare di distruggerli è in ogni caso una battaglia persa, dato che i loro estimatori crescono in maniera esponenziale ad ogni loro apparizione pubblica e diventano sempre più agguerriti proprio per l’ingiusto trattamento dei media verso questi tre giovani e talentuosi artisti la cui unica colpa è quella di essere divenuti celebri solo grazie al passa parola e non alla pubblicità e al tamtam incessante delle radio e dei giornali.

Tuttavia, questo episodio dovrebbe indurci a riflettere sulla serietà di testate nazionali il cui compito dovrebbe essere quello di informare in maniera equa ed equilibrata.

 

Commenti all'articolo

  • Di Stella (---.---.---.34) 12 febbraio 13:56

    Patrizia, sou brasileira e fiquei sabendo por vocês que a crítica italiana não reconhece os rapazes do Il Volo como um grande talento. Fico muito triste, pois já tive a oportunidade de assisti-los em shows por seis vezes aqui no Brasil e os admiro muito. As pessoas saem de suas apresentações, encantadas!

  • Di Anna DP (---.---.---.104) 12 febbraio 14:36

    Finalmente un articolo degno di nota, se i media dicessero tutti la verità non ci sarebbero certi scempi verso chi veramente merita! Ho sempre pensato anch’io che questo accanimento verso questi ragazzi è assolutamente ingiusto e inaccettabile, i fatti parlano chiaro , il loro successo parla chiaro, cominciare a fare mea culpa da parte di certa stampa sarebbe doveroso!!!

  • Di Mara (---.---.---.193) 12 febbraio 14:59

    Sono pienamente d’accordo con quanto scritti in quest’articolo...purtroppo la stampa italiana nn è nuova a questi comportamenti...in passato hanno massacrato artisti che poi, dopo la loro morte, sono diventati magicamente dei geni! Vero è che con questi ragazzi si stanno accanendo particolarmente, a leggere certi articoli viene da pensare che più che di critiche qua stiamo parlando di istigazione all’odio!

  • Di Daniele Benanti (---.---.---.66) 12 febbraio 15:02

    Presse italienne arrogante et orgueilleuse! à ta décharge il faut reconnaître qu’il est rare que la carrière d enfants prodiges dure autant! Ces 3 jeunes hommes ( et oui désormais ce sont des hommes!) Sont l exception à la règle! Vous ne l entendez pas? Qu’ est ce qui vous rend sourds et aveugles à ce point! Mais malgré vos efforts conjoints pour les descendre en flamme le public est là pour eux partout dans le monde! Le talent est tellement rare de nos jours qu’ il faut en profiter! Ces talents sont italiens, vous devriez en être fier! Il serait grand temps de changer d attitude.

  • Di Brunella (---.---.---.207) 12 febbraio 16:37

    Una vecchia canzone diceva BISOGNA SAPER PERDERE è tanto dura ammettere di esservi sbagliati cari giornalisti

  • Di musetta costa (---.---.---.93) 12 febbraio 17:27

    Sono sempre stata convinta che la critica, in qualunque campo, abbia la sua utilità. Parlo di critica costruttiva, da cui trarre insegnamenti. Quello che ho letto sui ragazzi de Il Volo non ha niente di costruttivo. Siamo solo all’offesa gratuita, anche a livello personale:"bimbiminkia", "tre mostri", "scimmiette" "parti osceni"...l’anno scorso ci fu addirittura un critico musicale di una testata giornalistica del centro-Italia che, in occasione di un’intervista dei ragazzi a Firenze, si augurò che Il Volo "volasse giù dalle mura di Forte Belvedere"! Davanti a questi "commenti" mi sento disarmata, incredula, e non perché rivolte a tre ragazzi di poco più di 20 anni, che io stimo ed apprezzo come cantanti, ma che disprezzerei a chiunque venissero rivolte! Non sono battute, non sono frizzi e lazzi, qui la forma diventa sostanza, si fa materia volgare, pesante, indegna. Grazie a Patrizia Ciava, splendida voce fuori dal coro!

  • Di Carmen García (---.---.---.167) 12 febbraio 17:42

    Soy española, y estoy estupefacta ante la reacción de la prensa y la crítica italiana ante la actuación de Il Volo en el Festival de Sanremo. Los chicos de Il Volo, para mi, son la propuesta más original e innovadora de la música italiana actual. Lo que ellos hacen no lo hace nadie y, además, lo hacen muy bien. La reacción de la prensa italiana ante este grupo es totalmente inaudita, y digo italiana porque este grupo es muy popular en muchos países y en ninguno, excepto en Italia, sucede esto, al contrario: la prensa de todo el mundo les alaba y gozan de una magnífica reputación en todos los medios de comunicación. Me gustaría saber a qué se debe esta reacción tan extraña y generalizada en la prensa italiana, sobre todo teniendo en cuenta que tanto el público del Ariston como la audiencia televisiva mostró su total apoyo a Il Volo.

