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RadioSca: una radio (e non solo) dal cuore di Scampia

I progetti contro il bullismo nelle scuole portati avanti dalle due anime di RadioSca, Laura e Marilena, l'assenza delle Istituzione e le troppe Associazioni che sembrano imprese più che gruppi di volontari, la Facoltà di medicina in attesa di essere completata da troppo tempo, quel parco di 8 ettari senza lampioni e senza acqua nel lago, l'Arci, i campi semi-agibili e in lontananza le voci delle Vele.

Partenza da Piazza Garibaldi. Destinazione Scampia. La metro è piena di gente (prima fermata Piazza Cavour e poi Linea 1 fino a Piscinola): chi legge, chi ascolta la musica, due ragazzi che si baciano, una donna stanca ed un ragazzo che racconta delle sue disavventure con la legge.

Niente di insolito: scenario abituale di una qualsiasi metropolitana nell’ora di punta. C’è chi scende a Vanvitelli, chi ai Colli Aminei. Poi la metro esce alla luce del sole. In lontananza il mare e lungo i binari mandorli in fiore. Poi la fermata del Frullone, che prende il nome dall’ospedale, poi Chiaiano e infine Piscinola. Dal treno, si legge su due palazzi vicini “Welcome to Scampia! If you believe in Scampia you will find a sea of love", versione in inglese e traduzione in italiano.

Il sole acceca. Esco dalla metro, dopo aver percorso un sottopassaggio con tanti studenti, incontro Laura Russo di RadioSca. Poi ci raggiungerà Marilena Zoppo. A piedi ci dirigiamo nella sede della Radio, nel quartiere Don Guanella, in via Don Pino Puglisi 38. Passiamo accanto al mercato rionale: stanno smontando e c’è sporcizia. Un barbone ci chiede dove è la metro. Macchine. Tranquillità.

Laura e Marilena sono reduci da una mattinata trascorsa in una scuola con la quale stanno portando avanti un progetto importante, "A scuola di radio". “Gli diamo gli strumenti per imparare a “lavorare” in radio. La scuola è l’Ipc Miano e i ragazzi sono a rischio bullismo o con disagi. In tutto sono una trentina e sono stati individuati da una equipe di psicologi e dagli insegnanti! In questi mesi stanno anche lavorando per realizzare la nuova campagna commerciale di RadioSca. E alla fine dell’anno riceveranno un attestato: fanno attività di montaggio di grafica e realizzano anche puntate in studio!”.

Cosa vi aspettavate dai ragazzi e come vi hanno stupito?

“All’inizio ero scettica – spiega Marilena – temevo non fossero domabili e invece mi sbagliavo! Il nostro obiettivo è aumentare la loro capacità di apprendimento e concentrazione. In realtà sono adolescenti, tutto qua. E, se hanno problemi, sono quelli legati alla crescita che caratterizzano tutti i giovani nella loro età!”.

Come sono cambiati?

“Una volta – racconta Laura – un ragazzo mi ha chiesto se avevo un figlio e, quando ho risposto di sì, mi ha detto “allora gli insegno a vendere la droga”: pensava forse di colpirmi, intimorirmi, preoccuparmi. Io l’ho guardato dritto negli occhi e gli ho fatto capire che non c’è niente di particolarmente difficile nella vendita di un pacchetto di droga. Che le vere sfide sono altre! È rimasto colpito. Pian piano hanno cominciato a fidarsi e a rapportarsi… quando poi hanno scoperto che anche noi eravamo del quartiere si sono entusiasmati!”.

Cosa vi ha colpito di questi ragazzi?

L’assenza di pregiudizi. Ne abbiamo trovati di più tra i ragazzi del Vomero dove, come in ogni classe d’Italia, si prendono in giro i più deboli, chi ha i difetti, le persone di colore… qui non c’è! Questo è davvero bello. Il loro vero disagio è essere di Scampia! Per questo lo Stato meriterebbe di essere denunciato, proprio perché li fa vivere così! Vedendo loro, ci siamo rese conto di quanta forza ci vuole per crescere a Scampia!”.

Come siete state accolte dal Preside e dai professori?

“Io ho studiato in quell’Istituto – spiega Laura – e, quando mi sono presentata, il Preside mi ha detto”ok, va bene il progetto, basta che non mi rompi le palle!”! Siamo state accolte benissimo. Il problema è che i ragazzi qui crescono senza speranza. Noi cerchiamo di dare una qualche prospettiva. Abbiamo cercato di fargli capire che, se imparano qualcosa, possono anche cominciare a lavorare in una radio! Ovviamente accettiamo volontari! L’anno scorso si era creata una rete di ragazzi ognuno dei quali si occupava di argomenti diversi. Alla fine sono diventati amici e sono andati in vacanza insieme! Ricordiamo, a tal proposito, che a breve si riaprono gli “Scasting”: i casting di RadioSca”.

E la vostra giovinezza a Scampia?

