"... bisogna farne di strada da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni" (De André, Nella mia ora di libertà)
bisognerebbe ricordare che in Francia esisteva una cosa chiamata dottrina mitterand... e che l’Italia per combattere il terrorismo ha messo in atto una legislazione speciale quantomeno "discutibile" non facciamo di battisti un martire ma neanche "il mostro" per eccellenza
ma poi: "segnalare alle autorità".... ma che state a di? quale sarebbe il reato? diffamazione ai danni di chi? vengono linkati altri siti, e c’è un video di rainews: dobbiamo citare tutti in giudizio?
p.s.: "i nemici della libertà"... mi suona familiare
"Forza Nuova si sta approfittando del fatto che la
grande stampa e la televisione hanno deciso di oscurarne da mesi tutte
le attività. Questo
ci ha permesso di lavorare silenziosamente lontano dai riflettori in
quel mondo sociale fortemente penalizzato dagli ultimi governi la cui
continuità nello stritolamento delle categorie è evidente. Il mondo
della terra e quello dei padroncini e dei tassisti è filosoficamente
vicino a FN.
La
nostra analisi ideologica è che il mondo liberalmarxista (purtroppo
esiste ancora questa categoria) odia quelle categorie e le vuole morte,
mentre noi vediamo in queste categorie, nella protezione dei corpi
intermedi, nella rinascita del mondo della terra in particolare, il
cuore della prossima Rivoluzione". Analisi di Roberto Fiore, leader di FN http://www.fascinazione.info/2012/0...
io la legge l’ho letta ma tu continui a far finta di non capire.... le domande risultano eccessivamente allarmiste se non si tiene presente il cappello della legge che tu non citi. Cito Abruzzo, perché evidentemente non hai letto il link che ti indicavo:
Il comma 5 dell’articolo 3 del dl 138/2011 (convertito dalla legge 148/2011) letto unitariamente dà perscontato che l’accesso a tutte le professioni intellettuali è vincolato al superamento dell’esame diStato
previsto dall’articolo 33 (V comma) della Costituzione (equivalente
alla prova attitudinale di cui alla direttiva comunitarian.
89/48/CEE oggi assorbita nel dlgs 206/2007). Finora era stato tenuto
sotto traccia il vero problema che tormenta il Consiglio nazionale
dell’Ordine dei Giornalisti: i pubblicisti, che, in base al comma 5
citato, non hanno futuro. Se è vero che l’accesso alle professioni è
vincolato al superamento dell’esame di Stato - (per i giornalisti
professionisti è così in base agli articoli 29 e 32 della legge 69/1963
come interpretati dalla II sezione del Consiglio di Stato con il parere
2228 depositato il 7 maggio 2002; n della sezione 448/2001) -, i
pubblicisti scompaiono dalla vita dell’Ordine dopo 83 anni dalla
istituzione giuridica di questa figuraavvenuta con il Rd 384/1928. Il presidente del Consiglio nazionale stentaa comprendere che, dopo il dl 138/2011 e il varo dei connessi decreti attuativi,ai Consigli regionali dell’Ordine sarà vietato procedere alla iscrizione di nuovi pubblicisti.
la domanda risulta ora più comprensibile, anche se (COME AVEVO SCRITTO NEL POST) può presentare un certo "catastrofismo prematuro". Poniamola così: che valore avrà il titolo dei pubblicisti?
per il resto non ho alcun interesse a difendere la categoria (non sono pubblicista anche se in effetti ne ho da tempo i requisiti) e di cialtroni ce ne sono anche tra i professionisti
prima dici: Insomma, non ci sono queste fantomatiche "fonti da incrociare", c’è una
legge che per chi la vuole leggere per come è scritta, pare abbastanza
chiara.
e più avanti aggiungi: E’ ovvio che poi Iacopino
dica che non sa come andrà a finire, non essendoci una legge ancora
definita
te la faccio la domanda: allora di che stiamo parlando? non ti sembra una contraddizione? se la legge è chiara come sostieni, perché Iacopino "non sa come andrà a finire"? evidentemente la legge non è tanto chiara, evidentemente ci sono delle questioni aperte... E, ribadisco, non lo dico solo io, ma lo dice gente che ne sa più di me. Mi riferisco a questo quando parlo di fonti: più pareri di esperti che sappiano argomentare su delle basi concrete come Abruzzo.
Io, come già scritto, ho riproposto le domande perché alcune sollevano dei problemi come lo status di chi oggi è già pubblicista e che magari dirige una testata. Tu sai già come andrà a finire? Buon per te. Intanto ci sono persone del settore che si stanno interrogando sui possibili scenari.
Ripeto: che i pubblicisti saranno "fuori legge" (perché iscritti a un ordine senza aver affrontato un esame di stato) è una possibilità concreta, la loro posizione andrà in qualche modo sanata e già c’è chi sta facendo delle proposte in merito. Vuoi chiamarlo allarmismo? Chiamalo come vuoi, per me è il legittimo interesse per la propria situazione e definizione professionale espresso da migliaia di lavoratori e lavoratrici
E comunque, per me continui a pronunciare sentenze, come se la tua fosse l’interpretazione definitiva di una questione quantomeno complessa Cordialmente