    • Di Brisa (---.---.---.171) 12 febbraio 21:26

      @Carmen García

      Estoy de acuerdo con tu comentario Carmen, máxime la reacción del público aplaudiendo a il volo en San Remo. Son geniales y espero que no se desanimen con los comentarios de algunos de la prensa.

  • Di Fernanda (---.---.---.42) 12 febbraio 21:45

    Bravissima Patrizia Ciava, che ha espresso in maniera esemplare tutto cio’ che pensano le fans dei ragazzi di tutto il mondo quando leggono certi articoli dei "giornalisti" italiani, Paolo Giordano, dopo averli conosciuti, ha fatto un mea culpa, ha dimostrato di essere una persona corretta ed intelligente,poi possono piacere o no, però i livelli di offesa nei loro confronti sono veramente inammissibili soprattutto da parte di persone che dovrebbero essere"colte", quanti altri ne vorremmo scoprire di giornalisti così corretti? Sognare si può!

  • Di Luisa (---.---.---.161) 13 febbraio 07:53

    Finalmente un articolo degno di nota e trasperente come solo la verita’ puo’ esserlo!

  • Di lucrezia (---.---.---.30) 13 febbraio 11:55

    effettivamente c’è una regia dietro tutto ciò . sarei curiosa di sapere da chi...

    come disse Gianluca, in Italia non ti perdonano il successo.
    Grande Patrizia stupendo articolo
  • Di Maria Casares-Webber (---.---.---.25) 13 febbraio 17:03

    It is with great disappointment and also anger that I read of the hounding that the Italian press had engaged in after Il Volo’s participation in the Sanremo Festival. It is quite incredible that these young men are treated with this unwarranted abuse , vile comments and infernal contempt every time they go up on stage despite the fact that the Italian public always responds to them with warmth and receives their music with standing ovations. Why do they produced such hate in the Italian press? It is the fresh way in which they bring the Italian music to the world, it is their youth, their incredible success, their great looks, their humble, happy and accessible demeanor or just the lack of scandal and gossip that mostly feeds the newspaper’s pages? One has to ask these questions because otherwise the negative articles offer no concise explanation or a realistic base. Il Volo is a world wide phenomenon, their music and their voices welcomed in the choicest venues around the world, praised by notable singers, their charming personalities enchanting everyone who comes in contact with them, and their talent indisputable. Any real newspaper journalist out there that without being afraid of whomever is instigating this hate against Il Volo dares write a serious, truthful and glowing article validating the boys’ worth? Whomever you are, I dare you. Thank you Patrizia for your great article, let’s see who follows on your steps.

  • Di Anna (---.---.---.36) 15 febbraio 08:53

    Non credo ci sia altro da aggiungere, la bravura da fastidio, in Italia siamo abituati a mezzi cantanti e non a delle vere star mondiali, non capisco questo odio ma poi mi dico che l’invidia è una brutta bestia. Magari ce ne fossero di più di ventenni così...

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.179) 15 febbraio 23:58
    Doriana Goracci


    ho letto stasera il suo articolo e sono rimasta piacevolmente colpita;qualcosa l’avevo immaginato ma non tanto da leggere con chiarezza quanto afferma. Porto a favore un esempio pratico. Ho scritto prima del 14 febbraio un post su questo sito per cui collaboro da tempo su San Valentino nel mondo, vietato in Pakistan e ho concluso con due righe e un loro video: "...Intanto il Volo è a livelli spaziali con il suo Grande Amore: 111.289.299 visualizzazioni, probabilmente anzi certamente non potrà essere ascoltato il 14 febbraio in alcune parti del mondo..." Stasera l’ho riascoltato e le visualizzazioni sono aumentate in due giorni così 111.619.333. Da ultimo, sempre nel mio piccolo...circa una volta a settimana mi sento con un’ amica non più giovane e francese, che vive a Marsiglia dove è stata insegnante di matematica, è pazza scatenata per il Volo, sa tutto di loro e io le anticipo i programmi dove potrà vederli in televisione. Lei come molte altre persone a Marsiglia, grandi di età non studenti delle scuole, vanno a lezione di cultura e lingua italiana in una associazione dove insegna italiano mia figlia con altre colleghe, Passa Parola. Forse molti non sanno che la lingua italiana è la quarta lingua parlata nel mondo: "l’italiano è la lingua principale del melodramma e nel mondo ci sono tanti melomani che apprezzano molto la nostra musica lirica, basti pensare al successo mondiale avuto da Pavarotti dagli anni ottanta in poi..."
    Grazie Patrizia Ciava, aggiungo il video che ho menzionato sopra, con grande piacere, a me che la musica poi piace tutta...https://www.youtube.com/watch?v=w1f6o1HQBvg

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