Fondazione Alberto Peruzzo: quando il collezionismo diventa patrimonio condiviso
A Padova esiste un luogo in cui la passione privata per l'arte si è trasformata in un progetto culturale aperto alla comunità. È la Fondazione Alberto Peruzzo, istituzione non-profit nata nel 2015 per volontà dell'imprenditore e collezionista Alberto Peruzzo, oggi presieduta dallo stesso fondatore e diretta da Marco Trevisan.
Con sede nell'ex Chiesa di Sant'Agnese, nel cuore della città, la Fondazione rappresenta uno dei più significativi esempi italiani di collezionismo trasformato in bene collettivo. La sua missione non si limita alla promozione dell'arte contemporanea, ma comprende la tutela del patrimonio storico e architettonico, la valorizzazione culturale del territorio e la costruzione di occasioni di dialogo tra pubblico, artisti e istituzioni.
«Credo fermamente che l'arte non sia solo da osservare, ma da sentire in profondità: è per questo che desidero continuare a promuovere iniziative che siano un incontro tra persone, storie e sensibilità», afferma Alberto Peruzzo, sintetizzando una visione che ha guidato tutte le attività della Fondazione.
Le origini di questo percorso risalgono alla fine degli anni Ottanta, quando Peruzzo iniziò a collezionare opere d'arte spinto da una passione personale destinata a crescere negli anni. Un passaggio fondamentale avviene nel 2002 con la realizzazione del volume "Modern Art - Revolution and Painting", un'opera monumentale che si proponeva come una sorta di museo personale racchiuso in un libro. Presentato alla Fiera Internazionale del Libro di Francoforte, il volume attirò l'attenzione internazionale e contribuì a consolidare il percorso culturale del collezionista.
Un'altra tappa decisiva fu l'acquisto, nel 2010, dell'ex Chiesa di Sant'Agnese a Padova, edificio storico destinato a diventare il cuore delle future attività espositive. Parallelamente, nel 2011, Peruzzo partecipò al restauro del Padiglione Italia della Biennale di Venezia attraverso la società Arzanà Navi, in collaborazione con Louis Vuitton, contribuendo al recupero di uno degli spazi simbolo della cultura contemporanea italiana.
La nascita ufficiale della Fondazione nel 2015 segna l'inizio di una nuova fase. Da quel momento prende avvio il lungo e complesso restauro dell'ex Chiesa di Sant'Agnese, concluso nel 2023. L'edificio restaurato è oggi uno spazio espositivo unico, capace di accogliere una collezione che comprende centinaia di opere realizzate tra il Novecento e i giorni nostri.
La raccolta include nomi fondamentali della storia dell'arte moderna e contemporanea internazionale: da Picasso a Chagall, da Miró a Dubuffet, da Fontana a De Chirico, da Christo a Schifano, fino ad artisti contemporanei come Quayola e Takashi Murakami. Le opere vengono esposte a rotazione negli spazi della chiesa, offrendo al pubblico una continua occasione di scoperta e approfondimento.
Accanto alla chiesa si trova inoltre il Palazzetto Dante, restituito alla città dopo un accurato intervento di recupero e oggi sede del bookshop Dante61, dedicato all'editoria d'arte e alle pubblicazioni della Fondazione.
Nel corso degli anni la Fondazione ha promosso importanti progetti espositivi e culturali, tra cui la mostra "Guernica. Icona di Pace", dedicata al celebre capolavoro di Pablo Picasso, l'esposizione veneziana "Alberto Biasi. Tra realtà e immaginazione" durante la Biennale Arte 2019 e il progetto "Seconda Natura" di Quayola all'Orto Botanico di Padova. Ha inoltre sostenuto il restauro dell'opera site-specific "Resistenza e Liberazione" di Jannis Kounellis.
Oggi la Fondazione Alberto Peruzzo guarda al futuro sostenendo con convinzione la candidatura di Padova a Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2028. Il progetto, intitolato "Ancora imparo. Esercizi di dissidenza", punta a valorizzare la città come laboratorio europeo capace di mettere in dialogo arte, ricerca scientifica, innovazione, formazione e partecipazione civica.
Alla guida artistica della candidatura figurano personalità di rilievo internazionale come Maurizio Cattelan, Marta Papini e Myriam Ben Salah, affiancate da un comitato scientifico composto da Cecilia Alemani, il Cardinale José Tolentino de Mendonça, Daniela Mapelli e Renzo Piano.
La partecipazione della Fondazione Alberto Peruzzo a questo percorso conferma una visione precisa: il collezionismo non come accumulo privato, ma come strumento per creare relazioni, generare conoscenza e restituire valore alla comunità. Una filosofia che ha trasformato una passione individuale in un patrimonio condiviso e che oggi contribuisce a rafforzare il ruolo di Padova nel panorama culturale nazionale e internazionale.
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