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Il Ministro Gelmini, il questionario per dirigente scolastico e le fughe di notizie

Le fughe di notizie dal Ministero mettono in dubbio la serietà del concorso a dirigente scolastico.

Ci siamo già occupati delle questioni aperte con il nuovo concorso a dirigente scolastico quando abbiamo rappresentato la totale incongruenza dell’amministrazione nell’escludere da questo concorso i diplomati ISEF, mentre in quello del 2004 si è attivata, con leggi incostituzionali, per legittimarne la posizione in barba a qualsiasi principio di uguaglianza, di imparzialità e di buona amministrazione.

Oggi riceviamo, da più parti, segnalazioni su una fuga di notizie che denuncia che alcuni concorrenti avrebbero conosciuto in anticipo i questionari predisposti dal Ministero per la c.d. “scrematura” dei candidati finalizzata ad avviare i “più meritevoli” alle successive fasi del concorso.

Sappiamo che sui fatti sta indagando la Polizia postale, ma sappiamo anche che sulla questione il Ministero non ha preso alcuna posizione, mantenendo un assurdo silenzio.

La consegna del silenzio viene mantenuta anche quando si contestano apertamente nel merito i quesiti che, esaminati da più parti, appaiono illogici, qualunquisti, opinabili, generici e certamente poco calibrati per dare al questionario il giusto peso e la corretta impostazione per una valutazione oggettiva.

Quel che appare certo è che, con il questionario, alcune case editrici hanno fatto un sacco di affari. La produzione in “tempi record” di libri on line e di software per la gestione dei quiz per la simulazione delle prove, venduti a prezzi volutamente bassi, ha permesso, sfruttando la logica della quantità, affari certamente non di poco conto.

Anche su questa grande efficienza è stato posto l’accento, ma anche in questo caso il silenzio del Ministero è “assordante”.

Alle proteste dei candidati ed alle pressanti richieste di chiarimenti, il Ministero ha risposto con frasi del tipo “pensi a studiare”, come per dire che è irrilevante che alcuni candidati siano entrati anticipatamente in possesso dei questionari.

E che dire dell’altro pasticciaccio di avere spostato con una nota ministeriale la data di scadenza della presentazione delle domande senza indicare in modo inequivocabile, facilmente intelligibile e chiaro per i destinatari, che tale slittamento della scadenza si riferiva solo a talune categorie di docenti che non avevano avuto l’accesso alla piattaforma per l’iscrizione o che non si trovavano negli elenchi del Sidi?

Tale inesattezza e genericità ha determinato l’esclusione senza possibilità di appello di diversi docenti che senza loro colpa, stante la genericità dell’avviso, avevano confidato sull’informazione risultata, poi, errata.

Resta, comunque, da chiedersi quale legittimità abbia un provvedimento, nella fattispecie una nota ministeriale, che procrastini il termine di scadenza fissato con una legge.

Ovviamente viste le palesi illegittimità, la disorganizzazione ed i “silenzi assordanti” qualcuno, come al solito, grida a gran voce e chiede le dimissioni del Ministro, il quale non ha alcuna responsabilità sulle modalità di reclutamento dei dirigenti che sono il frutto dell’inveterata goffaggine politica di quella sinistra che, con un colpo di mano, ha creato i presupposti per la distruzione della scuola pubblica.

In particolare, vista la fallimentare figura del Dirigente scolastico, scaturita dalla mente eccelsa dell’allora Ministro Luigi Berlinguer, in molti si sono profusi nel proporre la modifica del sistema di reclutamento. Lo stesso senatore Giambrone, che forse l’ultima volta che è entrato in una scuola risale ai tempi di quando frequentava le superiori, ha proposto la nomina del Dirigente scolastico su base elettiva.

Se la Sinistra non si fosse trovata al Governo, oggi non ci troveremmo a fronteggiare la questione del reclutamento dei dirigenti scolastici, delle questioni delle reggenze e degli atti vergognosi degli accorpamenti delle scuole.

Infatti, prima che la Sinistra ci mettesse le mani ogni scuola aveva il suo preside e non c’erano scuole affidate in reggenza o sprovviste del capo d’istituto. Le scuole erano a dimensione umana, presenti e adeguatamente distribuite sul territorio e gli studenti non erano considerati solo dei numeri, ma persone. Il tutto con poca spesa visto che i presidi non erano dirigenti e non avevano stipendi esorbitanti come quelli che la sinistra aveva inteso riconoscere e ipotizzare per la nuova classe dirigenziale.

Vigeva il sistema dell’incarico di presidenza affidato a docenti che avevano acquisito una grande esperienza con anni di collaborazione con il preside; collaborazione scaturita dalla volontà del Collegio dei docenti (su base elettiva, quindi). Tali presidi incaricati venivano valutati annualmente dall’amministrazione con conferma nell’incarico solo con una valutazione non inferiore ad ottimo.

Oggi abbiamo dei dirigenti che per la maggior parte sono digiuni delle più elementari norme giuridiche, certamente non per loro colpa, bensì perché il loro corso di studi non prevedeva lo studio del diritto, perché di diritto si tratta essendo essi dirigenti della Pubblica amministrazione. Mi riferisco, per esempio, ai docenti di educazione fisica, esclusi da questo concorso, ma ammessi nell’altro. Mi riferisco ai docenti di religione, laureati in scienze bibliche o in sacre scritture, che sapranno tutto sulla bibbia e sui vangeli, ma che non hanno fatto mai un corso di diritto neanche quello sul diritto canonico.

Qualcuno direbbe: ma devono studiare per vincere il concorso. Certamente, ma si tratta della posizione di partenza, della base delle conoscenze. Se così non fosse perché per partecipare al concorso di uditore giudiziario occorre la laurea in giurisprudenza? Perché per fare il primario in un ospedale occorre la laurea in medicina?

E’ bene precisare che nella visione della Sinistra il dirigente scolastico era a tutti gli effetti un dirigente della pubblica amministrazione con il pieno diritto di transitare tra i vari reparti e rami dell’amministrazione a livello dirigenziale.

Oggi la Gelmini può chiudere le scuole, accorparle, eliminarle, aumentare il numero degli studenti per classe, ridurre le ore di lezione, ma per quanto possa essere negativa non potrà mai eguagliare le negatività della Sinistra che se avesse attuato il suo progetto le cattedre perse sarebbero state ben oltre quelle attuali con l’aggiunta della eliminazione della scuola tecnica, la ristrutturazione dei professionali che al sud non avrebbero avuto alcuna possibilità di sopravvivenza. In compenso però abbiamo avuto in eredità i diplomi e le lauree conseguiti con i “punti”, che qualcuno direbbe della “Miralanza”.

Diamo, quindi, le giuste responsabilità a chi effettivamente le ha e assolviamo la Gelmini se non altro perché è una bella donna, una mamma affettuosa e un Ministro che scrive anche delle fiabe.

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