“Io e Laura ci siamo inventate di tutto – ricorda con entusiasmo Marilena -. E quando non avevamo una lira abbiamo anche inventato il Caffè Letterario in macchina! Abbiamo pensato questa cosa: se abbiamo 20 euro, invece di andarci a mangiare una pizza, compriamo due o tre libri e apriamo la nostra macchina all’incontro. Leggevamo i libri ad alta voce… Io e Laura siamo inseparabili da più di 10 anni e siamo state importanti l’una per l’altra, per affrontare tutto: i momenti difficili, le lotte e i successi della radio!”.

Di cosa ha bisogno Scampia?

“Il quartiere ha bisogno del fare non del dire – continua Marilena -. È un quartiere nel limbo dei partiti. Sia che ci sia la destra, il centro o la sinistra: non cambia niente! Pensa che la nostra Municipalità è senza assessori, pur essendo noi a completa disposizione delle Istituzioni. Noi la pensiamo così: se il Comune non ha soldi, noi diamo una mano, gratis! Non è un momento facile. E De Magistris, la cui elezione ha significato votare la speranza, il cambiamento, si trova a dover affrontare grosse problematiche e non può progettare qualcosa per Scampia. Ma noi così non possiamo andare avanti. Credo che per settembre 2012 chiuderanno molte associazioni, perché i rubinetti verranno chiusi. E qui si apre un altro capitolo: le Associazioni non dovrebbero diventare dei luoghi sui quali lucrare, non delle realtà per far carriera. Le Associazioni dovrebbero essere fatte senza scopo di lucro, da volontari. Ma il problema di questo quartiere è sottile: non c'è lo Stato e ci sono molte associazioni che, a seconda della corrente politica, si schierano e ottengono soldi. Se non hanno soldi, si lamentano come se la loro fosse una impresa! Poi vai a far visita a queste associazioni che percepiscono milioni di euro e vedi che ci sono 5 bambini di Scampia che usufruiscono dei loro servizi. Ma non solo: qui non si fa corpo comune. Se la Municipalità organizza qualcosa con una Associazione e con RadioSca, le Associazioni “nemiche” non guardano alla bontà del progetto, ma al colore politico e boicottano oppure ci accusano di prendere soldi, noi che non percepiamo una lira! Quindi Scampia non solo è abbandonata dallo Stato, ma è presa d’assalto da chi dice di voler fare volontariato! Ha fatto di più Don Aniello Manganiello andando in piazza che le Associazioni che fanno progetti per pochi. È necessario uscire per strada, non rimanere chiusi all’interno degli oratori, ben protetti da alti muri. A volte mi domando: ma perché tutti i parroci che sono qui non si mettono d’accordo? Perché non dicono ad alta voce che il 90% della popolazione di Scampia è onesta… I preti avrebbero un potenziale enorme!”.

Mentre parliamo, giriamo in macchina per il quartiere: i lavori per l’Università che dovrebbe ospitare la Facoltà di Medicina sono ancora in corso e nessuno osa ipotizzare una data di fine; palazzi in costruzione e tante potenzialità.

“Abbiamo un parco che è un record: si tratta della Villa Comunale, 8 ettari di giardino, inutilizzato. Perché ci sono i pali, ma non c‘è a luce, perché è circondato da collinette costruite ad hoc per dar lavoro a chi le deve curare, ma che impediscono di vedere all’interno e favoriscono il totale isolamento del giardino, perché c’è un lago che, dopo la morte di un bambino per caduta accidentale, è stato prosciugato e nessuno ha pensato che i guardiani potrebbero essere impiegati proprio per questo e non per stare fuori a giocare a carte. Perché dopo il 1996 nessuno più ama frequentarlo perché fa paura. Ci sono bambini che giocano, ma troppo pochi se si considera che siamo una popolazione di 90mila persone. E le giostre? Come vedi le stanno risistemando, perché qualcuno – e non gli stessi bambini, come hanno scritto sui giornali – ha pensato bene di distruggerle per fare in modo che qualcuno ottenesse soldi per rimetterle… E pensa che questo parco veniva aperto di sera, qui organizzavano concerti, in accordo con il Comune e la Provincia; noi da ragazze passavamo i pomeriggi. E ora veniamo giusto la domenica pomeriggio dopo pranzo. Scampia ha tanti polmoni verdi, anche il Corto Maltese, ma male utilizzati”.

“Scampia io non la cambierei per il centro – conclude Marilena -: qui c’è silenzio e molto verde. Mi dà più un senso di apertura. Eppure sembra che tutti siano intenzionati a passare un altro messaggio. Anche quando è stata diffusa la notizia di una nuova guerra, del coprifuoco, dei morti ammazzati. Noi volevamo denunciare i giornalisti che avevano diffuso questa voce per procurato allarme”.

Ci mettiamo in silenzio ad ascoltare la pace di quel posto. Da lontano si sente un ragazzo che urla qualcosa: “sono le voci delle Vele…”. Poi silenzio di nuovo. Le piazze di spaccio, la droga, i problemi sono lontani. Bambini in divisa giocano nei campi sintetici dell’Arci. Di fronte il campetto gestito dalla Napoli Servizi – semiagibile – è chiuso.

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